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Da 1 a 3 mesi: cosa vede, cosa sente e come si fa sentire

 

La visione, a questa età, è la maggior fonte di informazione del lattante riguardo a ciò che lo circonda. Fino a circa i 3 mesi di vita utilizza maggiormente la visione periferica, in seguito quella centrale, il che vuol dire che inizialmente vedrà meglio quando guarda i volti o gli oggetti con la "coda dell'occhio", poi progressivamente, a partire dai 2 mesi, migliora la messa a fuoco e comincerà a vedere più nel dettaglio le forme che sono vicine: i volti. I volti umani sono una delle sue cose preferite da guardare, specialmente il proprio (con uno specchio) o quello dei genitori. 

Fin dal primo mese è in grado di seguire un oggetto vicino che gli ruota attorno pur non essendo in grado di afferrarlo. Alla fine dei 3 mesi, può seguire un oggetto in movimento, ed è più interessato alle forme e ai modelli, e può individuare i volti familiari, anche a distanza.

Anche la visione dei colori si sviluppa a questa età, quindi tappezzerie o giocattoli dai colori vivaci aiutano a sviluppare la sua capacità a distinguere i colori. Quelli a pastello tenui sono invece difficili da apprezzare a questa età, per cui serviranno colori vivi per giocattoli e libri.

Riguardo all'udito, il bambino sente i suoni fin dal grembo materno. Il battito cardiaco della mamma, i gorgoglii dell'apparato digerente e i suoni della voce materna e degli altri membri della famiglia. Dopo la nascita, i suoni del mondo esterno arrivano forti e chiari e riconosce perfettamente la voce dei genitori, in particolar modo quella della mamma e, gradualmente, una gran varietà di suoni.

Il bambino ama sentire la sua voce, quindi è importante parlargli e avere una "conversazione": se si sente che “risponde” con un suono, bisogna ripeterlo e aspettare che lui o lei ne faccia un altro. Si sta insegnando al bambino l’uso del tono, del ritmo e della necessità di fare a turno quando si parla con qualcun altro.

Si attiva così un processo di integrazione sensoriale tra ciò che ascolta, quello che vede e le sensazioni che prova attraverso il contatto fisico e l'olfatto. È un processo essenziale per stimolare il desiderio di interagire con ciò che lo circonda.

Oltre alle voci, al bambino di solito piace ascoltare la musica (si può cantargli o suonare) ed è affascinato dai suoni di routine della vita. È bene tenere il bambino vicino alla mamma mentre prepara la cena e farlo sedere in un seggiolino a portata d'orecchio dei fratelli maggiori che ridono e giocano. I sonagli per bambini, le giostrine e i giocattoli musicali sono altri buoni modi per stimolare l'udito del bambino.

A questa età il canale di comunicazione del lattante con chi gli sta attorno non sarà il linguaggio pre-verbale che si limiterà a pochi suoni gutturali, ma corporeo. Il bambino cercherà di interagire con gli adulti attraverso il pianto, il sorriso, la mimica del volto ed i movimenti del corpo, che il genitore dovrà imparare a conoscere per intuirne i bisogni ed attraverso il loro soddisfacimento promuovere lo sviluppo psicomotorio del figlio.

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  • A cura di: Andrea Campana*, Paola de Rose**
    *Unità Operativa di Pediatria Multispecialistica
    **Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza
    La prima versione è stata scritta da Alberto Giovanni Ugazio
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 03  Giugno 2024 


 
 

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