I test prima dei vaccini: servono davvero?

Anche se rari, gli effetti collaterali devono essere assolutamente evitati. E' per questo che vengono poste, prima della vaccinazione, una serie di domande per escludere gli individui potenzialmente a rischio. Al momento infatti, non esistono esami diagnostici in grado di farlo
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04 luglio 2019

COSA SONO E QUALI SONO
Nonostante gli effetti collaterali dopo le vaccinazioni siano molto rari, è indispensabile ricorrere a tutte le precauzioni efficaci a ridurne al minimo la frequenza. Per questo motivo, prima della vaccinazione vengono poste una serie di domande per escludere gli individui che potrebbero avere maggiore rischio di reazioni avverse. Questa pratica è utile ed efficace. Al contrario, l'esecuzione di esami di laboratorio per individuare le persone a rischio di sviluppare effetti collaterali è inutile, salvo casi del tutto particolari. Al momento, infatti, non esistono test predittivi e non è necessario effettuare alcun esame diagnostico prima di effettuare le vaccinazioni di routine. In altre parole, nessun test di laboratorio è in grado di identificare i bambini che sono a maggior rischio di andare incontro alle rarissime reazioni avverse. Tra i numerosi test proposti vi sono i seguenti:

- Test genetici. È stato suggerito che la tipizzazione HLA e l'esame di un gene che codifica per l'enzima MTHFR possano predire l'insorgenza di malattie autoimmuni. Come è noto, non c'è studio o osservazione scientifica che colleghi le vaccinazioni con la comparsa di queste malattie. Eseguire qualunque esame, compresi i test genetici, è quindi assolutamente inutile. 
- Test allergologici. Le reazioni allergiche gravi, rarissime, sono uno dei possibili effetti collaterali dopo la vaccinazione. I test allergologici prima della vaccinazione, tuttavia, sono utili solo in casi molto particolari che vengono gestiti in ospedale. Nel bambino allergico all'uovo spesso sorgono dubbi riguardo la possibilità di vaccinare senza rischi contro morbillo parotite e rosolia e contro l'influenza. Sebbene questi vaccini contengano minime quantità di proteine dell'uovo, tale quantità non è sufficiente a scatenare una reazione allergica neanche nel bambino con allergia grave. Ne è prova l'osservazione che nessun bambino con grave allergia all'uovo, vaccinato contro morbillo, parotite e rosolia o contro l'influenza è mai andato incontro a reazioni allergiche. Di conseguenza questi vaccini possono essere somministrati tranquillamente senza effettuare alcun test.
- Test per le immunodeficienze.  Anche i test per individuare eventuali immunodeficienze non trovano indicazione prima delle vaccinazioni. Solo nel caso in cui esista una malattia immunitaria grave, infatti, sono controindicati alcuni vaccini vivi attenuati, come quelli contro morbillo, parotite, rosolia, varicella e rotavirus. Queste gravi condizioni si presentano con sintomi clinici molto gravi fin dai primi mesi di vita e sono diagnosticate prima dell'epoca in cui queste vaccinazioni vengono eseguite.
- Test per verificare una già esistente immunità alla malattia prevenuta dalla vaccinazione. Eseguire una vaccinazione quando si è già immuni per una malattia prevenibile non comporta rischi apprezzabili: per lo più la vaccinazione agisce semplicemente come "richiamo", facendo aumentare la quantità di anticorpi diretti contro il battere o il virus contro cui è diretto il vaccinoe migliorando quindi le difese immunitarie. In casi particolari, come la preparazione a un trapianto d'organo, può essere utile eseguire un test per individuare le malattie alle quali il paziente è suscettibile per eseguire le relative vaccinazioni prima dell'intervento.
- Test di gravidanza. Alcune vaccinazioni come morbillo, parotite, rosolia, varicella, sono controindicate in gravidanza. Tuttavia, di routine, non è necessario effettuare un test di laboratorio per escludere una gravidanza prima di una di queste vaccinazioni. La domanda che viene posta prima della vaccinazione su una possibile gravidanza è sufficiente e serve a rimandarla eventualmente in caso di dubbio. 


a cura di: Alberto Eugenio Tozzi
Unità di Funzione di Innovazione e Percorsi Clinici
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