Medicazione avanzata e interattiva in età pediatrica

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CHI SI OCCUPA DI TRATTARE LE LESIONI IN ETA' PEDIATRICA E COSA UTILIZZA

La vulnologia o il wound care, è quella branca della medicina che si occupa del trattamento delle ferite di qualunque natura, utilizzando le medicazioni avanzate. Se ne occupano gli Infermieri con un master universitario specifico e i Chirurghi Plastici dediti all'età pediatrica. Entrambe queste figure professionali fanno parte di un Team Interdisciplinare e Interprofessionale cui partecipano il mediatore culturale, il microbiologo e l'infettivologo, l'intensivista, il dermatologo, il dietologo e il nutrizionista ed altri specialisti.

Il Team si occupa dell'accoglienza, della prima visita delle lesioni o di applicare una scala del rischio. In seguito, in caso di lesioni, potranno essere usate tecniche di medicazione con presidi avanzati e/o interattivi oppure la pressione negativa, tecniche di chirurgia minore o maggiore.

CHE COS'E' UNA MEDICAZIONE AVANZATA

Le medicazioni avanzate sono medicazioni capaci di gestire tutte le componenti delle ferite cutanee come i bordi e il fondo di lesione, i vari tipi di essudato più o meno denso e le eventuali infezioni rispettandone le pareti, i margini, la cute della lesione e quella intorno alla lesione. Si chiamano avanzate poiché' ne esistono diversi tipi, usati anche per le proprie proprietà antiemorragiche o antibatteriche, da applicare sulla cute in presenza dei genitori ed evitando di medicare più volte al giorno. In questo modo i pazienti vengono medicati ogni due o tre giorni e questo evita il continuo stress, permette di ridurre al minimo il fastidio e il dolore dei bambini e rispetta la pelle, sia quella sana che quella malata. Le medicazioni avanzate consentono una più rapida ricrescita del derma, dei tessuti epidermici e dell'epitelio, fino a guarigione completa con ripristino di tutti gli strati cutanei

QUANTI TIPI DIVERSI DI MEDICAZIONI ESISTONO

Ne esistono molti e li elenchiamo con le loro caratteristiche poiché i genitori ci chiedono di continuo cosa sono, quali sono le differenze, perché' alcuni sono trasparenti e altre quasi fioccose e quando si usano.

Eccoli allora di seguito:

- Idrogel: utili per mantenere un ambiente umido, spesso trasparenti e più o meno densi, usati sulle escare, insieme a idrocolloidi oppure a film;

- Idrocolloidi: a base di alghe e colloidi vegetali, con poca capacità assorbente ma con il compito di contenere gel, proteggere e fare maturare le escare. Le escare, comunemente chiamate "crosticine", sono porzioni di tessuto andato incontro a morte cellulare – ad esempio per ustione, decubito, infezione – circondato da tessuto sano. Nel corso del processo di guarigione, le escare sono destinate a trasformarsi in cicatrici;

- Tulle: proteggono e mantengono un ambiente umido ed evitano l'adesione e il contatto diretto tra la ferita e la medicazione secondaria. Molto utili quando può essere altrimenti difficile distaccare una medicazione;

- Alginati: a base di acidi, glicuronico e mannuronico, assorbono e gestiscono l'essudato, presentando inoltre una efficace attività emostatica;

- Idrofibre: gelificano al contatto con l'essudato. Hanno spesso incorporato all'interno della loro trama argento ionico, che ha spiccate attività contro i batteri patogeni;

- Schiume: altamente assorbenti, usate per lesioni molto essudanti, talora anche medicate con argento e bordate con silicone per una maggiore aderenza alla superficie cutanea. Sono morbide e molto conformabili, hanno proprietà antidecubito e possono essere ritagliate per adattarsi alle varie situazioni;

- Medicazioni a interazione idrofobica: utili per gestire lesioni infette o potenzialmente infette. Si presentano con o senza gel e sono cariche elettrostaticamente per catturare i microbi per mezzo di cariche elettriche sia negative che positive;

- Medicazioni naturali antibatteriche: attualmente in uso soprattutto quella a base di miele medicale, con effetti sia riepitelizzanti che antisettici.

La scelta della medicazione idonea da parte del Team di professionisti è fondamentale. La medicazione che si utilizza deve essere il risultato di una profonda conoscenza sia delle opzioni di trattamento possibili che delle necessità della ferita, del paziente e del contesto specifico. 

COSA PERMETTE DI CAPIRE SE LA SCELTA DELLA MEDICAZIONE E' STATA GIUSTA

Ciò che in età pediatrica è particolarmente utile, visto che spesso il paziente non può riferire le proprie sensazioni in merito, è assicurarsi di comprendere come la medicazione scelta stia influendo sulla guarigione della ferita

In particolare:

- Nel rimuovere la medicazione occorre avere rispetto per la cute lesa così come per quella integra circostante (perilesionale). La medicazione rimossa in presenza dei genitori permette di rendersi conto dello spessore, colore, odore e di capire come gestire l'ulcera;

- Non bisogna gettare la medicazione senza guardarla, poiché la medicazione usata va "letta" per capire come ha agito sull'essudato, di che tipo sono questi liquidi, di che colore appare. Ma anche se l'assorbimento non è stato sufficiente ma esiste un debordamento oltre i margini della medicazione, se c'è cattivo odore, se il paziente è particolarmente sensibile e se ha dolore al cambio della medicazione stessa;

- L'attenzione ai segni clinici del dolore manifestato dal bambino come il pianto, le smorfie, il grido ci danno informazioni anche sulla psicologia e sullo stress emozionale del bambino così pure sulla lesione. La riduzione del dolore coincide sempre anche con uno stato di miglioramento della lesione stessa e spesso anche sulla risoluzione di una concomitante infezione.

Tutto questo serve per capire se l'interazione tra la medicazione avanzata e ferita è positiva e se ci sia una progressiva riduzione del diametro e del volume della lesione stessa.

Importante è cambiare la medicazione prima che l'essudato abbia raggiunto i suoi margini, impedendo quindi una possibile macerazione della cute circostante la ferita. Quando c'è una macerazione, l'aumento eccessivo dell'umidità determina un colorito biancastro. Questo ci porta a dire quanto sia utile educare il genitore ad un continuo cambio immediato del pannolino o delle medicazioni umide a contatto con la pelle del bambino. L'umidità può essere causa di indebolimento della pelle e di un'infezione con conseguente dolore: tutto questo può complicare le ulcere e aumetare i giorni di degenza.

E' evidente che il bambino con una ulcera da pressione non sia quindi un piccolo adulto, bensì rappresenti tre pazienti in uno, considerando madre e padre, abbia bisogno di una prevenzione specifica, di una educazione particolare alla tecniche di medicazione dei vari tipi di lesione nelle diverse sedi corporee e nelle diverse abilità che il bambino stesso possiede. 

CHI E' DI SOLITO IL VULNOLOGO O LO SPECIALISTA IN WOUND CARE

Le lesioni in età pediatrica rappresentano un vero problema sociale, di pertinenza della chirurgia pediatrica e plastica organizzate in un team ben collaudato. La prevenzione aggressiva e il trattamento richiedono infatti sia strategie di medicazione avanzata sia il ricorso a tecniche chirurgiche specifiche per l'età.

Queste figure si presentano ai genitori o anche ai pazienti più grandi, teenager e adolescenti, come un punto di riferimento, insieme agli Infermieri specialisti. Illustrano i caratteri della lesione, cosa si può fare come programma terapeutico a letto del paziente, se il bambino richiede terapie associate e se saranno necessarie manovre da eseguire in una sala operatoria. Il piano terapeutico che preveda le medicazioni avanzate o la pressione negativa vengono illustrati ponendo il genitore a contatto con ogni tipo di presidio, allo scopo di farli rendere familiari con il contatto che poi avrà il proprio figlio. Oltre al contatto, gli operatori sanitari risponderanno alle domande sui tempi di cura, sul numero dei cambi, sull'eventuale dolore e si renderanno conto della possibilità che gli stessi genitori continuino ad assistere e a medicare il bambino anche a casa.

Gli Infermieri sono particolarmente coinvolti in questo programma educazionale e di Counseling, che tende a cementare i rapporti con le Famiglie sia dal punto di vista umano che professionale.


a cura di: Dott. Guido Ciprandi
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute