Identificazione dei bambini ricoverati: come si fa e perché è importante

Avviene attraverso il posizionamento di un braccialetto identificativo e un accertamento verbale. L'obiettivo è far arrivare la prestazione o la terapia giusta alla persona giusta 

L'abbiamo letto sui giornali o qualcuno ce l'ha raccontato: "Sta male in ospedale: gli è stata somministrata la medicina di un altro ricoverato!". Si tratta di un errore gravissimo, certamente. Possiamo scandalizzarci. Ma è sicuramente più utile domandarsi: cosa possiamo fare perché errori del genere non si ripetano? Nasce da qui l'esigenza di identificare con certezza le persone ricoverate.

Identificare le persone assistite serve a garantire la loro sicurezza.
Serve per avere la certezza che quel bambino o quel ragazzo è proprio la persona cui è destinata la medicina che stiamo per somministrargli o il prelievo che stiamo per praticare. In altre parole, viene verificata la corrispondenza tra il servizio o il trattamento diagnostico-terapeutico e l'individuo cui sono destinati. L'identificazione è il punto di partenza per far sì che la prestazione diagnostica e la terapia giusta arrivi alla persona giusta, cioè alla persona che ne ha davvero bisogno!   

La procedura di identificazione serve in primo luogo al bambino e al ragazzo, perché è la garanzia che riceva la prestazione e il trattamento di cui davvero ha bisogno, ma serve anche agli operatori sanitari a garanzia di sicurezza nel loro operato.  

La procedura per la corretta identificazione della persona assistita si applica durante tutto il percorso di cura, e comunque sempre prima di iniziare qualsiasi procedura di diagnosi o di terapia:   

  • Quando si accede al Pronto Soccorso;
  • Quando si accede ai Servizi Ambulatoriali per una visita o per un esame;
  • Quando si viene ricoverati nelle Unità Operative (i cosiddetti "reparti");
  • Quando è necessario eseguire procedure in sala operatoria;
  • Quando si accede in regime di ricovero in day hospital e in day surgery.   

Inoltre, è indispensabile procedere con l'identificazione del bambino o del ragazzo, in alcuni momenti particolari:   

  • Prima di somministrare qualunque farmaco, dal cucchiaino di sciroppo all'iniezione e qualsiasi procedura diagnostica;
  • Prima di eseguire prelievi di sangue o di altri campioni biologici per gli esami di laboratorio;
  • Prima di eseguire qualunque esame diagnostico, dagli esami radiologici all'elettrocardiogramma;
  • Prima di eseguire qualsiasi procedura invasiva come il posizionamento di un presidio o una procedura odontoiatrica o intervento chirurgico;
  • Prima e dopo il trasferimento del paziente in altro reparto (Unità Operativa) o in un altro servizio.   

La corretta identificazione del paziente prevede alcuni passaggi chiave:   

  • Un accertamento verbale: il medico o l'infermiere chiede al bambino o al ragazzo, o in alternativa al genitore, di dirgli il suo nome, cognome e data di nascita;
  • La verifica di un braccialetto identificativo che riporta nome cognome e data di nascita.

L'accertamento verbale prevede che l'operatore chieda Nome, Cognome e data di nascita del paziente. Solo dopo che il bambino o il genitore o tutore ha confermato l'identità, l'operatore la confronta con quella indicata sul braccialetto e sulla documentazione relativa alla prestazione da effettuare (cartella clinica e richiesta di esame).


Il braccialetto identificativo viene posizionato e mantenuto anche quando i pazienti non sono coscienti, in queste condizioni, senza la presenza dei genitori, la verifica viene eseguita confrontando i dati presenti sul braccialetto con quelli sulla documentazione clinica.
L'identificazione deve essere eseguita dallo stesso operatore immediatamente prima di iniziare qualunque procedura diagnostica e qualunque trattamento. Il controllo di identità deve essere messo in atto anche quando il paziente è conosciuto dall'operatore che esegue la prestazione.   

Si tratta di un braccialetto lavabile e disinfettabile che viene applicato al polso di tutti i bambini e ragazzi, nessuno escluso, quando vengono ricoverati in ospedale. Viene fissato al polso e per toglierlo si deve tagliarlo. Sul braccialetto c'è scritto: nome, cognome e data di nascita di chi lo tiene al polso.
Si tratta di un braccialetto bianco. In caso di allergie, viene applicato un braccialetto di colore rosso.  

Ci sono situazioni particolari, perché molto delicate, nelle quali la procedura di corretta identificazione viene eseguita da due operatori sanitari insieme. Avviene così, ad esempio, per le trasfusioni: prima dell'infusione di sangue o emoderivati l'identificazione del paziente viene confermata da due operatori. L'obiettivo, ovviamente, è garantire la massima sicurezza ai bambini e ai ragazzi.

 

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  • A cura di: Nicoletta Russo*, Sabrina Egman**
    *Audit Sicurezza e Igiene Alimentare 
    ** Rischio Clinico, Innovazione e Integrazione Servizi Assistenziali
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Ultimo Aggiornamento: 15 aprile 2021


 
 

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