Occhiali da vista e lenti a contatto

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15 gennaio 2019

I mezzi attraverso cui si ottiene la correzione di un'anomalia refrattiva, ovvero di una condizione che comporta un'alterata focalizzazione delle immagini sulla retina - focalizzazione che è necessaria per una corretta visione - sono gli occhiali da vista o le lenti a contatto.

È importante sottolineare che per correzione si intente il compenso ottico che garantisce una migliore focalizzazione delle immagini e che l'uso degli occhiali o delle lenti a contatto non influenza in nessun modo l'evoluzione del difetto refrattivo né, tanto meno, ne può indurre la scomparsa.

CHE COSA SONO

Occhiali da vista e lenti a contatto sono Dispositivi Medici (ai sensi del Decreto legislativo n. 46 del 1997) oggetto di prescrizione da parte del medico oculista. 

Della vendita di questi dispositivi si occupa l'ottico che consiglierà la scelta della montatura su cui andranno montate le lenti prescritte.

La scelta della montatura è un momento importantissimo in quanto, una montatura non adeguata rispetto alle caratteristiche del viso del bambino potrebbe vanificare la cura.

A COSA SERVONO

Servono a compensare i difetti refrattivi che possono essere di tipo sferico, come l'ipermetropia e la miopia, oppure caratterizzati da un diverso fuoco dei meridiani in cui è divisibile l'occhio essendo di forma circolare; in questo caso parleremo di astigmatismo.

La correzione ottica dovrà essere utilizzata dal bambino in modo corretto e spesso per tutte le ore della giornata; può essere necessaria a qualsiasi età e nei casi di maggiore gravità anche nei primi mesi di vita del bambino.

QUANDO LE LENTI A CONTATTO

Alcune volte i genitori domandano all'oculista quando il proprio figlio potrà indossare le lenti a contatto; altre volte sarà invece direttamente l'oculista a prescriverle perché ritiene siano più vantaggiose rispetto alla correzione con occhiali.

Le due motivazioni sono chiaramente differenti. 

La prima è prevalentemente estetica, sociale o di comodità. 

La seconda è invece funzionale al processo di cura.

Nella prima, previa verifica delle condizioni oculari di assenza di anomalie o controindicazioni all'uso di lenti a contatto, dovrà essere valutata la maturità e la capacità di gestire le lenti a contatto in modo responsabile sia da parte dei genitori che – soprattutto - da parte del bambino.

I bambini sono solitamente buoni portatori di lenti a contatto e sono molto motivati a gestirle e prendersi cura delle norme igieniche.

Un'altra motivazione che porta i genitori a chiedere la possibilità per i propri figli di utilizzare le lenti a contato riguarda l'attività sportiva perché offrono evidentemente una serie di vantaggi rispetto agli occhiali: visuale senza ostacoli dell'area di gioco per una migliore visione periferica che consente al bambino di reagire più velocemente; maggiore stabilità di visione rispetto agli occhiali quando il bambino è in movimento, ecc. L'unica attività proibita durante l'uso delle lenti a contatto è il nuoto. 

Diverso è, invece, il caso di alcuni neonati in cui l'uso della lente a contatto potrebbe essere il dispositivo protesico di scelta quale mezzo compensativo, come succede ad esempio nell'afachia  chirurgica dopo rimozione di una cataratta congenita.

Un breve cenno all'ortocheratologia (o "orto-k") ovvero quella tecnica che utilizza lenti rigide gas-permeabili (rigide) appositamente progettate, che indossate la notte durante il sonno cambiano la forma della cornea. Al mattino le lenti vengono rimosse e, in caso di successo, l'ortho-k consente ad una persona miope di vedere chiaramente senza occhiali durante il giorno. Queste lenti a contatto per rimodellare la cornea devono essere indossate regolarmente durante il sonno ma i rischi non sono certamente inferiori rispetto all'uso diurno di lenti a contatto morbide. 

Attualmente i dati di letteratura sono insufficienti per stabilire se l'applicazione di lenti ortho-k possa rallentare il progredire della miopia nei bambini. In ambito pediatrico, essendo le lenti a contatto dei dispositivi medici di tipo "invasivo", è  certamente preferibile rivolgersi a centri specializzati.

RACCOMANDAZIONI PER ACQUISTARE UN OCCHIALE (MONTATURA E LENTI)

La scelta della montatura è un momento importantissimo in quanto una montatura inadeguata rispetto alle caratteristiche del viso del bambino potrebbe vanificare la cura.

La montatura di un bambino deve avere caratteristiche diverse rispetto a quella di un adulto. Gli occhiali per i bambini devono essere considerati un mezzo attraverso il quale il sistema visivo riceve la migliore focalità sul piano retinico, indispensabile per un corretto sviluppo della funzione visiva (finalità protesica).

La montatura deve "vestire" in modo corretto il viso del bambino posizionandosi ad una distanza fissa rispetto agli occhi e mantenendosi stabile sul suo viso.

Il metallo è sconsigliato nella prima infanzia mentre i materiali plastici potranno essere di rigidità differente, spesso flessibili nel bambino fino ai 2-3 anni di vita.

Generalmente l'oculista e l'ortottista, all'atto della prescrizione degli occhiali forniscono indicazioni ai genitori perché possano essere guidati nella corretta scelta della montatura. Senza nulla togliere alle competenze dell'ottico nel fornire le giuste indicazioni riguardo la scelta più idonea della montatura, i genitori il più delle volte chiedono all'oculista e all'ortottista consigli per essere guidati nella selezione delle montature più idonee. 

Alcune caratteristiche delle montature per i bambini devono essere sempre soddisfatte. Tra queste una delle più importanti è la posizione sul naso e la distanza occhio-lente (soprattutto nei poteri diottrici maggiori di 3 diottrie). Il ponte naso, ovvero la parte a cavallo tra le due lenti, dovrebbe vestire in modo corretto la parte più alta del naso (radice) consentendo allo stesso tempo di mantenere la porzione superiore della montatura all'altezza del sopracciglio. La montatura deve essere stabile in quanto i bambini sono sempre in movimento e determinati difetti refrattivi come ad esempio l'astigmatismo, potrebbero non essere adeguatamente compensati qualora la montatura e le lenti non siano correttamente allineate al viso del bambino. 

Alcuni bambini guardano spesso fuori dalle lenti e questo equivale a non portare gli occhiali e quindi a non correggere adeguatamente il difetto refrattivo oltre a poter rappresentare un potenziale squilibrio del sistema oculomotore, il cui esempio più emblematico è lo strabismo. Il calibro e la forma della montatura devono essere conformi sia al viso, e quindi tener conto delle misure craniofacciali del bambino, sia al tipo di difetto da correggere.

È importante quindi dedicare il giusto tempo alla scelta della montatura perché risulta estremamente importante per la cura. 


a cura di: dott. Marco Montes
in collaborazione con: 

Bambino Gesù Istituto per la Salute