Bulbo oculare: enucleazione o rimozione nel bambino

Consiste nella rimozione del bulbo oculare. Durante l'intervento viene inserita una endo-protesi oculare per riempire il volume lasciato libero dalla enucleazione 

L'intervento di enucleazione consiste nella rimozione del bulbo oculare.

Si ricorre all’enucleazione per:

  • La presenza di una patologia degenerativa o tumorale;
  • Per la presenza di dolore incoercibile;
  • Per il rischio di oftalmia simpatica controlaterale, vale a dire quando ad esempio un trauma penetrante dell'occhio scatena una reazione autoimmune che potrebbe danneggiare gravemente anche l’altro occhio.

L’intervento consiste nell’asportare il globo oculare con una porzione del nervo ottico, dopo averlo isolato dalla congiuntiva e dai muscoli che determinano il movimento del bulbo oculare. L'anestesia più frequentemente usata è quella generale. Si può prevedere un'anestesia locale unita a sedazione negli adulti in caso di controindicazioni al primo tipo di anestesia. Durante l'intervento, il globo oculare è sostituito da un impianto (endo-protesi) il cui diametro dovrà essere proporzionato all’occhio enucleato e permettere l'adattamento di una protesi oculare esterna. Questo impianto può essere di materiale biocompatibile (idrossiapatite o silicone) o un innesto prelevato dal paziente, dal gluteo o addome, durante l'operazione stessa (innesto dermo-adiposo). 

Nel caso di endo-protesi, i muscoli devono essere ancorati all’endoprotesi in modo da “abbracciarla” e tenerla dentro alla cavità dell’occhio, e in casi rari, determinarne un minimo movimento. I tessuti che ricoprono l'occhio (capsula di Tenone e congiuntiva) sono suturati adeguatamente per ricoprire i muscoli e l’endoprotesi, ma soprattutto per poter inserire un conformatore (piccolo guscio in materiale sintetico) che sostituisce temporaneamente la futura protesi ed evitare cicatrizzazioni anomale della congiuntiva. 

In caso di impianto di dermo-adiposo, viene solo riempito il volume lasciato libero dall’enucleazione; la congiuntiva viene suturata ai bordi del derma e la mobilità della stessa risulta notevolmente inferiore rispetto a quella delle endoprotesi. Anche in questo caso, a fine intervento viene posizionato un conformatore.
Dopo dieci giorni il conformatore potrà essere sostituito da una protesi provvisoria, in attesa della costruzione di quella definitiva i cui tempi di realizzazione sono di circa 1 mese.

Il dolore in genere è limitato all’immediato post intervento, mentre un edema o ematoma delle palpebre sono da considerarsi normali per i 3-4 giorni che seguono l'operazione. Normalmente vengono prescritti analgesici e antibiotici per via generale e colliri antibiotici e/o antinfiammatori per alcune settimane. I risultati vengono valutati a distanza e dipendono da diversi fattori tra cui la malattia che ha portato all’intervento, il tipo di operazione, lo stato delle congiuntive e delle palpebre, la qualità della protesi. 
I risultati sono generalmente buoni dal punto di vista estetico. 

L'intervento è generalmente privo di rischi, tuttavia possono essere riscontrate alcune complicanze.


Iscriviti alla newsletter per ricevere i consigli degli specialisti del Bambino Gesù.


  • A cura di: Luca Buzzonetti, Paola Valente
    Unità Operativa di Oculistica
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 09 agosto 2021


 
 

COME POSSIAMO AIUTARTI?

 

CENTRALINO

  (+39) 06 6859 1

PRENOTAZIONI (CUP)

 (+39) 06 6818 1
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
Sabato, 8.00 - 12.45

PRENOTAZIONI ONLINE


URP

Informazioni, segnalazioni e reclami  (+39) 06 6859 4888
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
  urp@opbg.net


UFFICIO STAMPA

 (+39) 06 6859 2612   ufficiostampa@opbg.net

REDAZIONE ONLINE

  redazione@opbg.net

DONAZIONI

  (+39) 06 6859 2946   info.fond@opbg.net

LAVORA CON NOI

  risorseumane@opbg.net