Depressione

Un distubo dell'umore molto diffuso in età evolutiva. È importante identificarne i sintomi negli adolescenti per intervenire con la psicoterapia adeguata 

La depressione è il disturbo dell'umore più diffuso e frequente durante la crescita. Si tratta di una condizione clinica caratterizzata da una modificazione stabile e prolungata delle emozioni, delle energie e del pensiero che ha un forte impatto sul funzionamento della persona colpita. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, indica le seguenti frequenze del Disturbo Depressivo in età evolutiva, durante la crescita:

  • 0.3-1% in età prescolare;
  • 0,4-2,5% in età scolare;
  • 4-8,3% in adolescenza.  

In generale si può affermare che è più frequente dopo la pubertà e che la frequenza stimata negli adolescenti è simile a quella degli adulti.   
Il disturbo depressivo si presenta quando insieme a un'alterazione dell'umore si osservano modificazioni del corpo, e cognitive, vale a dire della capacità di pensare e concentrarsi, che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento del soggetto.
L’umore può essere triste o irritabile insieme a perdita di interesse per attività prima considerate piacevoli. La modificazione dell’appetito può consistere sia nella riduzione che nell’aumento della fame con variazioni del peso corporeo. L’alterazione del sonno può presentarsi come difficoltà a dormire o tendenza a dormire troppo. 
Sono molto comuni la diminuzione dell’energia e facile faticabilità. L’individuo può riportare senso di autosvalutazione o di colpa, ridotta capacità di pensare o concentrarsi. La condizione depressiva può essere inoltre, associata a pensieri di morte, ideazione suicidaria o tentativi di suicidio.

Il nuovo Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5; APA, 2013) distingue varie forme del Disturbo Depressivo che si differenziano per gravità, numerosità e durata dei sintomi.
Le più comuni sono:

  • Disturbo Depressivo Maggiore, che si verifica quando sono presenti almeno 5 (o più) dei sintomi sopra descritti, tra cui necessariamente umore depresso (o irritabile nei bambini e negli adolescenti) o perdita di interesse/piacere, per almeno due settimane;
  • Disturbo depressivo persistente (Distimia), in cui i sintomi sono meno intensi, ma prolungati nel tempo (devono essere presenti da almeno un anno).

In entrambi i casi, i sintomi causano un’alterazione del funzionamento del bambino/adolescente in uno o più ambiti (sociale, scolastico, familiare).

La diagnosi è essenzialmente basata sui sintomi, e viene effettuata attraverso:

  • Una raccolta dettagliata della storia del bambino/adolescente: gravidanza e parto, ritmo sonno/veglia, menarca, sintomi pre-mestruali, ricostruzione delle tappe di sviluppo, adattamento all’ambiente scolastico, relazione con i coetanei, sport, hobby, individuazione di eventuali eventi di vita stressanti, tra cui bullismo, lutti, ospedalizzazioni;
  • L'osservazione comportamentale;
  • I resoconti dei genitori;
  • Una valutazione psicopatologica effettuata attraverso l'utilizzo di specifici test.

Particolare attenzione va messa nella valutazione della familiarità (per disturbi psichiatrici, disturbi affettivi, suicidi) e al decorso della condizione depressiva (età di comparsa, numero di episodi, presenza di altri disturbi). È inoltre fondamentale valutare in modo continuo l’ideazione suicidaria e il rischio di suicidio.

I test diagnostici più utilizzati sono: 

  • Kiddie-Schedule for Affective Disorders and Schizophrenia (K-SADS), intervista, basata sul giudizio del clinico;
  • Children Depression Inventory (CDI), questionario che misura la gravità dei sintomi depressivi;
  • Children Depression Reating Scale - Revised (CDRS-R), scala che valuta sintomi cognitivi, somatici, affettivi e psicomotori attraverso le risposte dell'intervistato e le osservazioni del clinico;
  • Columbia Suicide Severity Rating Scale (C-SSRS), scala per la valutazione del rischio suicidario;
  • Children-Global Assessment Scale, che misura la gravità dei sintomi depressivi e l’alterazione funzionale.

Una volta diagnosticato il Disturbo Depressivo, il trattamento ha lo scopo di ridurre i sintomi depressivi, prevenire le ricadute, prevenire la cronicizzazione, cioè la durata a lungo nel tempo, prevenire le complicanze, migliorare l'adattamento sociale e funzionale.
I dati disponibili mostrano che le cure più efficaci per il Disturbo Depressivo sono il trattamento con farmaci insieme  a un trattamento di psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale. Tra le terapie farmacologiche antidepressive la fluoxetina sembra essere la più efficace. Tuttavia, le depressioni gravi durante la crescita spesso rispondono meglio al trattamento con basse dosi di farmaci antipsicotici e/o stabilizzatori dell’umore come i sali di litio, soprattutto quando insieme alla depressione vi è alto il rischio di comportamento suicidario. 

È importante cogliere i segnali di rischio per l'identificazione ed il trattamento precoce della Depressione. Nello specifico sembra molto importante identificare segnali di allarme quali cambiamenti comportamentali, sospensione della frequenza scolastica, riduzione dei contatti sociali, perdita di interesse per attività che prima erano fonte di entusiasmo e divertimento e rivolgersi al più presto a specialisti di questo periodo dello sviluppo, cioè dell'età evolutiva. 

Depressione

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  • A cura di: Giulia Serra
    Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 07 dicembre 2021


 
 

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