Singhiozzo

Il singhiozzo, frequente già dal terzo mese di vita fetale, è un fenomeno fisiologico nei neonati e nei lattanti, ma anche nei bambini più grandi
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15 luglio 2020


CHE COS'È
Il singhiozzo consiste in un'improvvisa, ripetuta e involontaria contrazione del muscolo diaframma per stimolazione di alcuni nervi (nervo frenico o nervo vago) o del sistema nervoso centrale, seguito dalla veloce contrazione della glottide e delle corde vocali, che genera il caratteristico suono (hic). Si può ripetere più volte al minuto e avere una durata molto variabile, anche di ore.
È un fenomeno fisiologico nei neonati e nei lattanti ma frequente anche nei bambini più grandi. Il singhiozzo si verifica già nella pancia della mamma (dal terzo mese di vita fetale), diventando più evidente nell'ultimo trimestre di gravidanza, tanto che le mamme lo percepiscono chiaramente. 

PERCHÈ ESISTE IL SINGHIOZZO
Non è chiaro il motivo per cui esiste il singhiozzo. Probabilmente si tratta di un meccanismo che permette l'emissione dell'aria in eccesso nello stomaco. La contrazione in alto del diaframma crea una pressione negativa, permettendo l'aspirazione dell'aria presente nello stomaco con passaggio nell'esofago e successiva eruttazione. Quindi si tratterebbe di un riflesso che permette ai neonati, che ingoiano molta aria con la suzione, di ingerire una maggior quantità di latte durante la poppata. 

QUALI SONO I FATTORI SCATENANTI

- Parecchie situazioni possono favorire la comparsa del singhiozzo: rapida o eccessiva ingestione di cibo o liquidi con dilatazione dello stomaco;
- Ingestione di alimenti troppo caldi o troppo freddi;
- Ingestione di bevande gassate;
- Pianto con ingestione d'aria.

Negli adolescenti la comparsa del singhiozzo può essere favorita dall'ingestione di alcool o cibi piccanti che hanno azione irritante sulla mucosa dello stomaco.

QUANDO PREOCCUPARSI
Se il singhiozzo dura oltre le 24-48 ore o tende a ripetersi più volte al giorno, il vostro pediatra dovrà escludere alcune cause patologiche quali il reflusso gastroesofageo, le pericarditi, le gastriti, le lesioni neurologiche cerebrali o del nervo frenico.

COME SI CURA E COME SI PREVIENE
Nei neonati che hanno spesso il singhiozzo bisognerà cercare di evitare che ingurgitino toppa aria, evitando poppate che durino troppo a lungo o buchi troppo grandi del biberon che fanno ingurgitare molta più aria. Per prevenire il singhiozzo nei bambini più grandi, insegnare a non mangiare di fretta, ingoiando pezzi grossi di cibo.
Di solito per la terapia del singhiozzo vengono messi in atto i più svariati interventi: 

- Somministrare gocce di limone;
- Dare pacche sulle spalle;
- Fare il solletico;
- Far starnutire il bambino stimolando le narici;
- Far trattenere ai bambini più grandi il respiro per 15 secondi o provocare uno spavento.

Nessuno di questi provvedimenti si è dimostrato veramente efficace. Per calmare il singhiozzo far deglutire qualche cucchino d'acqua o, nel caso di singhiozzo del neonato, attaccare il bimbo al seno. Attraverso la deglutizione si favorisce il rilassamento del muscolo diaframma e non ci sono effetti collaterali.
Nei casi rari più gravi, in relazione alla diagnosi, il pediatra potrà prescrivere farmaci specifici.


a cura di: Antonino Reale
Unità Operativa di Pediatria dell'emergenza
In collaborazione con: