Nuovo Coronavirus: quanto dura la malattia COVID-19 nei bambini

Nei bambini è una malattia lieve che dura di regola meno di una settimana
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19 giugno 2020


Nei bambini, la malattia COVID-19 causata dal nuovo Coronavirus dura, di solito, poco tempo. Questo è quanto emerge dalla letteratura scientifica internazionale grazie ai dati raccolti in tutto il mondo. Ciò può dipendere dal fatto che in molti bambini l'infezione è asintomatica e, quando provoca la malattia, i sintomi sono di solito lievi o moderati come raffreddore, tosse e un po' di febbre.
Se presenti, i sintomi tendono a limitarsi nel giro di una o due settimane, ma in media la durata della malattia è di solito di quattro o cinque giorni. Tuttavia, molto spesso i sintomi vengono sottostimati e ciò porta a ritardi nella diagnosi.
In altre parole, più che concentrarsi sulla durata della malattia, è importante saperla riconoscere ed evitare di confondere COVID-19 con altre malattie (ad esempio infezioni batteriche delle vie respiratorie) che in alcuni casi potrebbero richiedere un trattamento specifico.
Sicuramente, nei prossimi mesi, i bambini andranno incontro a episodi di febbre e di tosse: sarà difficile dire subito se si tratta di COVID-19 o di qualche altra infezione legata alla stagionalità (soprattutto durante il periodo autunnale e invernale).
L'importante è che i genitori portino il bambino dal proprio pediatra che identificherà i sintomi e, a seconda della loro gravità, potrà indirizzarlo in ospedale, dove verranno eseguiti i test necessari. Se al bambino verrà diagnosticata la malattia COVID-19, si cercherà di ricostruire la data dell'inizio dei sintomi.
Una volta visitato il bambino ed eseguito il tampone, il medico sarà in grado di capire se è necessario un ricovero oppure se il bambino potrà essere seguito a domicilio, dove l'osservazione della malattia continuerà tramite la sorveglianza dei casi di COVID-19 effettuata dalla ASL.

QUANTO TEMPO CI VUOLE PERCHÉ IL TAMPONE DIVENTI NEGATIVO
La durata della malattia dipende dalla durata dei sintomi. In genere è più breve nei bambini rispetto agli adulti. D'altra parte, è molto difficile stabilire il tempo necessario perché il virus sia eliminato dall'organismo.
Quindi, nei bambini la guarigione clinica è molto rapida, salvo rari casi (sindrome iper-infiammatoria). Ma c'è bisogno di più tempo per liberarsi dal virus (escrezione virale).
Ciò sarà motivo di studio nei prossimi mesi: sarà importante capire come il virus reagisce con il nostro sistema immunitario, cioè come il nostro sistema immunitario è in grado di difenderci dal virus.
Infatti, il sistema immunitario si sviluppa come tutti gli altri organi e funzioni del corpo: il sistema immunitario dei bambini piccoli è diverso dal sistema immunitario dei bambini più grandi e degli adulti.
In alcuni bambini il virus innesca una risposta immunitaria molto rapida, forse favorita dai vaccini a cui sono sottoposti, permettendogli di eliminare il virus velocemente. In altri bambini, invece, il sistema immunitario non è in grado di riconoscere in modo così rapido ed efficace il virus, che tende quindi a persistere nell'organismo per più tempo.

QUALI SONO I SINTOMI DA TENERE D'OCCHIO
I sintomi più comuni sono la febbre, che di solito è il primo sintomo che spinge i genitori a portare il bambino dal Pediatra o in pronto soccorso, la tosse e il raffreddore.
Sintomi da non sottovalutare e che si presentano con grande frequenza sono i dolori addominali, che possono precedere episodi di infiammazione del tratto gastrointestinale, spesso piuttosto importanti.
Nei bambini, sintomi quali anosmia, cioè la difficoltà nel percepire gli odori, e mal di testa sono di gran lunga molto più rari rispetto agli altri sintomi, anche perché solo i più grandi sono in grado di descriverli. Infatti, si osservano soprattutto nell'adulto. 

POSSONO ESSERCI RICADUTE?
Non è tanto importante la ricaduta della malattia quanto la comparsa di sintomi che possono manifestarsi anche a distanza di tempo. Questi sintomi sono stati osservati in bambini più grandi che, a distanza di 2-3 settimane dalla completa negativizzazione del tampone, sviluppavano la sindrome iper-infiammatoria.
In questi casi, molto rari, i sintomi sono molto più importanti e consistono in febbre persistente, malessere generale e nell'aggravarsi di sintomi inizialmente lievi, come tosse e dolori addominali.
Quindi i bambini che abbiano già avuto il COVID-19 e che presentano sintomi sospetti (febbre alta, dolori addominali, dolori articolari), devono essere trasportati velocemente in ospedale, dove verranno condotte le indagini di laboratorio per ricercare nel sangue i marcatori di iper-infiammazione.
Riconoscendo i sintomi e arrivando velocemente in ospedale, sarà possibile intervenire in maniera tempestiva e curare questi bambini che nella maggior parte dei casi guariscono senza problemi con l'impiego di farmaci che spengono rapidamente l'infiammazione.
Si utilizzano con successo il cortisone e farmaci che vanno a bloccare in maniera specifica alcune molecole dell'infiammazione come per esempio l'interleuchina-1 (i cosiddetti farmaci biologici).

Sfoglia online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato al Nuovo Coronavirus:


ATTENZIONE
In caso dovessi accusare sintomi sospetti, prima di recarti in Ospedale, chiama il numero 1500. Avrai tutte le informazioni e le risposte alle tue domande, a cura degli specialisti del Ministero della Salute. Per altre informazioni, è possibile consultare il portale Salute Lazio.


a cura di: Andrea Campana
Unità Operativa di Pediatria Multispecialistica
in collaborazione con: