Camminare a piedi scalzi

Erba, terra, sabbia: i bambini amano camminare scalzi su questi terreni. Vediamo perché il piede ci "chiede" di lasciarlo libero 

Morbide, dure, di pelle, di stoffa, di gomma. Sono tante le calzature che possiamo comprare ai nostri bambini. Affidarsi al buon senso, alla marca, al materiale, è sufficiente nell'identificazione di scarpe comode e indicate per loro? E poi, quando mettergliele? Possiamo consentire ai piccoli di camminare a piedi nudi sulla sabbia, sull'erba, in casa, o nuociamo alla salute delle loro gambe e della schiena?
Il piede è l'organo propriocettivo per eccellenza (1). La sua rappresentazione corticale nella parte sensitiva del cervello è più estesa di quella della mano stessa. Questo significa che per imparare a fare il suo mestiere, ovvero sorreggerci, il piede deve interagire con l'ambiente attraverso l'esperienza e la ricezione di stimoli sensoriali.

La prima parte del corpo con cui i bambini appena nati provano a indovinare il mondo, sono proprio i piedi. Amano indirizzarli verso la mamma e il papà, per farseli toccare, e per vivere le loro prime esperienze di contatto. Quando sono un po' più grandi si tolgono le scarpe perché stare scalzi risulta per loro più naturale. Il piede nudo, da una parte, regala ai bambini un senso di libertà dalla costrizione di una calzatura - pantofola o scarpa - mentre dall'altra garantisce quel contatto con l'ambiente che li circonda che ne facilita l'esplorazione e la conoscenza.

1 - La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista.

Camminare sui terreni propriocettivi, come l'erba, la terra e la sabbia, ovvero tutti quei terreni che hanno delle asperità, sono cedevoli, e pertanto mettono in difficoltà il piede, serve come momento di sviluppo corretto del piede, poiché potenzia i muscoli della gamba, che sono perlopiù cavizzanti, ovvero muscoli che favoriscono, attraverso inserzioni tendinee, il corretto sviluppo del piede
In questi terreni, così come in casa, il consiglio è di lasciare, quando possibile, il bambino con i piedi scalzi, sempre pensando che la calzatura è una forzatura, e non è sempre indispensabile costringerli a indossarla.

Le scarpe dei bambini devono rispondere a tre caratteristiche: comodità, leggerezza e deformabilità. Nella scelta delle scarpe dei piccoli, bisogna seguire gli stessi principi che valgono per l'adulto. Il piede del bambino deve essere libero di deformare la scarpa con la sua impronta. Una calzatura rigida limita i movimenti e riduce la possibilità per il piede di percepire l'ambiente esterno. Per questo è preferibile una calzatura che sia ben deformabile.
Un adulto comprerebbe mai, per sé, una scarpa che pesa 700 grammi? Mai. Sarebbe troppo pesante, nonostante il suo peso medio si aggiri intorno ai 70 chili. Ecco, quindi, perché una scarpa di un etto è troppo pesante per un bimbo che pesa solo 10 chili. La scarpa deve essere leggera. Quasi non devono sentirsi, perché il bambino deve potersi muovere con facilità e agilità.

È importante però sottolineare che l'incidenza della scarpa sulla salute della schiena dei bambini è pressoché nulla. I bambini non hanno problemi di colonna, come gli adulti, per i quali invece la scelta delle calzature assume maggiore importanza. 
Se un bambino lamenta problemi alla schiena, lo specialista ortopedico non guarderà i suoi piedi, ma farà indagini approfondite sulla natura della patologia, con esami come la risonanza magnetica. Nel caso in cui gli esami rivelassero un disturbo, non sarà la scelta della scarpa a correggere la colonna, ma interventi di altro tipo, che il medico studierà sul paziente.


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  • A cura di: Osvaldo Palmacci
    Unità Operativa di Ortopedia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 05 gennaio 2021


 
 

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