La febbre, come si misura

Scopriamo insieme in quali parti del corpo e come fare a misurare la febbre dei bambini nelle diverse fasce d'età
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24 agosto 2018


CHE COS'È
Misurare la febbre è una procedura semplice che permette di ottenere informazioni importanti sullo stato di salute di un bambino.
L'uomo ha la capacità di mantenere relativamente costante la propria temperatura grazie a un centro termoregolatore situato nell'ipotalamo (zona del cervello che contiene molti centri destinati alla regolazione, oltre che della temperatura, anche del sonno, del bilancio idrico e della funzione dell'ipofisi).
Il corpo, quando sente caldo, inizia a sudare per raffreddarsi, mentre quando sente freddo inizia ad avere brividi (contrazioni muscolari involontarie che generano calore). La temperatura è considerata normale quando è compresa tra 36.5-37.5°C, mentre quando è maggiore o uguale a 38°C si parla di stato febbrile. 

COME SI MISURA
La febbre si può misurare in diverse parti del corpo a seconda dell'età del bambino.

DA 0 - 6 MESI
Nei primi 6 mesi di vita la modalità di misurazione della temperatura consigliata è quella rettale (nel sederino).

- Temperatura rettale: è quella che meglio rappresenta la temperatura del corpo essendo la rilevazione meno suscettibile alle variazioni della temperatura ambientale, tuttavia la procedura è poco gradita. Bisogna tenere presente che, se si sceglie di misurare la febbre a livello rettale, per avere la temperatura reale è necessario sottrarre 0.5°C dal valore finale. Per rilevare la temperatura rettale bisogna:

- Stendere il bambino su una superficie comoda, sulla schiena o sulla pancia. Se il bambino è steso sulla schiena, sollevare le gambe, se invece è a pancia in giù, sistemarlo in modo che i glutei siano leggermente sollevati ripiegando le ginocchia sotto il corpo;
- Spalmare una piccola quantità di gel lubrificante sul bulbo del termometro;
- Inserire delicatamente la punta del termometro nell'ano per 1-2 minuti, tenendo la mano a coppa sui glutei del bambino. 

DA 6 MESI - UN ANNO
A partire dai 6 mesi si può rilevare oltre alla temperatura rettale, anche quella cutanea (sulla fronte) o auricolare (nell'orecchio) con termometro a infrarossi cutaneo/auricolare, modalità meno invasiva e fastidiosa per il bambino. 

- Temperatura auricolare: è rilevata con termometro a raggi infrarossi (sconsigliato nei bambini al di sotto dei 6 mesi) che viene inserito nell'orecchio. Se si sceglie di misurare la febbre a livello  auricolare, per avere la temperatura reale è necessario sottrarre 0.3°C dal valore finale.
Misurare la febbre a livello auricolare richiede solo pochi secondi, ma è buona norma adottare alcuni accorgimenti per avere una temperatura precisa:

- Pulire l'orecchio affinché sia privo di ostruzioni (cerume in eccesso e secrezioni);
- Rilevare la temperatura sempre nello stesso orecchio in quanto può variare da un orecchio all'altro;
- Attendere circa 30 minuti prima di misurare la temperatura se il bambino è stato esposto a fattori esterni che possono interferire con la misurazione (temperature alte o basse, attività sportiva in acqua ecc);
- Non utilizzare l'orecchio in cui sono state instillate gocce o altri medicamenti;
- Non utilizzare la misurazione auricolare se è presente un'infezione auricolare esterna (otite esterna) perché potrebbe provocare dolore. 

- Temperatura cutanea (frontale): è semplice e veloce ma viene considerata poco affidabile. La rilevazione avviene per contatto o a distanza solitamente sulla fronte con termometri a raggi infrarossi. Prima di misurare febbre è bene detergere la fronte e spostare i capelli.

DA UN ANNO IN POI
A partire dal secondo anno di vita sono da preferire modalità di misurazione della temperatura maggiormente tollerate dai bambini rispetto a quella rettale la rilevazione può essere quindi ascellare.

- Temperatura ascellare: è la modalità più utilizzata per misurare la febbre, poiché semplice e molto confortevole, anche se poco accurata poiché influenzata dalla temperatura ambientale. Per effettuare la misurazione è buona norma posizionare la punta del termometro sotto l'ascella e mantenerla ferma in sede, a stretto contatto con la pelle asciutta, per 3-5 minuti; 

TERMOMETRI
Lo strumento che ci permette di misurare la febbre è il termometro e ne esistono differenti tipi. Prima dell'uso, è bene pulire con cura la punta del termometro con acqua e sapone o con alcol.

- Termometro a gallio o galinstano: è un tipo di termometro che contiene una lega non tossica di stagno, gallio e indio (galinstano) ed è considerato un'alternativa valida al tradizionale termometro a mercurio. Può essere usato per via rettale o ascellare;

Il termometro di vetro a mercurio è oggi assolutamente sconsigliato e quindi non più utilizzato poiché la sua rottura può rilasciare il mercurio, che è una sostanza tossica per l'organismo.

- Termometro digitale: registra la temperatura corporea utilizzando dei sensori. La misurazione della temperatura è rapida e il display digitale è semplice da leggere. Questo tipo di termometro digitale può essere usato in diverse sedi (ano, ascella). Può essere usato per via rettale o ascellare;
- Termometro a infrarossi cutaneo/auricolare: misura il calore emesso dalle superfici corporee. La misurazione è rapida e confortevole (ad esempio per non svegliare il bambino che dorme) poiché è possibile effettuarla anche a distanza cioè senza nessun contatto con la pelle;
- Termometro hi tech: mediante connessione bluetooth trasmette direttamente allo smartphone la temperatura. Può essere utilizzato per il controllo continuo dell'andamento della febbre.

DA CHE COSA È INFLUENZATA LA TEMPERATURA
Oltre alla febbre, numerosi sono i fattori che possono influenzare la temperatura:

- Esposizione prolungata a temperature troppo elevate o troppo basse;
- Condizione di stress che provoca una stimolazione del sistema nervoso simpatico e quindi un incremento della produzione di calore;
- Maggiore produzione di energia attraverso il metabolismo di grassi e carboidrati durante l'attività fisica;
- Immaturità del sistema di termoregolazione (ad esempio nei neonati) che comporta un maggiore rischio di instabilità termica;
- Deterioramento del sistema di termoregolazione (ad esempio nelle persone anziane) che provoca una maggiore suscettibilità al freddo e il rischio di ipotermia.


a cura di: Ilaria Campagna, Beatrice Ferretti, Luisa Russo
Unità Operativa di Funzione di Innovazione e Percorsi Clinici
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