Piede torto congenito

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06 febbraio 2018

CHE COS'E'

Il Piede Torto Congenito (PTC) è una delle patologie congenite più frequenti, seconda solo alle malformazioni congenite cardiache che però si presentano con un ampio spettro di variabili.

Si stima che al mondo ogni 3 minuti nasca un bambino con PTC. Tipicamente, alla nascita il piede si presenta equino (la punta del piede è esageratamente rivolta verso il basso), varo (il tallone è piegato verso l'interno) e supino (il piede è ruotato sull'asse longitudinale). Inoltre queste deformità non si possono correggere manualmente in quanto le articolazioni sono "irrigidite" nella posizione deforme.


QUALI SONO LE CAUSE?

Le cause del PTC sono poligeniche e multifattoriali il che significa che su una predisposizione genetica si inseriscono fattori ambientali che incidono durante la gravidanza. Ciò spiega perché il PTC è molto più comune nella fascia sub-equatoriale dove le condizioni socio-sanitarie sono spesso di basso livello. E in effetti in India, Pakistan e Bangladesh, in Uganda e Centro Africa, in Amazzonia l'incidenza del piede toto è fino a 10 volte maggiore rispetto ai paesi europei e al nord america dove si stima che nasca un bambino affetto ogni circa 1000 nati (si pensi solo che in India ed aree limitrofe l'incidenza è di10 bambini affetti su 1000 nati!) L'incidenza nel maschio rispetto alla femmina è circa 3/1.

Tra i fattori ambientali ovviamente oltre alle carenze alimentari e vitaminiche della gestante, si ipotizza l'abuso del fumo, ma è pur vero che tante sono le mamme di bambini affetti non fumatrici! La deformità si manifesta intorno alla 14'/16' settimana di vita intrauterina con un arresto della crescita di alcuni gruppi muscolari della gamba mentre tibia e perone continuano la loro crescita fisiologica. Ne deriva una deviazione mediale del piede, una deformità in equinismo e una rotazione esterna del piede sul proprio asse.

Il PTC riconosce una genesi malformativa di natura sindromica e neuro muscolare in circa il 10% dei casi. E proprio per escludere queste ipotesi attualmente si è molto affinata la Diagnosi Prenatale Ecografica che viene regolarmente effettuata presso gli ambulatori di Medicina Fetale di questo Istituto. Intorno alla 20 settimana di gravidanza, in occasione della valutazione morfologica si è in grado, con buona verosimiglianza, di escludere che il PTC sia legato a Spina Bifida, ad altre malformazione della colonna vertebrale; sollecitando i movimenti del feto si possono escludere, almeno in parte, le patologie neuro-muscolari. La diagnosi prenatale offre anche altri evidenti benefici psicologici e pratici: tra i primi quello di preparare la coppia all'evento e fugare incertezze e paure, tra i secondi quello di programmare le modalità di parto e "spianare" il percorso perinatale.

Il trattamento ormai da più di 15 anni si avvale della applicazione del metodo Ponseti utilizzato dal nostro Ospedale. Esso si fonda su una vera e propria "filosofia" ideata da Ignazio Ponseti professore di Ortopedia ad Iowa City (Usa). Il Ponseti si rese contro che gli interventi chirurgici correttivi estremamente demolitivi, portavano sì ad una correzione della deformità, ma lasciavano un piede rigido, retratto, poco plastico nel movimento e poco adatto a qualunque impegno fisico ed ancor meno alla pratica sportiva.

La sua "filosofia" innovativa si traduce nell'applicazione di una serie di gessi da eseguire settimanalmente, ciascuna preceduta da una seduta di Fisioterapia in cui si correggono manualmente le deformità plastiche in supinazione e adduzione. Ove residuasse la deformità in equino, spesso ribelle alle manovre fisioterapiche, una semplice tenotomia (dissezione) del tendine d'Achille è sufficiente a riposizionare il piede a squadro.

La tenotomia può essere praticata per via percutanea anestesizzando la parte. Il nostro Istituto, come Ospedale Senza Dolore, pratica una breve anestesia in maschera. Dopo l'intervento si applica il gesso per 15-20 giorni e poi si passa al tutore. E' questo il momento topico del trattamento Ponseti: proprio perché il trattamento chirurgico è molto limitato il rischio di recidiva, o almeno perdita di correzione, è alto specie nei primi 24 mesi.

Il tutore in extrarotazione va portato sempre, finché il bambino non deambula e solo la notte fino ai 3/4 anni. Non ci stancheremo mai di raccomandare ai genitori l'adesione al tutore e il controllo periodico semestrale da parte dello specialista almeno fino all'età scolare. Il rischio di perdita di correzione nel PTC, spesso non visibile da parte dei genitori, è alto a prescindere del trattamento, proprio perché le cause sono molteplici e magari uno dei fattori causali persiste oltre la nascita e si esaurisce solo in l'età scolare.

Per ulteriori informazione scaricare il "Manuale Ponseti" in lingua  italiana sulla pagina Club Foot di  global-help@org.


a cura di: Dott. Gaetano Pagnotta
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute