
L’infezione da Haemophilus influenzae tipo b (Hib), un batterio capsulato e quindi resistente alle difese del sistema immunitario può determinare nel bambino piccolo manifestazioni cliniche gravi come: la sepsi (infezione generalizzata del sangue), la polmonite, l’epiglottite (con asfissia), ma soprattutto la meningite (oltre il 50% dei casi) con conseguenti gravi danni neurologici o morte nel 30% dei bambini.
In passato, prima della vaccinazione, era la causa più frequente di meningite nei primi 2 anni di vita. Circa 1 bambino ogni 600 presentava una infezione invasiva (grave), ma dall’introduzione della vaccinazione universale il numero di infezioni gravi si è ridotto enormemente fino a circa 4 casi ogni 100.000 bambini.
Il vaccino contro l'Haemophilus influenzae tipo b contiene alcune sostanze (polisaccaridi) della superficie del batterio, che sono legate (coniugate) ad alcune proteine, per rendere il vaccino efficace anche nei primi mesi di vita.
Il vaccino è disponibile combinato con altri vaccini nel vaccino esavalente, insieme alle componenti contro tetano, difterite, pertosse e poliomielite, epatite B.
Esiste anche un vaccino singolo solo contro l’Hib che viene utilizzato per rinforzare o richiamare la risposta immunologica nei bambini che non sono stati completamente vaccinati o che hanno difetti immunitari o specifiche patologie che li rendono più fragili nei confronti di questo microbo.
L’efficacia del vaccino è elevata: dopo il completamento del ciclo vaccinale vengono prevenute il 95-100% delle infezioni da Hib. Infatti si considera che l'implementazione dei vaccini Hib nel mondo sia stata uno dei principali successi di salute pubblica dell’ultimo decennio: l'uso routinario di questo vaccino si stima possa aver evitato oltre 7 milioni di morti.
Il vaccino si somministra con un'iniezione intramuscolare.
Il Ministero della Salute, con il decreto del 7 Giugno 2017, ha reso obbligatoria la somministrazione del vaccino a tutti i nuovi nati e prevede 3 dosi di vaccino insieme ai vaccini contro tetano, difterite, poliomielite, epatite B e pertosse (vaccino esavalente) nel primo anno di vita. Se la vaccinazione viene iniziata in ritardo, il numero delle dosi da somministrare varia secondo l'età.
Se non si fa parte di categorie a rischio come quelle sopra indicate, dopo i 5 anni di vita la vaccinazione del bambino non è più raccomandata per la minore probabilità di malattia oltre questa età.
La vaccinazione, inoltre, è raccomandata a qualsiasi età a tutti i pazienti con alcune malattie specifiche che li rendono maggiormente suscettibili alle infezioni da microbi capsulati come: anemia falciforme, immunodepressione e immunodeficienze, infezioni da HIV, asplenia (assenza della milza) o malattie della milza, tumori, trapianti di midollo osseo e di cellule emopoietiche.
L'unica controindicazione alla vaccinazione è una reazione allergica grave a una precedente dose o un’allergia nota a qualunque componente del vaccino.
Dopo la vaccinazione circa 1 bambino su 4 presenta reazioni locali lievi come arrossamento, dolore e gonfiore nella sede di iniezione, che generalmente scompaiono entro 2-3 giorni. Reazioni come febbre e irritabilità sono poco frequenti (5%). Una reazione allergica grave da vaccino è molto rara.
Dopo il completamento del ciclo vaccinale, il vaccino è altamente efficace (95-100%) nel prevenire l'infezione.
Percorsi di Cura e Salute: Vaccinazioni
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