Counseling psicologico ai genitori di un figlio con una disabilità acquisita

In caso di disabilità acquisita di un figlio, per tutti i familiari il compito emotivo da affrontare è quello dell'elaborazione di un lutto 

Quando una malattia o un incidente rendono il figlio diverso da prima è come se tutta la famiglia subisse un terremoto che scuote dalle fondamenta la vita.
I genitori, i fratelli, i nonni, gli zii e più tardi il figlio stesso devono affrontare la perdita delle parti sane e delle prospettive di vita futura.

Per tutti il compito emotivo da affrontare è quello dell'elaborazione di un lutto che, non riguardando la morte fisica, è detto parziale. Il lutto parziale è la perdita di parti importanti e specifiche di una persona: la sua modalità di relazionarsi, di mostrare affetto, di muoversi all'interno della casa, di imparare, di disubbidire, di chiedere, ecc.
Il concetto di perdita è sia oggettivo sia soggettivo. 

Le emozioni e i pensieri che ne derivano sono molteplici e possono presentarsi contemporaneamente, mischiarsi, ripresentarsi, non hanno un preciso ordine, possono avere intensità diverse in diversi momenti. La confusione iniziale, il rifiuto dell'esame di realtà "non ci posso credere" "non è così, lei dottore si sbaglia"; la rabbia indirizzata contro tutti: medici, famigliari, Dio; la contrattazione con la realtà "che cosa posso fare in questa situazione per riparare?"; la presa di coscienza che la perdita è reale, ineluttabile e permanente; la depressione reattiva rispetto alla consapevolezza di quali aspetti di sé, della persona cara, della socialità, sono andati persi; la depressione anticipatoria rispetto alle perdite che si stanno per subire.

Alla fine prevale l'accettazione e la riorganizzazione che è la definitiva presa di coscienza della realtà e la realistica attività per riorganizzare la propria vita nel modo più soddisfacente; la speranza può essere presente durante tutto il percorso di elaborazione.

Spesso la prognosi dei danni cerebrali è incerta poiché il medico non può definire con certezza che cosa saprà fare il bambino e quali e di che grado saranno le sue limitazioni. I familiari si chiedono se potrà camminare e come potrà farlo, se e quando parlerà e se comprenderà il linguaggio, se potrà stare con i coetanei e come, se potrà andare a scuola e imparare come gli altri o quanto diversamente dagli altri.

Questi contenuti espressi dai genitori hanno il più delle volte significati molto diversi da quelli che il personale sanitario attribuisce loro. Nella mente dei non clinici i concetti di linguaggio, movimento, interazione sono legati alla normalità mentre il clinico ha nella mente un continuum di condizioni dal benessere alla totale disabilità e i compensi per ottimizzare ogni funzione che però non sarà normale come può pensare il genitore.  

La più frequente reazione a queste situazioni è la messa in atto di stili di pensiero ruminativo: i genitori si chiedono il perché e cercano una soluzione. Questo rinforza uno scopo disfunzionale di elusione della perdita, favorisce il concentrarsi sulle abilità del bambino ignorando il suo mondo affettivo e chi è realmente con i suoi limiti e le sue competenze.
Una conseguenza di questo atteggiamento mentale è anche lo shopping terapeutico: sottoporre il figlio a frequenti visite e valutazioni con diversi specialisti sul territorio italiano e all'estero.

Le modalità d'elaborazione del lutto parziale e il senso che la famiglia attribuisce alla perdita di alcune parti sane del figlio sono le fondamenta su cui il bambino costruirà la sua nuova identità e modulerà le modalità con cui affronterà i suoi insuccessi, i suoi successi, i suoi limiti, le sue risorse, il confronto con i pari e la riabilitazione. Per i genitori, o per tutta la famiglia specialmente se ci sono altri figli, è fondamentale poter usufruire di un aiuto specialistico attraverso colloqui psicoterapeutici per affrontare questo difficile e lungo percorso. Ciò favorirà sia l'adattamento alla nuova situazione sia la migliore evoluzione possibile del bambino che potrà sentirsi riconosciuto ed apprezzato come persona nella sua globalità. 


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  • A cura di: Silvia Mignani
    Unità Operativa di Neuroriabilitazione e UDGEE
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 17 gennaio 2021


 
 

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