Contenere un neonato: perché e come

Il contenimento fornisce al neonato un contatto rassicurante e serve a tranquillizzarlo e a calmarlo dallo stress 

Il "contenimento" del piccolo risponde alla necessità di offrire al neonato un contatto rassicurante.
Questo ha lo scopo di stabilizzare il neonato e in un certo senso di portarlo a rivivere le sensazioni di benessere e protezione vissute nella pancia della mamma. Ogni neonato ha una sua personalità e delle abilità specifiche che possono riguardare il toccare, l'annusare, l'ascoltare o il guardare. Alcuni si lasciano consolare cullandoli tra le braccia, altri desiderano sentire la voce di mamma e papà o che li si tenga esclusivamente in braccio.


Il pianto è il modo con cui tutti i neonati comunicano più frequentemente. Può avere diverse cause ed essere preceduto da segnali come cambiamenti della respirazione, del colorito della pelle, smorfie del viso o movimenti delle braccia. Sentire la vicinanza dell'altro (mettersi in ascolto) e sperimentare il contatto fisico (toccarsi) sono occasioni che facilitano la conoscenza reciproca tra genitore e bambino. Il contenimento del neonato consiste appunto nell'utilizzare il contatto fisico per favorirne il benessere.

Il "contenimento" aiuta il neonato a superare gli eventi che può avvertire come "stressanti". Per i neonati sani questi eventi possono essere cose semplici come alcuni rumori, l'alternarsi del sonno e della veglia o l'alimentarsi. Alcuni però possono avere particolare bisogno di contenimento perché più fragili e sensibili agli stimoli che provengono dall'interno o dall'esterno del proprio corpo. Questi neonati sono definiti "irritabili" e difficilmente riescono a consolarsi da soli.


Possono reagire agli stimoli tremando, presentando movimenti inaspettati o piangendo improvvisamente. Anche i bambini nati prima del tempo (pretermine) possono avere più frequentemente uno stato di agitazione soprattutto serale, a causa del loro sistema nervoso ancora in fase di maturazione. Il "contenimento" può aiutarli a tranquillizzarsi. 

Ogni genitore troverà il suo modo per "contenere" il suo bambino. Si presentano di seguito due modi che potrebbero essere utili, soprattutto per i più piccoli.

Holding
Consiste nell'utilizzare il "tocco fermo" delle mani e del corpo per stabilizzare sia il corpo che l'emotività del bambino. È necessario accogliere il neonato fra le braccia, favorendo il contatto della sua pancia con il corpo del genitore, sostenendo le spalle, il capo e le gambe tra le mani ferme, senza solleticare o strofinare. La persona che lo "contiene" diventa essa stessa il nido del neonato, consolandolo, anche semplicemente nell'atto di spostarlo o di tenerlo in braccio.


Bisogna ricordare che i neonati hanno paura del vuoto: possono esprimerlo con uno sguardo spaventato, allargando le braccia, cercando di aggrapparsi a qualcosa con le mani e piangendo. Sostenerli con il "contenimento" restituisce loro i confini dell'utero materno, a cui erano abituati durante la gravidanza. In qualsiasi momento, posare una mano ferma sul capo del neonato e una a raccogliere le gambette verso il suo petto può aiutarlo a rilassarsi e tranquillizzarsi (Figura 1).

Contenere un neonato: perché e come

Figura 1 - posare delicatamente una mano ferma sul capo del neonato e una a raccogliere le gambe verso il petto, può aiutarlo a tranquillizzarsi.

Wrapping
È una tecnica praticata sin dall'antichità e consiste nell'avvolgere il neonato (Figura 2). È consigliabile utilizzarla sui neonati con meno di 2 mesi, quando sono agitati, ma anche durante il primo bagnetto oppure per favorire l'interazione con i genitori o per conciliare il sonno. È necessario un lenzuolino morbido e leggero, posto su una superficie piana, con l'angolo superiore ripiegato verso il basso. Il neonato va posizionato con la testina leggermente al di sopra del margine ripiegato, le gambe e le braccia flesse, in modo che possa arrivare con le mani alla bocca e al viso.


Ponendo il neonato su un fianco, si procede avvolgendo il lenzuolino attorno a lui/lei, da un lato, poi dall'altro rimettendo il neonato a pancia in su (supino). Bisogna fare attenzione ad avvolgere le gambe del neonato in modo che possa ancora allungarle e fletterle.
Attenzione! Una fasciatura troppo stretta può provocare una dislocazione dell'anca o una displasia della stessa. Il volto deve rimanere scoperto, con le spalle e il collo ben sostenuti dal lenzuolino. In questo modo il neonato si sentirà avvolto e i suoi movimenti saranno attutiti, così come accadeva nel grembo materno. Nell'eseguire il wrapping fare attenzione che il neonato non senta troppo caldo.

Contenere un neonato: perché e come

Figura 2 - come fasciare il neonato.

  • Osservare sempre le reazioni del neonato per assicurarsi che le carezze o il tocco siano graditi. Se il bambino si rilassa, smette di piangere e di corrugare la fronte o si addormenta, vuol dire che si sta procedendo nella maniera corretta;
  • Parlare al neonato con voce bassa e tranquilla, con un'espressione del viso serena e sorridente, aiuta a mantenerlo calmo. Può aiutare anche una melodia dolce;
  • Evitare movimenti e tocchi bruschi, sia quando si afferra il neonato, sia quando lo si lascia. Procedere lentamente per garantirgli il tempo necessario ad adattarsi;
  • Assicurarsi che le mani non siano troppo fredde e lavarle accuratamente prima del contatto con il neonato;
  • Sono preferibili ambienti non troppo luminosi e rumorosi;
  • È preferibile proporre al neonato uno stimolo alla volta, che esso sia vocale, fisico o di gioco, per periodi di tempo non troppo lunghi;
  • Garantire sempre al neonato periodi di riposo, rispettando soprattutto il suo ciclo sonno-veglia;
  • Può essere utile permettere al bambino di rilassarsi aggrappandosi al nostro dito o afferrando oggetti.

 

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  • A cura di: Elisabetta Renzetti*, Anna Maria Bonetti**, Immacolata Dall'Oglio***, Ilaria Campagna****, Claudia Carlin***
    Illustrazioni a cura di: Claudia Carlin***
    * Terapia Intensiva Neonatale
    ** Riabilitazione funzionale
    *** Struttura Sviluppo Professioni sanitarie, Formazione continua e Ricerca
    **** Area di Ricerca Malattie Multifattoriali e Malattie Complesse
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 05 gennaio 2021


 
 

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