Antipertosse: il vaccino è utile in gravidanza

Raccomandata e offerta gratuitamente a tutte le donne, idealmente deve essere effettuata intorno alla 28° settimana e va ripetuta a ogni gravidanza 

Alcune vaccinazioni nelle donne in gravidanza sono fortemente raccomandate perché riducono, nelle future mamme e nei loro bambini, il rischio di contrarre alcune malattie infettive prevenibili, come la pertosse. Se il neonato non riceve specifici anticorpi trasmessi dalla madre (perché ne è sprovvista, essendo passato molto tempo dalla sua vaccinazione), è vulnerabile alla pertosse finché non completerà il ciclo vaccinale (11-12 mesi).

Da alcuni anni il Ministero della Salute, a causa della recente ripresa della pertosse nei bambini al di sotto dell’anno di età, raccomanda le vaccinazioni anti-difterite tetano e pertosse sia nel corso della gravidanza sia per ogni gravidanza successiva. 
Il vaccino provoca una risposta immune della madre che produce anticorpi specifici contro la pertosse che passano al bambino attraverso la placenta e lo proteggono subito dopo la nascita.

Avere la pertosse nei primi mesi di vita può essere molto pericoloso anche per la vita del neonato. I dati epidemiologici hanno segnalato un incremento della pertosse anche nei giovani adulti per cui non di rado è la stessa madre che si ammala di pertosse e la trasmette al figlio.

Vaccinando la mamma in gravidanza si riducono i casi di malattia sia nelle madri sia nei loro neonati; tale protezione è assai utile nei primi due/sei mesi di vita del bambino. 
La pertosse, infatti, può essere molto pericolosa nei bambini al di sotto dell’anno di età e molto spesso sono i familiari più stretti (madre, padre, fratelli) a trasmetterla ai neonati. La quasi totalità dei bambini al di sotto dell’anno che sviluppano la malattia vengono ricoverati, e spesso hanno bisogno di essere curati in terapia intensiva. 

I bambini nati da madri vaccinate, hanno, nei primi mesi di vita, una riduzione del 91% del rischio di contrarre la malattia rispetto ai loro coetanei non vaccinati. Un recente studio, condotto negli Stati Uniti, ha dimostrato che, se fatta nel terzo trimestre di gravidanza, la vaccinazione riduce del 78% il rischio che il bambino si ammali di pertosse e di conseguenza delle sue complicanze, nei primi due mesi di vita.

Il vaccino contro la pertosse è disponibile solo combinato con l’antitetanico e l’antidifterico (dTpa), ma essendo un vaccino acellulare ha molto pochi effetti collaterali. La maggior parte di questi, nella vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse fatta in gravidanza sono lievi o moderati e si risolvono da soli. Gli effetti collaterali più comuni comprendono: 

  • Eritema, gonfiore, dolore e dolorabilità nel sito di iniezione;
  • Dolore al corpo;
  • Fatica;
  • Febbre.

Il vaccino dTpa è quindi molto sicuro anche durante la gravidanza. Una revisione sistematica del 2017 di studi su vaccino antidifterite tetano e pertosse somministrato a donne in gravidanza non ha identificato effetti indesiderati nella madre e nel bambino, anche tra le donne che avevano già fatto lo stesso vaccino negli ultimi cinque anni prima della gravidanza.
La vaccinazione anti difterite-tetano e pertosse in Italia è raccomandata e offerta gratuitamente a tutte le donne, idealmente alla 28° settimana e va ripetuta a ogni gravidanza.

Ripetere il vaccino a ogni gravidanza non rappresenta un problema né per le mamme né per i bambini. Studi recenti hanno infatti dimostrato che gli adulti che ricevono 2 dosi di vaccino dTpa in un breve periodo di tempo (entro 2 anni), non hanno più probabilità di avere gravi effetti collaterali rispetto agli adulti che ricevono il vaccino una sola volta.

Se si è in gravidanza all’inizio della stagione influenzale (ottobre-novembre) i due vaccini antinfluenzale e dTpa possono essere somministrati nello stesso momento in due punti diversi (ad esempio uno sul braccio destro e l’altro sul sinistro).
Vaccinarsi in gravidanza è quindi un atto di grande generosità nei confronti del proprio bambino e rappresenta un investimento per la sua salute e per il suo futuro. 


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  • A cura di: Caterina Rizzo
    Area Funzionale di Percorsi Clinici ed Epidemiologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 18  Maggio 2022 


 
 

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