Allattamento al seno del bambino con la Sindrome di Down

I bambini Down hanno tutte le potenzialità per poter essere allattati al seno. Il legame tra madre e figlio nel periodo dell'allattamento è molto importante 

  • I bambini Down hanno tutte le potenzialità per poter essere allattati al seno
  • L'inizio dell'allattamento al seno può richiedere tempo e pazienza per via dello scarso tono muscolare
  • La posizione più idonea è la "Posizione a incrocio" la quale facilita l'attacco al seno
  • La lingua sporgente è frequente: la mamma può aiutare il piccolo con esercizi adeguati
  • Tendono ad addormentarsi durante la poppata: stimolarli e tenerli svegli mentre mangiano

Il latte materno costituisce il miglior nutrimento per tutti i bambini e favorisce uno stretto legame tra mamma e figlio. L'allattamento materno è fonte di molti benefici, alcuni dei quali sono particolarmente importanti per i bambini con Sindrome di Down, come ad esempio:

  • La diminuzione del rischio di infezioni respiratorie;
  • La diminuzione dell'incidenza di otite media e di allergie respiratorie;
  • Il miglioramento del tono muscolare delle labbra, dei muscoli coinvolti nello sviluppo della parola, della bocca e della lingua.  

L'avvio dell'allattamento al seno può richiedere tempo e pazienza, proprio a causa dello scarso tono muscolare tipico di questi bambini, che può migliorare grazie all'esercizio legato all'allattamento stesso.
È necessario che le mamme siano informate circa le difficoltà che si possono incontrare nel corso dell'allattamento, in modo da essere pronte nel momento in cui queste difficoltà si dovessero presentare, ma è importante sapere che i bambini con Sindrome di Down hanno tutte le potenzialità per poter essere allattati al seno.


Inoltre, l'importanza del legame che si viene a creare tra madre e figlio nel periodo dell'allattamento non va sottovalutata nell'ambito dei benefici che può apportare sullo sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo del bambino.
Nel caso in cui l'allattamento direttamente al seno non fosse possibile, il legame tra madre e figlio si instaura comunque attraverso il contatto "pelle-pelle" (a prescindere dalla nutrizione) e l'amore che la mamma dimostra al piccolo mediante la raccolta del suo latte. Questa attività, infatti, implica un particolare impegno nel voler assicurare al proprio bambino la nutrizione migliore.


Infine il coinvolgimento dei familiari, in particolare del padre, durante questa prima fase di sviluppo del bambino, consentirà alla mamma di concentrarsi sull'allattamento, di stare insieme al bambino, di riposarsi ed alimentarsi. In questo modo si potrà creare, fin dai primi giorni di vita, un ambiente familiare pieno di amore e di sostegno reciproco.

Una adeguata posizione e un adeguato sostegno favoriscono la buona riuscita dell'allattamento ed aiutano il bambino ad utilizzare al meglio le sue energie, indirizzandole verso una buona crescita. 
La posizione più idonea per allattare un bambino con Sindrome di Down è la "posizione a incrocio", che facilita "l'attacco asimmetrico" (la bocca del bambino afferra più l'areola inferiore che la superiore). Questa posizione consente un più efficace svuotamento della mammella e facilita l'assunzione del latte. La "posizione a incrocio" prevede che il bambino sia posizionato "pancia a pancia" con la mamma.


Quest'ultima dovrebbe porre un cuscino sul grembo per appoggiare i propri gomiti (per non risentire del peso del bambino sulle braccia) e per sostenere il bambino, sollevandolo a livello del capezzolo.
Se la mamma si prepara ad allattare al seno destro, la sua mano destra può sostenere il seno formando con la sua mano una "U".
Il bambino viene sorretto con il braccio sinistro della mamma lungo il suo corpo, mentre la mano sinistra viene posizionata sulle spalle. Con le dita la mamma sorregge il collo, il pollice e l'indice possono essere poggiati dietro ciascun orecchio.

Ecco alcuni consigli utili:

  • Prima di attaccarsi, il naso del bambino deve trovarsi di fronte al capezzolo materno;
  • L'apertura della bocca del bambino va stimolata muovendo il seno in modo che il capezzolo sfiori le sue labbra. La risposta migliore è quella di far spalancare la bocca, come in uno sbadiglio. A questo punto il bambino va portato velocemente verso il seno;
  • La testa del lattante deve essere inclinata lievemente indietro ed il suo mento toccare per primo il seno e rimanervi ben aderente;
  • Il bambino deve avere in bocca più areola inferiore che superiore;
  • La mamma potrebbe far uscire un po' di latte dal seno prima di iniziare, così da stimolare la suzione o può spremerlo durante la poppata per mantenere il piccolo interessato ed attivo;
  • Un bambino ben attaccato ha quindi le labbra rivolte verso l'esterno, ha in bocca la maggior parte dell'areola e la lingua è collocata tra l'areola e le gengive.

Questa condizione è frequente nei bambini con Sindrome di Down. Tuttavia, si descrive un esercizio grazie al quale la mamma può aiutare suo figlio a correggere la posizione troppo elevata della lingua, permettendole di collocarsi sotto il capezzolo, piuttosto che sopra, durante la poppata:

  • Mettere un dito, con l'unghia rivolta verso il basso, tra la lingua e il palato del bambino;
  • Ruotare il dito cosicché l'unghia sia rivolta verso il palato;
  • Ripetere l'esercizio più volte prima di allattare per aiutare il bambino a sviluppare un miglior riflesso di suzione.

Solitamente i bambini con Sindrome di Down tendono ad addormentarsi, per questo è importante stimolarli e svegliarli al momento della poppata (ogni 3 ore o 2 se il bimbo ha assunto poco latte) e farli rimanere vigili mentre mangiano.
Ecco alcuni suggerimenti:

  • Favorire il contatto pelle a pelle facendo indossare al bambino solo il pannolino durante l'allattamento (il maggior contatto con la pelle lo stimola maggiormente). Si può coprire con una copertina le zone del corpo che non sono a contatto con la mamma;
  • Massaggiarlo profondamente sulle gambe, sui piedi e lungo la schiena;
  • Accarezzare la sua guancia, sul lato, per ricordargli che è l'ora della pappa;
  • Spremere alcune gocce di latte nella bocca del bambino per accrescere la sua voglia di mangiare. Specie nei primi giorni e per i bambini più deboli che stanno ancora imparando, può essere utile accertarsi di quanto latte sia stato assunto utilizzando il sistema della "doppia pesata" e valutare così l'eventuale necessità di integrazione, possibilmente con il latte della propria mamma.

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  • A cura di: Guglielmo Salvatori, Immacolata Dall'Oglio
    Unità Operativa di Educazione Nutrizionale Neonatale e Blud
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 21 aprile 2021


 
 

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