I farmaci vengono utilizzati off-label quando vengono prescritti per indicazioni diverse da quelle riportate nelle schede tecniche e approvate dagli Enti Regolatori.
Gli usi off-label, vale a dire fuori indicazione, possono riguardare:

  • Il dosaggio;
  • La formulazione;
  • La via di somministrazione;
  • L'età;
  • Le malattie.

La Legge permette un uso "diverso" del farmaco quando il medico, sulla base di prove documentate e in mancanza di alternative terapeutiche migliori, ritenga necessario somministrare un medicinale al di fuori delle indicazioni d'uso autorizzate.

Questa pratica è ampiamente diffusa in vari ambiti della medicina quali, ad esempio, oncologia, reumatologia, neurologia e psichiatria. La prescrizione di farmaci off-label riguarda sì la popolazione adulta, ma soprattutto quella pediatrica e specialmente i neonati.

Si stima che la prescrizione off-label in ambito pediatrico possa andare dal 10% al 40% delle ricette ambulatoriali, dal 16% al 60% delle prescrizioni in regime di ricovero e che superi l'80% delle prescrizioni nelle terapie intensive.

Con la riduzione delle nascite e lo spostamento di una fetta sempre più ampia di popolazione verso l'età adulta e anziana, le industrie farmaceutiche sono meno inclini a condurre studi sui bambini. Studi che inoltre sono particolarmente difficili per diverse ragioni.

L'impiego off-label dei farmaci pone il medico di fronte al dovere di informare il paziente in merito al tipo di trattamento che sta per prescrivergli, attraverso un idoneo modulo di consenso informato. In realtà l'efficacia e la sicurezza di questi farmaci sono state valutate in popolazioni diverse da quelle oggetto della prescrizione off-label.

Nel caso dei bambini, si tratta in genere di farmaci che sono stati sperimentati sugli adulti e che non sono stati sperimentati nel bambino.
Il medico non si limiterà quindi a far firmare il modulo di consenso, ma spiegherà ai genitori con molta chiarezza:

  • Le ragioni che lo hanno convinto a scegliere questo tipo di terapia;
  • Il rischio di possibili eventi avversi;
  • I dati disponibili sull'efficacia del farmaco che intende somministrare.

Ad oggi, la percentuale dei farmaci autorizzati e approvati dagli Enti Regolatori per l'età pediatrica, ad eccezione di vaccini e farmaci per la terapia dell'HIV, è rimasta molto bassa. Questo favorisce il ricorso all'uso off-label in questa fascia di età.

L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) mette a disposizione liste aggiornate di "farmaci con uso consolidato, sulla base dei dati della letteratura scientifica, per indicazioni anche differenti da quelle previste dal provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio, nel trattamento dei tumori solidi nell'adulto, nel trattamento dei tumori pediatrici, nel trattamento delle neoplasie e patologie ematologiche, nel trattamento di patologie neurologiche e nel trattamento correlato ai trapianti."

Purtroppo, queste liste non comprendono moltissimi farmaci di uso corrente nella pratica pediatrica, in neonatologia e nelle terapie intensive pediatriche e neonatali.

Infine, poiché i dati di sicurezza relativi all'uso dei medicinali in età pediatrica sono attualmente limitati, è raccomandata la massima attenzione alla comparsa di qualunque effetto collaterale, segnalandolo come indicato dal nuovo Regolamento Europeo sui farmaci pediatrici.

 

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  • A cura di: Michela Lombardo
    Unità Operativa di Farmacia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 06  Aprile 2020 


 
 

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