Tecniche di disostruzione bronchiale in fibrosi cistica

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27 marzo 2018

COSA SONO?

Le tecniche di disostruzione bronchiale sono procedure riabilitative, nell'ambito dei programmi di fisioterapia respiratoria: hanno lo scopo di facilitare la rimozione delle secrezioni bronchiali in eccesso e facilitare la clearance mucociliare, meccanismo fisiologico, che in circostanze normali assicura una continua pulizia delle vie aeree da tutte le particelle che respiriamo assieme all'aria, compresi virus e batteri. 

Nei pazienti con Fibrosi Cistica (FC) il muco è molto denso, al punto da ostacolare la clearance mucociliare e favorire il ristagno delle secrezioni bronchiali, quindi le infezioni polmonari.

La scelta della tecnica e dei tempi di applicazione è personalizzata in base alle condizioni del singolo paziente.

Infatti le diverse tecniche oggi conosciute sono tutte in grado di favorire la rimozione delle secrezioni polmonari in eccesso. Alcune prevedono la collaborazione attiva del paziente: ad esempio il Drenaggio Autogeno basato sulla modulazione dei flussi respiratori o il Ciclo Attivo delle Tecniche Respiratorie che consiste in un ciclo ripetuto di esercizi respiratori (Respiro Controllato, Esercizi di Espansione, Tecnica di Espirazione Forzata). Altre tecniche si possono applicare passivamente, come i sistemi a Pressione Espiratoria Positiva con maschera (PEP-Mask) che permettono l'attivazione delle vie aeree collaterali e l'aumento dei flussi aerei per drenare anche la parte più periferica dell'albero bronchiale. E' disponibile anche un dispositivo che applicato al torace esercita "un'oscillazione ad Alta Frequenza della Parete Toracica": è costituito da un giubbotto o una fascia che collegati ad un generatore di aria pulsata facilitano il distacco del muco dalle pareti. Tra le altre diverse metodologie disponibili si sottolinea la metodica ELTGOL (Espirazione Totale Lenta a Glottide Aperta in decubito Laterale) per i pazienti collaboranti con lesioni più rilevanti localizzate in uno specifico lobo polmonare.

In casi particolari, con avanzato danno polmonare, potrebbe essere utile l'applicazione di ulteriori strumenti in grado di favorire il drenaggio e diminuire la fatica del paziente: ad esempio l'applicazione di una ventilazione meccanica non invasiva utilizzando una maschera facciale che si chiama CPAP

COME SI ESEGUONO

Di norma le tecniche di disostruzione bronchiale in Fibrosi Cistica si eseguono dopo la somministrazione di un broncodilatatore, se indicato, o comunque dopo mucolitici per Aerosol con l'obiettivo di rimuovere le secrezioni che intasano le vie respiratorie. Subito dopo la disostruzione bronchiale è utile, nei casi indicati, la somministrazione immediata di antibiotico per via aerosolica per ottimizzare la distribuzione e la deposizione del farmaco su tutto l'albero respiratorio .

Le tecniche vanno applicate dal momento della diagnosi, quindi già nei primi giorni di vita, anche nei casi senza danno polmonare. Si effettuano quotidianamente per contrastare l'evoluzione verso il danno polmonare causato dal ristagno di muco infetto.

Se è già presente un danno del parenchima polmonare (bronchiectasie, fibrosi, zone disventilate) è necessario eseguire la disostruzione per più volte al giorno da 2 a 4.

POSSONO ESSERCI COMPLICAZIONI?

Generalmente non esistono complicanze durante la fisioterapia respiratoria se eseguita correttamente in relazione ai bisogni e alla evoluzione clinica del danno polmonare del paziente. E' bene ricordare però che in casi particolari le tecniche di disostruzione bronchiale possono favorire il reflusso gastroesofageo, l'aumento della dispnea con riduzione dell'ossigenazione, l'emicrania.

Molta attenzione va rivolta alle situazioni cliniche con sanguinamento bronchiale (emottisi) o pneumotorace.

Per tutti questi motivi il quotidiano drenaggio delle secrezioni va modulato in funzione delle esigenze cliniche del paziente.

OCCORRONO CONTROLLI?

Come tutta la terapia farmacologica che richiede il paziente con Fibrosi Cistica, anche la disostruzione bronchiale necessita una supervisione continua per garantire un costante adattamento delle tecniche impiegate ai bisogni del paziente e alla sua risposta clinica.


a cura di: Dott. Beniamino Giacomodonato
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute