Babesiosi

È una malattia infettiva causata dalle Babesie, parassiti microscopici che infettano i globuli rossi. Spesso la trasmissione all'uomo avviene con il morso di una zecca 

La babesiosi è una malattia infettiva causata da protozoi, le Babesie, parassiti microscopici che infettano i globuli rossi e che sono diffusi da alcune zecche. Sebbene siano più di cento le specie di Babesia classificate, sono poche quelle in grado di infettare l'uomo; tra queste si trovano la Babesia microti, la Babesia divergens, la Babesia duncani e un'altra Babesia che al momento è definita MO1.


In alcune aree del nord est degli Stati Uniti, dove la malattia è maggiormente diffusa, quella che più spesso causa infezioni dell'uomo è la Babesia microti, mentre in Europa, dove la malattia è molto rara, la Babesia più frequente è la Babesia divergens. Il maggior numero di infezioni si registrano durante i mesi estivi. Il parassita infetta i globuli rossi di molti mammiferi selvatici, ma l'ospite definitivo è la zecca Ixodex scapularis, detta anche "zecca dalle zampe nere" o "zecca dei cervi", responsabile della trasmissione all'uomo. La malattia non si trasmette da persona a persona, come accade per l'influenza o il raffreddore.

Nella maggior parte dei casi il parassita viene trasmesso all'uomo con il morso di una zecca infetta, durante l'attività all'aria aperta. Le zecche infatti vivono in aree boschive o nell'erba alta e incolta. Spesso non è possibile vedere il segno del morso, poiché la zecca Ixodex scapularis è molto piccola, delle dimensioni di un seme di papavero. La trasmissione dell'infezione con una trasfusione di sangue da un donatore infetto oppure da madre a figlio durante la gravidanza o il parto è estremamente rara.

Non tutte le persone infette presentano i sintomi della babesiosi. I segni della malattia sono sovrapponibili a quelli di una sindrome simil-influenzale:

  • Febbre;
  • Brividi;
  • Sudorazione;
  • Malessere generalizzato;
  • Debolezza.

I sintomi possono manifestarsi da 1 a 4 settimane (ma anche molti mesi) dopo il morso della zecca, e possono durare diverse settimane. Nei soggetti immunocompromessi, cui è stata tolta la milza (splenectomizzati), con malattie renali e di fegato e nei soggetti anziani la malattia evolve in maniera più grave fino al decesso del paziente. Le complicanze più comuni sono legate all'anemia emolitica (urine scure, milza e fegato ingrossati e ittero) causata dalla rottura dei globuli rossi parassitati dalla Babesia, ma si può anche presentare piastrinopenia (basso numero di piastrine), coagulazione intravascolare disseminata, una condizione in cui si formano coaguli di sangue in tutto il corpo, bloccando i piccoli vasi sanguigni e scompenso multi-organo, situazione in cui le funzioni di più organi del paziente vanno incontro a un rapido deterioramento. 

La babesiosi viene sospettata in pazienti che hanno febbre alta senza apparente motivo e che risiedono o che hanno fatto viaggi in una zona in cui la Babesia è molto diffusa. La diagnosi si ottiene analizzando al microscopio il sangue dell'individuo (striscio di sangue su vetrino) e osservando direttamente il parassita all'interno dei globuli rossi. La malattia viene poi confermata con una specifica analisi molecolare (PCR).

Per trattare la babesiosi viene prescritta una terapia combinata con farmaci attivi contro i protozoi:

Quando la malattia non è sintomatica non è necessario curarla.

Non esiste un vaccino che protegga dalla babesiosi. Se si vive o si soggiorna in aree in cui è presente la zecca Ixodex Scapularis è bene adottare alcuni accorgimenti per prevenire l'infezione, come:

  • Camminare lungo sentieri battuti evitando l'erba alta;
  • Indossare pantaloni lunghi;
  • Applicare sulla pelle e sugli abiti un repellente contro le zecche (a base di DEET o permetrina).

Dopo le attività all'aria aperta è bene fare un controllo per cercare eventuali zecche, sia sugli indumenti sia sulla pelle (ed eventualmente sugli animali domestici). Per farlo si può utilizzare una lente d'ingrandimento, perché le zecche sono molto piccole, e si devono controllare bene alcune zone poco visibili come quella inguinale, tra le dita dei piedi e il retro del collo.

La prognosi dipende dallo stato di salute del paziente. In persone con un sistema immunitario sano, la babesiosi si risolve solitamente senza complicazioni.

 

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  • A cura di: Caterina Rizzo
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Ultimo Aggiornamento: 05 gennaio 2021


 
 

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