Il trauma cranico

dott. Paolo Palma

Trauma cranicp Il trauma cranico costituisce la principale causa di mortalità nei bambini al di sotto dei 2 anni di età e rappresenta uno dei più frequenti ed importanti aspetti dell'attività di un Pronto Soccorso pediatrico.


Che cos'è?

Generalmente si osserva una prevalenza di traumi cranici nei bambini di sesso maschile e di età compresa tra 0 e 2 anni.
 
La causa più comune è rappresentata - in circa il 75% dei casi - da una caduta accidentale (generalmente da letti, divani, fasciatoi, durante il gioco, la corsa), seguita dagli infortuni stradali (investimenti pedonali, incidenti come passeggero di automobile, in bicicletta, etc.) e dagli incidenti sportivi.

Nella maggior parte dei casi si tratta di traumi cranici di entità apparentemente modesta, in cui però è richiesta un'attenta ricostruzione dell'accaduto e un'accurata valutazione del paziente, al fine di porre una diagnosi corretta; in tal senso il trauma cranico rappresenta un importante momento decisionale per il medico a cui si rivolgono i genitori.

Cosa fare in caso di trauma cranico?

Non esistono regole generali applicabili a tutti i pazienti, soprattutto per la mancanza di una correlazione costante tra la dinamica del trauma, il quadro clinico osservato e l'effettiva gravità del caso.

Ogni paziente è un caso a sé stante per le variabili che entrano in gioco: l'età del paziente, il grado di collaborazione del piccolo, l'incostante comparsa di sintomi, l'eventuale coesistenza di forme morbose in grado di condizionare l'evoluzione clinica (ad esempio la presenza di un'alterazione della coagulazione, malattie preesistenti o interventi neurochirurgici).

È quindi buona regola affidare sempre la valutazione del piccolo con trauma cranico a personale competente (nella figura di un medico di famiglia, di un pronto soccorso, etc.).

Esso deciderà, sulla base della propria esperienza e dell'evidenza clinica, l'atteggiamento più adeguato (osservazione domiciliare, breve osservazione clinica in pronto soccorso, eventuale ricovero ed esecuzione di procedure diagnostiche o strumentali, intervento chirurgico).

Come prevenirlo?

Le cadute accidentali e i danni conseguenti ad incidenti stradali, specie per i bambini sotto i due anni di età, possono essere evitati mediante una migliore informazione degli adulti.

Come prevenire le cadute accidentali?

I genitori, benché attenti ed amorevoli nei confronti dei loro piccoli, spesso non sono preparati ad adeguarsi ai veloci quanto inaspettati progressi psico-motori tipici dell'età infantile: dare le spalle anche per un solo istante al bambino sul fasciatoio può significare, un bel giorno, ritrovarlo con stupore e sgomento, per terra.

Per lo stesso motivo, non si dovrebbero lasciare i bambini piccoli su letti o divani: possono all'improvviso spostarsi rotolando. Un suggerimento: l'ambiente in cui vive il bambino deve essere adattato alle sue esigenze.

Un genitore dovrebbe pertanto cercare di valutare i rischi presenti in quell'ambiente guardandolo dal punto di vista del bambino, magari gattonando con lui per alcuni minuti nella stanza, individuando tutte le potenziali fonti di rischio, evitando accostamenti di mobili che possano permettere al bimbo anche brevi arrampicate, assicurandosi che gli stessi mobili siano ben fissati alla pareti e che non alloggino suppellettili instabili (sono frequenti i casi di bambini travolti da scarpiere, specchiere e televisori).

L'intervento degli adulti deve quindi mirare, per quanto possibile, a evitare che il piccolo si venga a trovare incustodito, anche per pochi istanti, in luoghi alti da cui potrebbe cadere, cercando inoltre di attenuare, con superfici morbide, l'entità dell'eventuale trauma da caduta (ricorrendo ove possibile, a cuscini o tappeti che rendano la superficie di impatto meno traumatica).

Alla luce di una casistica di traumatologia infantile ormai numerosa e varia, raccomandiamo una maggiore cautela nell'uso di oggetti familiari, pericolosi se usati in maniera scorretta (fasciatoi, girelli in prossimità di dislivelli, scale o gradini, letti a castello con protezioni non idonee, seggiolini e port-enfant appoggiati su tavoli o ripiani, seggioloni senza sistemi di ancoraggio, etc.).

Come prevenire i danni da infortuni stradali?

Trasportare un bambino tra le braccia del passeggero sul sedile anteriore o libero di scorazzare nell'auto, rappresenta un grave pericolo per l'incolumità o addirittura per la stessa vita del piccolo.

In un alto numero di casi, infatti, i bambini trasportati in maniera scorretta in auto soffrono i danni maggiori in caso di incidente. Persino alcuni elementi di sicurezza progettati e realizzati per gli adulti, come l'air-bag, possono risultare gravemente dannosi per i bambini, se trasportati in maniera non adeguata.

È importante ricordare che la buona (ma ancora non sufficientemente diffusa) abitudine a utilizzare sistemi di ancoraggio e contenzione adeguati all'età, sul sedile posteriore, frequentemente minimizza il danno anche in caso di incidenti gravi.

Anche la diffusione dell'uso del casco per i motociclisti adolescenti si è rivelata un eccellente sistema di prevenzione del danno cerebrale conseguente ad incidente motociclistico.