Dolori addominali funzionali in età pediatrica

Sono particolarmente frequenti in età pediatrica e interessano il 10-45% dei bambini in età scolare. Nei lattanti possono presentarsi come coliche  

 

I dolori addominali sono particolarmente frequenti in età pediatrica. Interessano, secondo le varie casistiche, il 10-45% dei bambini in età scolare. Il 4% circa dei bambini che vengono visitati dai pediatri accusa dolori addominali cronici o ricorrenti. I dolori addominali fanno parte dei disturbi funzionali gastrointestinali.
I disturbi funzionali gastrointestinali sono un insieme di sintomi gastrointestinali cronici e ricorrenti in assenza di malattie che li giustifichino. Si pensa che siano disturbi della comunicazione del cervello con il sistema nervoso intestinale (asse intestino-cervello). 

Nei lattanti i dolori addominali possono presentarsi come coliche e possono essere accompagnati da rigurgiti, ruminazione, talvolta vomito. Per la definizione delle coliche infantili vale la regola del 3: pianto per più di 3 ore al giorno, per più di 3 giorni a settimana in lattante di età superiore alle 3 settimane. Il pianto prolungato, l'agitazione o l'irritabilità si presentano senza una causa evidente e non possono essere prevenuti o risolti dal genitore. Non vi è nessun difetto della crescita, non c'è febbre né sintomi di qualsiasi malattia.
Nei bambini piccoli i dolori addominali funzionali spesso sono accompagnati da alterazioni dell'alvo (diarrea o stipsi).
Nei bambini più grandi e negli adolescenti si riconoscono quattro situazioni nelle quali i dolori addominali funzionali sono uno dei sintomi:

  • Dispepsia funzionale: è caratterizzata da senso di pienezza dopo i pasti, sazietà precoce e sensazione dolorosa nella regione centro-superiore dell'addome (dolore epigastrico). Tali sintomi devono essere presenti da almeno due mesi. Dopo un'appropriata valutazione, iI dolore non può essere completamente spiegato da un'altra condizione medica che ne sia la causa;
  • Sindrome del colon irritabile: è caratterizzata da dolori addominali per almeno 4 giorni al mese in prossimità della defecazione, dei cambiamenti nella frequenza delle defecazioni e dell'aspetto delle feci. Nei bambini con stipsi il dolore non si risolve neanche quando la stipsi viene risolta. Si può parlare di sindrome del colon irritabile se i sintomi sono presenti da almeno due mesi. Dopo un'appropriata valutazione il dolore non può essere completamente spiegato da un'altra condizione medica;
  • Emicrania addominale: è caratterizzata da episodi violenti di dolore addominale acuto, di solito nella zona intorno all'ombelico, oppure diffuso a tutto l'addome e dura un'ora e più. Gli episodi sono intervallati da settimane o mesi di benessere. Il dolore è invalidante e interferisce con le normali attività. I sintomi si ripetono con le stesse caratteristiche per ogni singolo paziente. Il dolore è associato a due o più dei seguenti sintomi: anoressia, nausea, vomito, cefalea, senso di fastidio provocato dalla luce (fotofobia), pallore. I sintomi devono essere presenti da almeno 6 mesi. Dopo un'appropriata valutazione il dolore non può essere completamente spiegato da un'altra condizione medica;
  • Dolore addominale funzionale: non altrimenti specificato, è caratterizzato da episodi che si verificano almeno 4 volte al mese (e per almeno due mesi prima della diagnosi). Il dolore può essere episodico o continuo e di solito non si presenta durante i pasti o la defecazione. Non presenta i criteri sufficienti per la diagnosi di sindrome del colon irritabile, di dispepsia funzionale o di emicrania addominale. Dopo un'appropriata valutazione, il dolore non può essere completamente spiegato da un'altra condizione medica.

La diagnosi di dolore addominale funzionale non viene fatta per esclusione. Non sono necessari accertamenti di laboratorio o strumentali. Basta per la diagnosi un'accurata raccolta della storia personale e familiare, la valutazione delle curve di crescita del paziente, una visita completa. È il medico che suggerisce se vi sono segni e sintomi di allarme di una malattia sottostante, se sono necessari eventuali accertamenti e il percorso diagnostico da seguire.

Una gestione efficace richiede un approccio "biopsicosociale" che tenga conto della variabilità e complessità dei pazienti che presentano questi disordini. Tale approccio prende in considerazione non soltanto la componente fisica della malattia, ma anche la componente psicologica (soprattutto la sensazione soggettiva del paziente di sentirsi malato, di essere sofferente e di dimostrarlo). Ancor più del solito, il rapporto tra pediatra e bambino si basa sulla compassione, sul riconoscimento dello stress che il bambino subisce, sul sostegno e sull'empatia per la famiglia.

L'educazione della famiglia riveste un ruolo fondamentale nel trattamento del bambino con dolori addominali funzionali. È particolarmente importante l'identificazione di possibili fattori di stress fisici e psicologici. L'approccio psicologico rappresenta al momento la terapia di scelta nel trattamento dei dolori addominali funzionali, mentre non vi sono prove che siano efficaci i trattamenti con i farmaci. 

La maggioranza dei bambini che soffrono di dolori addominali funzionali migliora dopo le rassicurazioni del medico e con il passare del tempo (70%), ma un numero significativo continua a stare male dopo 5 anni e spesso porta il malessere in età adulta. Gli adulti con storia di dolori addominali ricorrenti in età pediatrica vanno spesso incontro a sindromi ansiose.


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  • A cura di: Bronislava Papadatou
    Unità Operativa di Gastroenterologia e Nutrizione
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 13 maggio 2021


 
 

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