Sindrome di Sotos

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13 luglio 2018

CHE COS'È 

La sindrome di Sotos è una rara malattia genetica caratterizzata da crescita eccessiva durante l'infanzia, eccessivo sviluppo del cranio (macrocefalia), aspetto peculiare del viso, difficoltà di apprendimento di grado variabile in associazione ad altri segni clinici. 

Si stima che la frequenza sia compresa tra 1:10.000 e 1:50.000 nati vivi. 

QUAL È LA CAUSA

La sindrome di Sotos è dovuta a mutazioni o delezioni del gene NSD1 (localizzato sul cromosoma 5q35) responsabile della sintesi di una proteina che controlla l'attività di un gruppo di geni coinvolti nei processi di crescita e di sviluppo dell'organismo. Il 90% circa delle anomalie di NSD1 è de novo ossia insorta per la prima volta nella persona affetta e pertanto sono molto rari i casi familiari (meno del 2%). Si dice in gergo tecnico che la mutazione è de novo quando è avvenuta durante la formazione della cellula uovo o dello spermatozoo oppure nelle primissime fasi di sviluppo embrionale. Nel restante 10% circa dei casi la modalità di trasmissione è autosomica dominante: una persona con sindrome di Sotos ha un rischio del 50% di avere un figlio con la sua stessa condizione, sebbene  i sintomi e la loro gravità varino molto anche all'interno della stessa famiglia.

COME SI MANIFESTA

I sintomi si manifestano fin dalla nascita con peso e altezza superiori alla norma (macrosomìa fetale), macrodolicocefalia (testa grande e allungata in senso anteroposteriore), volto allungato e stretto, fronte ampia e prominente, impianto alto dei capelli sulla fronte, capelli radi soprattutto in regione frontoparietale, fessure palpebrali rivolte verso il basso, occhi molto distanziati (ipertelorismo), palato ogivale, mandibola stretta e prominente, mento squadrato e a punta. Altre anomalie sono malformazioni cerebrali, anomalie genito-urinarie, malformazioni cardiache, scoliosi; possono verificarsi crisi epilettiche.  

E' di regola ritardato il raggiungimento delle principali tappe dello sviluppo neuro-psicomotorio: primi passi e prime parole. E' presente ritardo motorio (ipotonia) e del linguaggio, inoltre vi è anche un ritardo dello sviluppo cognitivo con disabilità intellettiva e problemi comportamentali (deficit di attenzione ed iperattività), fobie, aggressività, impulsività, irritabilità e disturbi ossessivi-compulsivi.

Circa il 90% dei bambini con sindrome di Sotos ha un'altezza e/o una circonferenza cranica superiori alla media. L'iperaccrescimento è particolarmente marcato nei primi 3-4 anni di vita per rientrare nella norma – ma sempre ai limiti superiori - dopo i 5 anni di età; si osserva una maturazione ossea anticipata, più evidente nei primi anni di vita (età ossea accelerata). La circonferenza cranica rimane solitamente con valori abnormemente elevati (superiori al 97° percentile). 

La condizione è inoltre associata ad un lieve aumento di rischio tumorale (2% circa degli affetti), che si manifesta principalmente in età pediatrica. Le neoplasie maggiormente osservate sono il teratoma sacrococcigeo, il ganglioneuroma, il neuroblastoma, la leucemia linfoblastica acuta e il carcinoma polmonare a piccole cellule.

COME SI FA DIAGNOSI

Il sospetto clinico si basa sulla raccolta della storia clinica e sulla visita che dimostreranno le manifestazioni sopra riportate. La conferma diagnostica viene dall'analisi del gene NSD1 e dalla dimostrazione delle mutazioni specifiche. 

COME SI CURA

Il trattamento è esclusivamente sintomatico. La bambina o il bambino va preso in carico da un'équipe multispecialistica (pediatra, pediatra endocrinologo, genetista, neurologo, ortopedico…) e necessita quasi sempre di un supporto fisioterapico, psicoterapeutico e di logopedia. Viene frequentemente utilizzata la terapia occupazionale.


 

a cura di: Dott.ssa Rossella Capolino 
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute