Ileo da meconio

Nella maggior parte dei casi è la prima manifestazione della fibrosi cistica. Comporta un blocco intestinale: il neonato non riesce ad evacuare le prime feci 

Le prime feci emesse dal neonato si chiamano meconio. Queste feci sono molto scure, piuttosto spesse e collose. L'ileo da meconio o ileo meconiale è un'occlusione intestinale che si verifica quando il meconio è estremamente spesso e colloso, tanto che il neonato non riesce a evacuarlo. Il meconio provoca così un'ostruzione della parte finale del piccolo intestino, chiamato ileo. Nell'80-90% dei casi, l'ileo meconiale è la prima manifestazione di una malattia, la fibrosi cistica. Nel restante 10-20% dei casi è causato da altre situazioni, come per esempio la prematurità.

Il neonato emette normalmente il meconio nelle prime 24 ore di vita. Così non accade nei neonati con ileo da meconio che non emettono il meconio ma cominciano a presentare sintomi di blocco intestinale come vomito biliare (verde scuro) e addome gonfio. 

Nella maggior parte dei casi la diagnosi di ileo meconiale avviene dopo la nascita, anche se in alcuni casi può essere sospettato in epoca prenatale, con il riscontro di un intestino "iperecogeno" (ossia particolarmente lucente) all'ecografia in utero. Per confermare la diagnosi viene fatta una radiografia dell'addome e un clisma opaco (esame radiologico eseguito mediante l'instillazione di mezzo di contrasto dal retto) che confermano la distensione delle anse intestinali e mostrano la presenza del meconio bloccato nel colon (grosso intestino) e nell'ultima parte dell'ileo.

Una volta confermata la diagnosi di ileo da meconio, è necessario diagnosticare un'eventuale fibrosi cistica. Sono pertanto proposti esami diagnostici specifici, come il test del sudore e il test genetico per la fibrosi cistica. Le malattie che provocano sintomi simili a quelli dell'ileo da meconio sono il megacolon congenito agangliare o malattia di Hirschsprung, l'ipotiroidismo congenito, l'atresia intestinale, e l'ileo paralitico del neonato pretermine. 

Nel sospetto di ileo da meconio, si evita di far mangiare o bere il neonato, che viene nutrito per via venosa, eventualmente utilizzando un catetere venoso (tubicino inserito in una vena). Viene messo un sondino naso-gastrico per svuotare lo stomaco e per prevenire eventuali episodi di vomito. Il trattamento successivo dipende dalla forma di ileo da meconio da cui il paziente è affetto.

Nella forma semplice, ossia non associato ad altre complicanze come l'atresia intestinale o la perforazione intestinale, può essere iniziato un trattamento con clisteri evacuativi che hanno lo scopo di fluidificare il meconio denso e colloso e, conseguentemente, di sbloccare l'intestino. Se questo trattamento non si rivela efficace, è necessario procedere a un intervento chirurgico con lo scopo di liberare l'intestino dal meconio denso e colloso e di favorire la ripresa della normale funzione intestinale.

Nella maggior parte dei casi si procede all'apertura dell'intestino e alla sua evacuazione durante l'intervento. In alcuni pazienti, potrebbe rendersi necessario procedere ad una apertura artificiale temporanea dell'intestino all'esterno (stomia), allo scopo di facilitare le evacuazioni. L'ileostomia viene richiusa dopo poche settimane, una volta accertata la ripresa di un normale transito intestinale fino all'ano.

I neonati con un ileo da meconio complicato (associato a un'atresia intestinale o una perforazione intestinale) necessitano di un trattamento chirurgico urgente, abitualmente rappresentato da una ileostomia temporanea, associato o meno con l'eventuale asportazione di un tratto di intestino, se danneggiato. L'ileostomia viene richiusa, una volta accertata la ripresa di un normale transito intestinale fino all'ano.

Nei primi giorni dopo l'intervento, il bambino potrebbe venir ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale, con un sondino nasogastrico per far defluire le secrezioni che si raccolgono nello stomaco, e un catetere venoso centrale attraverso il quale riceve il nutrimento necessario alla crescita; la nutrizione parenterale viene poi sospesa non appena l'intestino riprende la sua normale attività. Potrebbe avere anche una medicazione sull'addome e avere una ileostomia attraverso la quale evacuare.

Durante il periodo post-operatorio vengono somministrati farmaci antidolorifici e antibiotici. Una volta superata la necessità di assistenza intensiva, il bambino viene trasferito nel reparto di Chirurgia Neonatale dove prosegue le cure e dove i genitori imparano a gestire l'ileostomia, se presente. Non appena il bambino può finalmente mangiare, viene preferibilmente allattato al seno materno. Il latte materno è il nutrimento migliore anche per promuovere i normali movimenti dell'intestino e il benessere del bambino.

Quando l'ileo da meconio è associato alla fibrosi cistica, vengono anche somministrati gli enzimi pancreatici, che sono carenti nei pazienti con fibrosi cistica, ma che sono necessari per una corretta digestione.
Le principali complicanze del decorso post-operatorio sono rappresentate dal ritardo nella ripresa della normale attività intestinale e dalle infezioni sulle quali si interviene con una terapia antibiotica.

Il reparto è aperto ai genitori 24 ore su 24, fatti salvi alcuni momenti particolari. La loro presenza è fondamentale: esiste infatti tra genitori e figlio un bisogno reciproco di vicinanza e di relazione. Il medico e l'infermiera si occupano principalmente dell'assistenza clinica; i genitori garantiscono l'amore, l'attenzione, il contatto.

Il personale medico-infermieristico, insieme con la psicologa, sono a disposizione per assistere i genitori in questo delicato percorso, dalla nascita ai primi anni di vita. Potrebbero essere necessarie alcune settimane prima che il bambino possa arrivare ad alimentarsi per bocca. La ripresa può apparire lenta, ma il bambino ha i suoi ritmi e dobbiamo imparare a riconoscerli e a seguirli. Una volta raggiunta l'autonomia, il bambino nelle sue funzioni vitali e i genitori nel prendersi cura di lui, sarà il momento di tornare a casa.

Il bambino viene seguito con controlli periodici, inizialmente più ravvicinati, che si svolgono in ambulatori dedicati di chirurgia neonatale e in Day-Hospital multidisciplinari. Questo permette di valutare regolarmente la crescita e la qualità di vita del bambino e ai genitori di mantenere un contatto diretto con l'équipe medico-psicologa.
Nell'ileo da meconio associato a fibrosi cistica, il paziente viene indirizzato a un Day-Hospital multidisciplinare congiunto dove sarà seguito per tutti gli aspetti relativi alla fibrosi cistica.


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  • A cura di: Francesco Morini
    Unità Operativa di Chirurgia Neonatale
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 18 gennaio 2021


 
 

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