Disturbo post traumatico da stress

Si verifica quando il bambino subisce un evento traumatico o è testimone dell'evento subito da altre persone 

Il disturbo post traumatico da stress (PTSD) può interessare bambini, ragazzi e adulti e si può verificare dopo aver subito un trauma, a seguito dall'esposizione a:

  • Atti o minacce di morte;
  • Gravi lesioni o violenza sessuale;
  • Aggressioni personali;
  • Disastri, guerre e combattimenti;
  • Rapimenti;
  • Torture;
  • Incidenti;
  • Malattie gravi. 

Si può avere esperienza diretta dell'evento traumatico oppure essere testimone dell'evento subito da altre persone.
La risposta della persona comprende:

  • Paura intensa;
  • Sentimenti di impotenza o di orrore. 

La ricerca ha dimostrato che il trauma produce cambiamenti neurobiologici. Avviene una vera e propria "riprogrammazione" del sistema di allarme del nostro cervello (sistema limbico e dall'amigdala) che funziona come una sorta di "segnale di fumo" che continua ad essere attivato e a segnalare al cervello: "pericolo, fuga".

Quest’attivazione eccessiva produce anche una disattivazione di altri sistemi cerebrali che funzionano normalmente da "torre di controllo" (cioè l'elaborazione mentale delle informazioni) con perdita della capacità di regolazione emozionale, autoconsapevolezza, empatia ed essere in sintonia con gli altri.

Chi è colpito da un disturbo post traumatico da stress rivive l'evento traumatico nel presente con ricordi improvvisi di paura o di orrore, di flashback o incubi. La persona si sforza di non avere pensieri, ricordi e attività o situazioni che gli ricordano l'evento traumatico.

Percepisce un eccessivo senso di minaccia ricorrente e si trova in uno stato di iperattivazione con risposte di allarme continue. A questo si associano spesso problemi di concentrazione e difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, incubi, irritabilità o esplosioni di rabbia. 

Un genitore, se dovesse individuare nel proprio bambino i sintomi del disturbo post traumatico da stress, deve rivolgersi al proprio pediatra di famiglia oppure direttamente a un centro specializzato di Neuropsichiatria Infantile. La diagnosi si basa su criteri e strumenti diagnostici standardizzati.

È bene che il piano di cura per il disturbo post traumatico da stress sia stabilito da un gruppo di professionisti specializzati sulla base del profilo psicologico del bambino e delle risorse della famiglia.
Alcuni degli interventi indicati dalle linee guida internazionali sono:

  • Interventi di psicoterapia per il bambino (terapie "trauma focused" e terapia cognitivo comportamentale). Queste terapie mirano ad aumentare la capacità da parte del bambino di gestire lo stress e la sofferenza in maniera più efficace, senza mettere in atto gli abituali comportamenti alterati;
  • EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing – Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso Movimenti Oculari). La tecnica consiste nel far focalizzare la persona sul ricordo traumatico ed effettuare contemporaneamente una stimolazione oculare, tattile e uditiva. Questo metodo ha lo scopo di attivare naturalmente le cellule e le connessioni cerebrali naturale per ricreare una normale rielaborazione dell'informazione relativa all'intensa esperienza traumatica;
  • Mindfulness (letteralmente: consapevolezza), è una tecnica che ha lo scopo di aumentare il livello di consapevolezza e di concentrazione sul presente, su ciò che si sta facendo in ogni momento;
  • Utilizzo di farmaci quando il professionista riscontra una condizione di sofferenza personale intensa associata alla sintomatologia post traumatica;

Si raccomanda di far giocare i bambini e impegnarli in attività che siano in grado di sviluppare le capacità sociali e di gruppo.
Gli interventi di supporto alla famiglia hanno l’obiettivo di aiutare i genitori:

  1. Affrontare lo stato di allarme del bambino: aiutarlo a rimanere in uno stato di rilassatezza fisica ed emotiva anche mentre si ripresentano ricordi dolorosi e spaventosi;
  2. Ricostruire i legami di sicurezza e protezione verso il bambino attraverso l'attivazione nei genitori di comportamenti di fiducia e cura.


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  • A cura di: Paola De Rose, Flavia Cirillo
    Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 28  Maggio 2021 


 
 

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