Paralisi cerebrale infantile

Interessa le aree del cervello che controllano i movimenti. Questa malattia è diversa per ogni bambino, per cui occorre pianificare sin da subito un progetto di riabilitazione personalizzato
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30 ottobre 2019



CHE COS'
È
La paralisi cerebrale infantile (PCI) è un insieme di disfunzioni del cervello - il sistema nervoso centrale (SNC) - che colpiscono le comunicazioni tra cervello e muscoli e che provocano gravi alterazioni del tono muscolare, dei movimenti e delle abilità motorie.
La paralisi cerebrale infantile limita la capacità di muoversi in modo coordinato e intenzionale.
Può anche coinvolgere la respirazione, la funzione intestinale e della vescica, l'alimentazione e il linguaggio.
Il bambino con paralisi cerebrale infantile ha difficoltà nel raccogliere le informazioni sensoriali come quelle che provengono dall'udito, dalla vista, dal tatto, ad interpretarle e integrarle nell'esperienza.
Ai disturbi motori si associano con elevata frequenza epilessia, deficit intellettivo, disturbi del linguaggio, disturbi della deglutizione, alterazioni del controllo degli sfinteri.

QUALI SONO LE CAUSE
La paralisi cerebrale infantile può dipendere da numerose cause che alterano o danneggiano il cervello e in particolare le aree che controllano il movimento (la funzione motoria):

- Infezioni materne in gravidanza (Toxoplasmosi, Rosolia, Cytomegalovirus, Herpes virus);
- L'ipertensione in gravidanza (gestosi) che coinvolge la placenta e può provocare danni al nascituro;
- Le anomalie della placenta e del funicolo che possono causare un'asfissia del feto;
- Le malattie della coagulazione che possono determinare un'emorragia cerebrale del feto;
- Carenza di vitamine, in particolare di vitamina B12;
- Consumo di droghe in gravidanza;
- Malattie genetiche;
- Danni cerebrali durante il travaglio, il parto o nel periodo immediatamente successivo per prematurità grave;
- Scarso apporto di ossigeno al cervello (anossia cerebrale);
- Deposito di bilirubina per ittero grave (ittero nucleare);
- Emorragia cerebrale;
- Setticemia neonatale.

COME SI MANIFESTA
Le manifestazioni della paralisi cerebrale infantile sono numerose e variano molto da un bambino all'altro.
Alcuni bambini soffrono di debolezza muscolare e stentano nel controllo dei movimenti. In altri bambini prevale la spasticità dei muscoli delle braccia o delle gambe.
I bambini con paralisi cerebrale infantile possono presentare:

- Ipotonia muscolare, vale a dire ridotta tonicità dei muscoli che sono deboli e flaccidi;
Spasticità muscolare che può coinvolgere le gambe (paraplegia) oppure sia le gambe che le braccia (tetraplegia); può anche coinvolgere una metà del corpo (emiplegia) con paralisi, ad esempio, del braccio e della gamba;
- Andatura difficoltosa che in genere è sulle punte dei piedi;
Movimenti involontari e tremori;
Atassia, vale a dire difficoltà nel coordinamento dei movimenti con andatura incerta, difficoltà nel mantenere la posizione eretta e nel mantenere la direzione della marcia;
- Disfagia, difficoltà nella deglutizione con masticazione difficile ed eccessiva salivazione;
Problemi di visione, di udito e di parola;
- Ritardo nello sviluppo psicomotorio (primi passi, prime parole…), disturbi mentali e difficoltà di apprendimento;
Incontinenza urinaria.

COME SI FA LA DIAGNOSI
La diagnosi si basa su un'accurata raccolta della storia clinica del bambino e su una visita altrettanto accurata. L'esame neurologico del neonato è basato sulla osservazione dei movimenti spontanei che consente di fare diagnosi e di formulare la prognosi (predire a medio e lungo termine lo sviluppo neuropsichico del neonato) e anche di valutare gli effetti delle cure.
Il sospetto diagnostico potrà essere confermato e approfondito con accertamenti strumentali come:

- L'Elettroencefalogramma (EEG);
- La TC (Tomografia Assiale Computerizzata);
- La RM (Risonanza Magnetica);
- Le tecniche di neuroimaging funzionale come la DWI (Risonanza Magnetica di diffusione);
- Gli esami del sangue;
- I test genetici;
- L'analisi del cammino;
- La videofluoroscopia della deglutizione e la fibro endoscopia con somministrazione di alimenti (FEES).

COME SI CURA
La paralisi cerebrale infantile comprende soggetti con sintomi differenti e con diverse storie cliniche e pertanto richiede fin dall'inizio trattamenti differenti e personalizzati.
Essendo una condizione che colpisce il bambino in fase di sviluppo, richiede un trattamento precoce con controlli periodici dei risultati delle cure per consentire modifiche in rapporto alla risposta del bambino.
La paralisi cerebrale infantile necessita di un trattamento che coinvolge direttamente anche la famiglia e tutti gli operatori che partecipano alla riabilitazione: neurologi, neurochirurghi, ortopedici, fisiatri, oculisti, odontoiatri, riabilitatori (fisioterapisti, logopedisti, audiologi etc.).
La cura prevede la pianificazione di un progetto di riabilitazione che accompagna il bambino fin dal momento dell'accoglienza. Questa pianificazione si basa sulla diagnosi funzionale ovvero sull'esame della funzionalità motoria e delle risorse messe in campo spontaneamente dal bambino.
L'obiettivo è di aumentare le sue capacità residue. Poiché la paralisi cerebrale infantile è un diverso modo di funzionare dell'intero sistema nervoso prima che si completi lo sviluppo del bambino, il trattamento riabilitativo oltre che precoce, deve essere personalizzato (perché diverso per ogni tipo di lesione) ed integrato (psicomotorio, logopedico, fisioterapico, occupazionale, ortesico, farmacologico, chirurgico).
È noto che un organo danneggiato (il sistema nervoso centrale) sottoposto ad un certo tipo di riabilitazione tende a riorganizzarsi più facilmente, meglio ed in minor tempo.
Il trattamento non chirurgico della paralisi cerebrale infantile si basa quindi:

- Sulla riabilitazione motoria, occupazionale e logopedica;
- Sull'impiego di farmaci per attenuare la spasticità per prevenire le convulsioni;
- Sul ricorso a dispositivi per il mantenimento delle posture che aiutano il bambino a star seduto, sdraiato o in piedi;
- Sull'impiego di tutori/ortesi per contenere le deformità e per fornire sostegno;

Il ricorso alla chirurgia ha essenzialmente lo scopo di combattere le conseguenze della spasticità con interventi come la chirurgia percutanea fibrotomica e il trattamento con pompa di Baclofen.
La riabilitazione incide sul meccanismo di recupero di una lesione del sistema nervoso centrale e può avvalersi della plasticità neuronale, vale a dire della capacità del cervello di modificare la propria struttura e le proprie funzioni in base all'attività dei propri neuroni (le cellule del sistema nervoso che lo compongono).
La plasticità può in qualche modo influenzare la "riparazione della lesione" contribuendo a contenerla e a compensarla.
La cura consiste quindi nella capacità di guidare il bambino con paralisi cerebrale infantile ad affrontare i problemi che la crescita man mano gli propone sviluppando soluzioni compatibili con la propria situazione. È importante evitare di porsi obiettivi ideali non realizzabili.


a cura di: Michela Armando
Unità Operativa di Neuroriabilitazione e UDGEE
In collaborazione con: