Ossiuriasi

Infezione parassitaria intestinale molto comune in età pediatrica, la trasmissione avviene per via oro-fecale. Per eradicare gli ossiuri è possibile ricorrere a terapie farmacologiche a base di mebendazolo, albendazolo o pamoato di pyrantel
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25 marzo 2019

COS'E'
L'ossiuriasi è una infezione parassitaria intestinale molto comune in età pediatrica, sia in età scolare che pre-scolare. L'agente infettivo è l'Enterobius vermicularis, comunemente denominato ossiuro, un verme di colore bianco che ha come sede abituale l'intestino. Le uova sono prodotte dalla femmina che può deporre fino a 10.000 uova depositandole nella zona perianale (intorno all'ano) per poi morire. Le larve possono risalire verso il colon oppure, per lo sfregamento legato al prurito, possono essere ingerite e depositarsi nell'intestino.

COME SI TRASMETTE
L'infezione da ossiuri si trasmette per via oro-fecale. Anche gli adulti possono essere infettati, basta condividere asciugamani, toccare le lenzuola, utilizzare gli stessi sanitari. Inoltre le uova possono rimanere vitali fino a 3 settimane e resistono alle basse temperature mentre non tollerano le alte temperature.

QUALI SONO I SINTOMI
Il sintomo più evidente di ossiuriasi è il prurito che aumenta durante la notte e viene avvertito in zona perianale. A volte è tanto intenso che si possono creare lesioni da grattamento con possibili sovra-infezioni batteriche. L'infestazione da ossiuri si accompagna spesso a disturbi intestinali di varia natura:
       - produzione eccessiva di gas (meteorismo);
       - feci poco formate o diarrea franca;
       - enuresi (rilascio involontario di urina);
       - dolori addominali ricorrenti;
       - agitazione;
       - irritabilità.
Nelle bambine le larve di ossiuri possono raggiungere la vagina e annidarsi tra le piccole e le grandi labbra provocando, oltre all'intenso prurito, anche una secrezione biancastra (leucorrea).

COME SI FA LA DIAGNOSI
Quando si ha il sospetto di un'infezione da ossiuri è bene ispezionare accuratamente la zona anale e perianale, se possibilenelle prime ore del mattino per cercare le femmine degli ossiuri che appaiono come piccoli e mobili filamenti biancastri. Le femmine degli ossiuri si possono vedere anche sulle feci del bimbo o sulla biancheria intima.
Per la conferma diagnostica si può eseguire lo scotch-test, cioè posizionare per pochi secondi un nastro adesivo trasparente  sull'ano non appena il bambino si sveglia. Infatti durante le ore notturne gli ossiuri migrano verso l'ano dove depongono le uova. Non appena staccato dall'ano, l'adesivo va applicato ad un vetrino da laboratorio che va subito riposto in un sacchetto di plastica fornito di chiusura sigillante. Sia i vetrini che il sacchetto vengono forniti dal laboratorio di analisi. Di norma la procedura va ripetuta per 3 volte, in 3 giorni separati. Portati in laboratorio, i vetrini verranno osservati al microscopio per verificare la presenza di uova e/o di ossiuri. 

COME SI PREVIENE
La prevenzione della infezione da ossiuri prevede:
- un accurato lavaggio delle mani prima e dopo il contatto con il paziente;
- lavaggio ad alte temperature (almeno a 60°C) di biancheria intima, lenzuola pigiami, asciugamani e copridivani, separatamente da altri indumenti;
- lavaggio accurato dei servizi igienici, sanitari, stoviglie giocattoli e sabbionaie, banchi e tavoli da cucina.
- di far indossare al bimbo mutandine e pigiami attillati per limitare il grattamento della zona anale e vulvo-vaginale;
- di preferire la doccia giornaliera, anziché il bagno, per rimuovere efficacemente le uova deposte durante la notte

COME SI CURA 

I farmaci utilizzati per la cura dell'ossiuriasi sono in grado di eliminare i parassiti nella loro forma vitale ma non le uova. Per questo motivo è necessario somministrare due dosi, la prima appena fatta la diagnosi e la seconda dopo due settimane per eliminare i vermi nati dalle uova rimaste nella zona anale. Nonostante il trattamento adeguato, è possibile che l'infezione si ripeta soprattutto se la seconda dose non viene somministrata o viene somministrata in ritardo, oppure quando il contagio avviene nella vita di gruppo (famiglia, scuola o comunità in generale), o quando un componente del gruppo non abbia eseguito la terapia in contemporanea con il soggetto infetto. Per questo motivo si raccomanda di osservare scrupolosamente le misure di prevenzione. Inoltre, quando un bimbo risulta affetto è necessario estendere il trattamento a tutti i componenti della comunità frequentata e della famiglia (fratelli, genitori, nonni e babysitter) anche se asintomatici. Una singola dose di uno dei seguenti farmaci, ripetuta dopo 2 settimane, è efficace per eliminare gli ossiuri (ma non le uova) nel 90% circa dei casi: Mebendazolo, Albendazolo, Pamoato di pyrantel.


a cura di: Annalisa Grandin
Unità Operativa di Pediatria Generale e Malattie Infettive
In collaborazione con: