Protesi acustiche

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31 ottobre 2018

La sordità infantile può provocare la mancata acquisizione del linguaggio, soprattutto se è di particolare gravità e se non viene adeguatamente e precocemente curata. Gli effetti sullo sviluppo comunicativo e linguistico del bambino dipendono dalla sede della lesione, dal grado di perdita uditiva, dall'epoca di insorgenza e dalla causa della perdita uditiva. La diagnosi non può essere effettuata con certezza dopo un solo esame audiometrico, ma deve sempre essere fatta dopo una serie di esami e di indagini  effettuate da diversi specialisti. Quando la coclea è la sede del danno (ipoacusia neurosensoriale), la prima linea della riabilitazione uditiva è rappresentata dall'applicazione delle protesi acustiche.

CHE COSA SONO LE PROTESI ACUSTICHE

Gli apparecchi acustici non sono dispositivi che ripristinano la normale capacità uditiva (non "curano" la sordità), ma sono piuttosto dispositivi che sopperiscono a un deficit mediante l'amplificazione dei suoni che arrivano all'orecchio. Pertanto è errato pensare che il loro utilizzo rappresenti una soluzione definitiva per la sordità.

È importante distinguere una protesi acustica "convenzionale" da un impianto cocleare: infatti, mentre un apparecchio acustico è un amplificatore di suoni, un impianto cocleare è una sorta di coclea artificiale: capta i suoni e li trasforma – esattamente come l'organo dell'udito originale – in segnali/impulsi nervosi, che successivamente invia al cervello attraverso il nervo cocleare. L'impianto cocleare è indicato quando la perdita uditiva non può essere efficacemente corretta mediante l'utilizzo di protesi acustiche, di cui si raccomanda sempre un periodo di prova di almeno 3-6 mesi anche nelle forme più gravi di ipoacusia. 

ENTITA' DELLA PERDITA UDITIVA

Fra "sentire bene" e "non sentire niente" vi è un'ampia gamma di perdite di udito (ipoacusie): gli apparecchi acustici moderni offrono la possibilità di regolare l'amplificazione del suono a livelli diversi, a seconda delle esigenze di chi li indossa.

- Ipoacusia lieve: Quando la perdita di udito diagnosticata attraverso l'esame audiometrico tonale risulta superiore ai 21 dB e inferiore ai 40 dB, si parla di ipoacusia lieve. I soggetti che rientrano in questa soglia iniziano ad avere difficoltà nella percezione delle voci e dei suoni leggeri, soprattutto negli ambienti più rumorosi;

- Ipoacusia moderata: Rappresenta lo stadio intermedio della perdita dell'udito, nonché la soglia minima oltre la quale è consigliabile l'utilizzo di una protesi acustica. I soggetti con questo grado di sordità hanno infatti una soglia uditiva media compresa fra i 41 e i 70 dB, che comporta evidenti problemi nella percezione delle voci o dei suoni di media intensità anche a distanza ravvicinata;

- Ipoacusia grave: Quando la sensibilità uditiva minima si attesta su un livello compreso tra 71 e 95 dB, si parla di ipoacusia grave. Quest'ultima è una condizione che impedisce di sentire le voci altrui e rende problematica perfino la percezione dei suoni più intensi;

- Ipoacusia profonda: Caratterizzata da una soglia uditiva superiore ai 96 dB, rappresenta una condizione in cui è difficile percepire anche i suoni più intensi; in questi casi è possibile che anche le protesi più potenti in commercio non riescano a compensare la perdita di udito.

COME SONO FATTE LE PROTESI

Gli elementi che compongono una protesi acustica sono:

- Microfono: E' un trasduttore meccano-elettrico che raccoglie i segnali acustici e li trasforma in segnali elettrici;

- Amplificatore: Aumenta l'intensità del segnale ricevuto dal microfono;

- Bobina: Riceve il segnale elettrico e lo trasforma in segnale sonoro;

- Circuiti accessori: Strumenti che migliorano il rapporto segnale/rumore o compressori della dinamica che permettono di controllare il "guadagno" (differenza di livello sonoro tra il segnale di  ingresso e quello in uscita dall'amplificatore), riducendolo in presenza di livelli sonori elevati;

- Batterie: Necessarie per alimentare il dispositivo, della durata in genere di una settimana circa.

TIPI DI PROTESI ACUSTICHE

Esistono due tipologie principali di apparecchi acustici: gli apparecchi acustici retroauricolari, che vanno indossati dietro l'orecchio, e gli apparecchi acustici endoauricolari, che vanno inseriti nell'orecchio. Entrambe queste tipologie comprendono vari sottotipi, che possono essere più o meno indicati per alcune categorie di pazienti. Per funzionare al meglio, un apparecchio acustico deve essere regolato in base ai deficit uditivi di chi lo indosserà; la giusta regolazione delle protesi acustiche è, molto spesso, frutto di diversi tentativi.

- Protesi retroauricolari: Sono caratterizzate da una sorta di guscio da posizionare dietro l'orecchio esterno, al cui interno risiedono tutte o quasi tutte le componenti elettroniche necessarie al miglioramento delle capacità uditive. Sono dispositivi molto versatili, in grado di garantire sia qualità che potenza, adatti per perdite uditive da lievi a gravi;

- Protesi endoauricolari: Dispositivi realizzati su misura, il cui guscio s'inserisce perfettamente all'interno del condotto uditivo esterno e racchiude in sé tutte le componenti elettroniche principali di un apparecchio acustico. Scelte frequentemente dagli adulti per motivi estetici, in realtà poco si adattano alle esigenze dei bambini, sia in termini di efficacia di amplificazione per le perdite più gravi, sia per la necessità di prendere frequentemente l'impronta del dispositivo affinché si adatti correttamente alle strutture dell'orecchio esterno in crescita.

MANUTENZIONE DELLE PROTESI

Una corretta gestione degli apparecchi acustici garantisce loro lunga vita e un funzionamento adeguato nel tempo. L'audioprotesista di fiducia sarà in grado di darvi tutti i consigli per la gestione dei dispositivi nel quotidiano. In linea di massima, è bene tenere a mente i seguenti punti:

- La maggior parte delle protesi non sono completamente impermeabili, pertanto è necessario toglierle durante bagni o docce;

- Tenere lontano gli apparecchi acustici da fonti di calore e da zone particolarmente umide;

- Spegnere gli apparecchi acustici, quando non è necessario farne uso e sostituire le batterie quando si scaricano;

- Avere sempre a disposizione le batterie di ricambio, tenendole però lontane dalla portata dei bambini (sono oggetti piccoli che possono essere ingeriti o inalati);

- Quando le protesi iniziano a "fischiare" è necessario prendere una nuova impronta degli auricolari, che con la crescita del bambino non si adattano più perfettamente al suo condotto uditivo;

- La presenza della chiocciola favorisce la formazione di cerume nel condotto, quindi è bene rivolgersi allo specialista per pulizie periodiche dell'orecchio.


a cura di: Dott.ssa Sara Giannantonio, Dott. Pasquale Marsella
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute