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Dismenorrea

Si tratta delle mestruazioni dolorose e nelle adolescenti è il più diffuso disturbo della sfera genitale. Tra i sintomi ci sono dolori crampiformi al basso addome  

Con questo termine si indicano in maniera generica le mestruazioni dolorose. Questa condizione viene riportata dal 20 al 90% delle donne e nelle adolescenti rappresenta il più diffuso disturbo della sfera genitale, costituendo la causa principale di assenza breve e ricorrente dalla scuola. È meno frequente durante i primi 2-3 anni dal menarca (prima mestruazione), quando i cicli sono per lo più anovulatori; l'incidenza aumenta poi nella media e tarda adolescenza, con lo stabilirsi dei cicli ovulatori.
Si parla di dismenorrea primaria quando non è associata a una patologia (90% dei casi circa) e di dismenorrea secondaria quando si manifesta in conseguenza di una condizione medica (infiammazione pelvica, endometriosi, malformazioni, cisti ovariche, etc.).

Nel caso della dismenorrea primaria, la causa risiede in un eccessivo rilascio di sostanze chimiche (prostaglandine e acido arachidonico) che inducono la muscolatura dell'utero a contrarsi in maniera anormale, provocando spasmi dolorosi. Il rischio di dismenorrea risulta aumentato nelle donne che fumano, che bevono alcolici, che sono in sovrappeso e che hanno avuto la prima mestruazione prima degli 11 anni.
Se la dismenorrea è secondaria, invece, le cause possono essere infettive, infiammatorie o malformative.

Oltre ai dolori crampiformi al basso addome, possono essere presenti dolore lombare, dolore irradiato agli arti inferiori, affaticamento, debolezza, cefalea, nausea, vomito e diarrea.
La percezione del dolore può essere influenzata da fattori strettamente individuali, quali le aspettative della ragazza al riguardo, la soglia del dolore, il tono dell'umore.   

Soprattutto nelle ragazze più giovani la diagnosi è innanzitutto rivolta a stabilire se la dismenorrea è primaria o secondaria. È per questo che in genere un esame obiettivo esterno dell'addome e dei genitali esterni associato a un'ecografia pelvica vengono quasi sempre richiesti, per escludere possibili patologie che si manifestano con i primi cicli mestruali. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, la dismenorrea è primaria. Per seguire l'evoluzione e la risposta dei sintomi alla terapia, uno strumento prezioso risulta il semplice calendario mestruale, in cui si richiede di annotare ciclo per ciclo sintomi, farmaci assunti, attività svolte o rinviate per il dolore. In questo modo si riesce a stabilire l'intensità del dolore e il suo impatto sulla vita quotidiana della paziente.
Solo in rari casi, può essere necessario prescrivere esami più complessi, quali una risonanza magnetica della pelvi o, ancora più raramente, una laparoscopia, al fine di accertare possibili condizioni responsabili del dolore.

Il primo trattamento è la rassicurazione e l'informazione della paziente: spesso le mamme sono impaurite all'idea di dover somministrare un farmaco tutti i mesi per il trattamento dei dolori mestruali e sembrano suggerire alle figlie di rassegnarsi al dolore. Va invece insegnato a chi soffre di questa condizione che esistono strumenti e terapie per poter gestire il dolore e non ridurre la propria qualità di vita nel corso delle mestruazioni.

Il trattamento è dettato dalla causa, dall'intensità del dolore e dal grado di tolleranza della paziente al dolore stesso. I farmaci più frequentemente utilizzati sono gli antinfiammatori non steroidei, che svolgendo un'azione antiprostaglandinica sono anche in grado di risolvere la maggior parte delle dismenorree primarie. Ma senza ricorrere all'utilizzo di farmaci, esistono anche forme di terapia meno aggressive che possono dare buoni risultati (calore, riduzione di caffeina, di alcol e tabacco, attività fisica, massaggi, supplementazione proteica e vitaminica, agopuntura, tecniche di rilassamento).
Quando tutte le opzioni terapeutiche sono state tentate senza risultato, il trattamento ormonale è in genere in grado di ristabilire un'adeguata qualità di vita anche per le forme di dismenorrea più ostinate.
Per le forme di dismenorrea secondaria il trattamento dipende, invece, dalla causa e può prevedere l'uso di antibiotici per le cause infettive o il trattamento chirurgico (tradizionale o laparoscopico) per le cause malformative/ostruttive.

In termini di prevenzione, la cosa principale da fare è quella di trattare in maniera opportuna e precoce la sintomatologia dolorosa, evitando di aggiungere al dolore la "tensione" legata all'attesa, mese dopo mese, del dolore stesso.
Evitare comportamenti che, oltre ad aumentare il rischio di dismenorrea, sono comunque dannosi per la salute in generale (fumare, bere troppi caffè, assumere alcolici, non praticare attività fisica, essere in sovrappeso, etc.).
Diagnosticare e trattare precocemente le cause di dismenorrea secondaria.


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  • A cura di: Maria Chiara Lucchetti
    Unità Operativa di Chirurgia Andrologica
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 01 aprile 2021


 
 

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