Chirurgia robotica in pediatria: che cos'è e quali sono i vantaggi

Si tratta di un recente sviluppo della chirurgia mini-invasiva. Il chirurgo compie complesse operazioni riducendo il dolore, i tempi di recupero e di ricovero 

La chirurgia robotica rappresenta un recente sviluppo della chirurgia mini-invasiva. Il chirurgo opera con l'aiuto di un robot che rende i movimenti più fini, le suture più accurate e la visione più precisa. In altre parole si eseguono complesse operazioni con incisioni molto piccole riducendo il dolore, i tempi di recupero e di ricovero in ospedale. Il robot consente al chirurgo la massima precisione, ottima sicurezza, grande comodità e un ambiente molto più confortevole rispetto alla chirurgia tradizionale. I risultati sono migliori e le complicanze minori.

Il robot utilizzato in chirurgia robotica è composto da due parti: quella che esegue materialmente l'intervento sul paziente e una consolle che, grazie a uno schermo in 3D, permette al chirurgo, usando joystick e pedali, di guidare i bracci sui quali sono montati gli strumenti.
Si tratta di un sistema estremamente sensibile che controlla gli strumenti inseriti con incisioni di 2-3 centimetri, garantendo quindi una minima invasività e piccole cicatrici estetiche.

Si tratta di una delle principali innovazioni in chirurgia. Nata circa 20 anni fa negli Stati Uniti e oggi molto diffusa anche in Italia per l'adulto. Quello che sembrava fantascienza è entrato nella routine quotidiana anche in pediatria. Per il momento, in Italia viene praticata nel bambino utilizzando centri ospedalieri dell'adulto. Per motivi economici pochissimi ospedali pediatrici europei hanno acquisito un robot chirurgico.

In particolare negli interventi di medio-alta chirurgia: i più frequenti nel bambino sono quelli di urologia.
Questi sono gli interventi di chirurgia robotica più frequenti in pediatria:

  • Pieloplastica: intervento per la correzione di un difetto che ostacola il deflusso dell'urina dal rene all'uretere e porta quindi al suo accumulo nel bacinetto renale, aumentando il rischio di infezioni ricorrenti, dolore e alla lunga, di una qualche perdita della funzione renale;
  • Reimpianto dell'uretere: vi si ricorre per la correzione di una stenosi ureterale o di alcuni tipi di reflusso vescico-ureterale;
  • Nefrectomia e Eminefrectomia: asportazione di un rene o di una parte di rene;
  • Funduplicatio: intervento per prevenire il reflusso di materiale acido dallo stomaco verso l'esofago, praticato in alcuni casi particolarmente gravi di malattia da reflusso gastro-esofageo.

Un adolescente o preadolescente ha una corporatura simile all'adulto e quindi, per alcuni interventi, il robot chirurgico può essere utilizzato. Tuttavia, questa tecnica è stata utilizzata con sicurezza anche sotto l'anno di vita e sotto i 10-15 kg di peso. L'età che ha i massimi benefici va dai 4-5 anni all'adolescenza, per il fatto di non dover incidere i muscoli e per la consapevolezza del bambino.   

Data la scarsa invasività la chirurgia robotica elimina o attenua il dolore, riduce i tempi di ospedalizzazione, la ripresa fisica è quasi immediata cosicché il bambino può riprendere velocemente le sua attività scolastica e sportiva. I bambini e i ragazzi hanno inoltre una guarigione rapidissima con cicatrici più estetiche.

Tutti i bambini che devono subire un intervento di chirurgia robotica possono farlo a meno di problemi specifici. Nel postoperatorio non servono esami speciali.

Il numero di interventi è molto minore rispetto all'adulto perché non sono stati ancora bene esplorati tutti i campi di azione. Il costo elevato della chirurgia robotica può essere ammortizzato se si eseguono molti interventi, cosa possibile solo in un ospedale pediatrico con grande affluenza. Un altro problema è la scarsa disponibilità di strumenti specifici per il bambino, fattore sul quale la chirurgia biomedica è attualmente al lavoro.

È auspicabile, e molto probabile, che i maggiori ospedali pediatrici si forniscano di robot chirurgico e che gli interventi fattibili con questa alta tecnologia siano progressivamente eseguiti con robot chirurgico.
Tra i futuri vantaggi, sicuramente ci sarà la curiosità dei bambini per il robot con una probabile diminuzione della paura per l'intervento. Inoltre, sarà possibile avere un postoperatorio senza dolore e conseguenti ricoveri di 2 giorni circa anche per gli interventi più complessi che durano diverse ore.
La maggiore diffusione e uso del robot determinerà una sempre maggiore disponibilità di strumenti pediatrici e di chirurghi esperti.

 

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  • A cura di: Maria Luisa Capitanucci
    Unità Operativa di Chirurgia della Continenza e Neuro-Urologica
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 22 dicembre 2020


 
 

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