Le regole nel percorso educativo


Regole del percorso educativoSono indispensabili per garantire ad un figlio una crescita serena ed equilibrata. Ma per essere veramente efficaci richiedono convinzione, coerenza e condivisione.


Quali regole nel percorso educativo?

Il percorso educativo rappresenta un naturale, complesso, entusiasmante divenire affettivo e culturale che è il prodotto di un'interazione tra la coppia genitoriale ed i figli.

Quando si diventa genitori si può riproporre, spesso inconsapevolmente, il modello (condiviso o criticato) rappresentato dai propri genitori. Ciascun genitore porta infatti all'interno della coppia molti aspetti della propria storia personale.

L'educazione impartita ad un bambino è il frutto, infatti, di due culture, di due visioni di vita, di due ideali, che si sono formati durante l'intero sviluppo e, che ora nel nuovo stato di genitorialità, si dovranno confrontare e mediare.

È un processo non facile. Il primo figlio di solito è quello che risente di più di questo processo messo in atto dai genitori. Gli altri figli, a seguire, si avvantaggiano, in qualche modo, della esperienza fatta con il primogenito e della sicurezza acquisita nel ruolo genitoriale.

Perché le regole sono necessarie?

Le regole rappresentano una importante strumento di rassicurazione e contenimento, necessario ad uno sviluppo sano ed equilibrato: esse consentono al bambino di poter avere dei riferimenti precisi. Riferimenti ai quali può aderire o opporsi attraverso un susseguirsi di scelte che pian piano costituiranno le basi della sua identità e sicurezza.

La confusione generata da un percorso educativo non coerente con comportamenti contraddittori da parte dei genitori può essere causa di una alterazione della percezione e condivisione non solo delle regole ma anche dei valori sottesi alle regole stesse.

Infatti, nell'impartire una regola, è importante che il genitore, anche precocemente, con pacatezza, motivi la ragione per cui ci si aspetta un determinato comportamento che contribuisce al benessere della famiglia e più tardi della vita sociale con l'assunzione di compiti e responsabilità.

Ad esempio, nell'indicazione di mettere in ordine la propria stanza sono sottesi significati inerenti alla graduale assunzione di responsabilità, quale segno di crescita e di valore all'interno della famiglia.

Il bambino senza regole è un bambino confuso che finisce per non avere più nei genitori un punto di riferimento, che si chiude al dialogo ed è facilmente influenzabile dalle sollecitazioni che vengono dall'esterno.

Cosa bisogna evitare?

Nella proposizione di regole molte volte i genitori tendono ad avere un atteggiamento incostante che è fonte di confusione per il bambino. Così come dovrebbero non eccedere nei "no" e nelle imposizioni perchè si finisce per svalutare e mettere tutti i comportamenti su uno stesso piano. In realtà, si dovrebbero individuare quei principi (pochi) ritenuti fondamentali per l'educazione del proprio figlio e proporli di comune accordo.

È importante la condivisione, all'interno della coppia, nella proposizione delle regole e nei comportamenti per evitare che volutamente e inevitabilmente le regole vengano invalidate dal genitore che non le condivide.

Così come è importante che i genitori siano convinti dell'importanza delle regole stesse e le mettano in pratica per primi: i bambini sono molto sensibili nel rilevare quando i genitori non rispettano determinate norme che invece vengono loro imposte.

L'esperienza clinica evidenzia come una delle cause della non comunicazione tra genitori e figli sia dovuta all'incoerenza educativa, al mancato confronto e accordo tra i genitori e alla scarsa attenzione nell'inviare messaggi chiari e non confondibili.

Quando iniziare?

Quando i bambini sono molto piccoli sono loro a dettare le regole alle quali giustamente e necessariamente i genitori devono aderire. Partendo da quelle (mangiare, dormire, lavarsi etc.) si può iniziare un pò alla volta presentando al bambino le "regole degli adulti" in modo sereno ed allegro e mostrando soddisfazione e compiacimento per i suoi progressi. Gli si trasmetteranno così fiducia, conferme e spinta alla crescita.

Le regole si possono contrattare?

Alcune sì, altre assolutamente no. La contrattazione non deve avere un carattere ricattatorio, ma un riconoscimento delle ragioni offerte dal bambino o ragazzo: è possibile cioè modificare momentaneamente o stabilmente la regola stessa. Per altre regole il bambino dovrà tollerare la frustrazione di dovervi aderire senza condividerle.

È importante che il figlio abbia sempre presente che la regola non è un'imposizione di volontà arbitraria, ma un limite definito e necessario al benessere comune.

Le regole infrante, come intervenire?

La trasgressione delle regole va intesa come una provocazione e un segnale di richiesta di attenzione da parte del bambino, spesso difficile da riconoscere e capire. Per questo è importante dare spazio all'ascolto e alle motivazioni prima di intervenire con i rimproveri e colpevolizzazioni.

Quando c'è un'assoluta difficoltà a far rispettare le regole occorre che si trovi un momento sereno di colloquio tra genitori e figli in cui si possa riflettere sui fatti accaduti, perché sono accaduti, e su cosa non sta funzionando nella dinamica familiare.

Qualora il problema non si risolva e lo stato di sofferenza di genitori e figli perduri e aumenti è opportuno consultare uno specialista che possa favorire il ritorno ad una comunicazione fluida ed affettivamente efficace.