Pterigio: trattamento chirurgico

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15 gennaio 2018

CHE COSA E' LO PTERIGIO

E' una malattia della superficie dell'occhio caratterizzata dallo sviluppo di una membrana fibrovascolare che prima modifica la congiuntiva e quindi invade la cornea dal lato nasale. In alcuni casi meno frequenti può riscontrarsi anche dal lato temporale. La malattia è solitamente bilaterale e spesso con sviluppo asimmetrico e non prevedibile. Se lo pterigio invade la cornea sino a raggiungere la porzione centrale collocata davanti alla pupilla determina una notevole riduzione della vista; se infiltra in modo significativo lo stroma della cornea induce un grave astigmatismo irregolare di difficile correzione con gli occhiali. La causa dello pterigio non è nota, probabilmente è favorito dalla esposizione al sole e da condizioni di irritazione cronica della superficie oculare. Sembra che l'etnia (asiatica, africana, sudamericana) e vivere nei primi 5 anni di vita in aree geografiche equatoriali rappresentino importanti fattori di rischio. La rimozione dello pterigio non può essere considerata definitiva; infatti frequentemente questa patologia può recidivare in modo anche più grave dopo l'intervento. Questa evenienza è tanto più probabile negli occhi già operati, negli pterigi doppi (nasale e temporale nello stesso occhio), negli pterigi carnosi (che non consentono la visualizzazione della sclera sottostante), nei soggetti di etnia asiatica, africana, sudamericana. La rimozione dello pterigio non riduce i sintomi irritativi e non può migliorare significativamente l'astigmatismo.

L' INTERVENTO CHIRURGICO

L'intervento di asportazione dello pterigio viene eseguito in sala operatoria, in anestesia locale infiltrativa associata, se opportuno, a sedoanalgesia; in età pediatrica sarà eseguito in anestesia generale. L'intervento prevede l'asportazione dello pterigio dalla cornea e della membrana fibrovascolare sottocongiuntivale. Può essere necessario prelevare un lembo di congiuntiva sana dallo stesso occhio o dall'altro occhio e trapiantarlo nel punto da dove è stato rimosso lo pterigio. A seconda dei casi e a giudizio del chirurgo, si possono utilizzare intraoperatoriamente sostanze che ostacolano la ricrescita dello pterigio (mitomicina C) o si può applicare sull'occhio tessuto da donatore (membrana amniotica) che poi si riassorbe spontaneamente entro circa una settimana. Per completare l'intervento può essere necessario apporre punti di sutura o utilizzare una speciale colla biologica (colla di fibrina). 

DOPO L'INTERVENTO

Può essere necessario che l'occhio rimanga bendato per alcuni giorni dopo l'intervento. Per alcuni giorni è possibile che l'occhio operato sia gonfio, arrossato, dolente e si avverta sensazione di corpo estraneo soprattutto se sono stati dati punti di sutura. I punti, se non cadono o non si riassorbono da soli, si asportano entro una settimana. Se è stata impiantata la membrana amniotica la vista può essere ridotta sino a quando la membrana non si riassorbe.

Le cure locali postoperatorie devono essere eseguite scrupolosamente e consistono nella somministrazione di colliri o pomate nei dosaggi e per un periodo di tempo prescritto dai sanitari. 

TRATTAMENTI ALTERNATIVI

Non esistono cure con colliri o pomate o comunque medicinali capaci di eliminare uno pterigio o di impedirne la crescita.

MANCATO TRATTAMENTO

Lo pterigio può causare astigmatismo irregolare difficile da correggere con gli occhiali. L'applicazione di lenti a contatto in presenza di pterigio è sconsigliata. Il problema maggiore è che, se lo pterigio cresce fino a coprire la cornea davanti alla pupilla, riduce notevolmente la vista. La decisione chirurgica tiene conto anche del rischio di recidiva.

COMPLICANZE

Anche l'intervento di asportazione dello pterigio non sfugge alla regola generale secondo la quale non esiste chirurgia senza rischio. Non è dunque possibile garantire il successo dell'intervento.


a cura di: Prof. Luca Buzzonetti, Dott.ssa Paola Valente
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute