Sindrome del 22 (Sindrome da delezione del cromosoma 22q11)

Sindrome da delezione del cromosoma 22q11(Sindrome di DiGeorge, sindrome Velo-Cardio-Facciale)
Stampa Pagina

23 aprile 2018

CHE COSA E'?

È una sindrome genetica caratterizzata da una microdelezione (mancanza di un frammento di DNA) del braccio lungo (q) del cromosoma 22. È la più comune sindrome da microdelezione con una frequenza di 1:4000 nati vivi ed uguale distribuzione tra maschi e femmine. 

QUALI SONO LE CAUSE?

Nel 90-95% dei casi  la microdelezione del cromosoma 22 è de novo e quindi non ereditaria. In una piccola percentuale di casi la delezione si trasmette da uno dei genitori con meccanismo autosomico dominante: se uno dei genitori è portatore della delezione, ogni figlio avrà il 50% di probabilità di essere affetto.

La delezione coinvolge in modo variabile numerosi geni, fondamentali per lo sviluppo di strutture embrionali derivanti dalla terza e dalla quarta tasca branchiale dell'embrione da cui si formano principalmente timo, paratiroidi, cartilagini, muscoli e vasi sanguigni. Sembra esserci una correlazione tra lunghezza della delezione e manifestazioni cliniche.

COME SI MANIFESTA?

La   forma "classica", descritta inizialmente, si manifesta fin dai primi giorni di vita con: ipo/aplasia del timo (deficit dell'immunità o immunodeficienza) , ipo/aplasia delle ghiandole paratiroidi (ipocalcemia), anomalie cardiache e caratteristiche facciali tipiche. Tuttavia questa malattia risulta essere molto variabile da un punto di vista clinicoe sempre più frequentemente si diagnosticano casi che si presentano, con sintomi isolati o altri sintomi, quali disfagia/reflusso gastroesofageo, ritardo dello sviluppo psicomotorio e/o del linguaggio. Nei primi due anni di vita le manifestazioni più frequenti che fanno sospettare la diagnosi sono:

- le cardiopatie congenite presenti nel 75% dei pazienti, (interruzione dell'arco aortico, persistenza del tronco arterioso, tetralogia di Fallot, atresia polmonare, difetti del setto interventricolare);

- ipocalcemia neonatale responsabile di tremori, convulsioni o tetania;

anomalie del palato come insufficienza velo-faringea, palatoschisi aperta, labiopalatoschisi, che possono causare difficoltà alimentari e della deglutizione e successivamente voce nasale e disturbi del linguaggio.

Le alterazioni immunologiche variano da un normale profilo ad un difetto lieve/moderato nel 40-60% dei casi, riguardante soprattutto la funzione delle cellule T. Seppur molto raramente, alcuni pazienti possono presentare un quadro grave di immunodeficienza (0,5-1% dei casi). Il difetto immunologico moderato espone oltre ad un maggior rischio di infezioni ricorrenti, allo sviluppo di manifestazioni autoimmuni (artrite idiopatica giovanile,anemia emolitica, pancitopenia autoimmune, tireopatia, vitiligine) e/o manifestazioni allergiche.

La maggior parte dei pazienti presenta caratteristiche facciali comuni quali: bocca piccola, rime palpebrali strette, ptosi palpebrale (palpebre cadenti), orecchie piccole ed a punta. Molti pazienti presentano un ritardo variabile dello sviluppo psicomotorio con difficoltà prevalenti del linguaggio e disturbi aspecifici dell'apprendimento.

In assenza di sintomi classici, quali la cardiopatia grave e l'ipocalcemia la diagnosi può essere fatta con ritardo. Per cui è importante saper riconoscere anche le manifestazioni di cui sopra e rivolgersi a centri di riferimento per assicurare una diagnosi precoce. In adolescenza e in età adulta questi individui sono maggiormente suscettibili allo sviluppo di alterazioni della sfera psichica che necessitano di una attenta valutazione e presa in carico da uno specialista del settore. Altre caratteristiche associate possono essere malformazioni renali e genitourinarie, oculari, anomali ortopediche, carie dentali dovute ad anomalie dello smalto, ritardo nella formazione ed eruzione della dentizione permanente, malocclusione, e sovrappeso.

COME SI FA LA DIAGNOSI ?

Il sospetto clinico deve essere confermato mediante tecniche di citogenetica o molecolari che dimostrano la delezione nella regione 22q11.2 

COME SI CURA?

L'approccio terapeutico dipende dalle manifestazioni cliniche dei singoli pazienti. Può essere necessario un intervento precoce di cardiochirurgia oppure per correggere i difetti del palato. Il trattamento dell'ipocalcemia grave, richiede la rapida somministrazione di calcio. Fondamentale è il precoce intervento logopedico e di fisioterapia psicomotoria, per limitare la difficoltà di articolazione, il ritardo del linguaggio e dell'apprendimento motorio. Di fondamentale importanza è il supporto psicologico e/o neuropschiatrico sin dai primi anni di vita per favorire un corretto sviluppo del bambino e maggiori possibilità di inserimento nella società ( scuola, lavoro). Nel caso di infezioni ricorrenti, può essere utile una valutazione immunologica ma bisogna escludere altri fattori come causa scatenante ad esempio, la cardiopatia congenita o le malformazioni anatomiche otorinolaringoiatriche ( naso,palato, vie respiratorie). Le vaccinazioni sono raccomandate in tutti i pazienti con delezione 22q11 inclusa quelle con microrganismi vivi attenuati ( es. morbillo, rosolia, parotite) che sono controindicate solo nei pazienti con difetto immunitario grave.Nella maggior parte dei casi non è necessaria la profilassi antibiotica o la somministrazione di anticorpi. Grazie alle conoscenze sempre maggiori che permettono la diagnosi anche di quadri sfumati ed incompleti, si assisterà sempre di più ad una terapia individualizzata a seconda delle manifestazioni cliniche presenti.

Ricordiamo che è attiva sul territorio nazionale L'AIdel22 (Associazione Italiana delezione del cromosoma 22), associazione senza fini di lucro, che si rivolge ai pazienti affetti dalla delezione del cromosoma 22, alle loro famiglie, alla comunità scientifica ed al pubblico, per informare, sostenere la ricerca clinica e promuovere l'inserimento sociale di questi pazienti.


a cura di: Dott.ssa Caterina Cancrini e Dott.ssa Maria Cristina Digilio
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute