Linfadenite

Ingrossamento dei linfonodi che si verifica frequentemente nel bambino. È causato il più delle volte da infezioni batteriche o virali che si risolvono spontaneamente o con cure appropriate 

I linfonodi sono piccoli organi tondeggianti che insieme al sistema immunitario . Le stazioni linfonodali sono l'insieme di più linfonodi vicini situazioni lungo i vasi linfatici che filtrano la linfa. All'interno dei linfociti sono presenti numerose cellule del sistema immunitario tra cui i linfociti ei globuli bianchi, fondamentali nella difesa dalle infezioni.
A volte i linfonodi possono infiammarsi e ingrossarsi a causa di un'infezione da batteri, virus, protozoi o funghi. I linfonodi che si ingrossano danno luogo a quella che in genere viene definita linfadenite o linfoadenopatia.

Le linfadeniti vengono definite reattive quando sono determinate da un' infezione , che può essere dovuto a batteri, virus, protozoi o funghi. In genere, l'infezione di qualunque parte del corpo si propaga ai linfonodi più vicini.
Ad esempio le provocazioni dell'orecchio e del nasono una linfadenite al lato del collo ( laterocervicale ). Altre infezioni si diffondono a tutto l'organismo e provocano una linfadenite generalizzata.
È quello che può succedere in corso di mononucleosi o di infezione da citomegalovirus . Se non trattata adeguatamente una linfadenite rischia di degenerare nella formazione di ascessi, cellulite, fistole o sepsi.

In base alla sede, le linfadeniti si distinguono in:

  • Localizzate (da un solo lato o da entrambi i lati): coinvolgono una singola stazione linfonodale o stazioni vicine (contigue);
  • Generalizzate: coinvolgono due o più stazioni linfonodali non contigue.

In base ai sintomi, le linfoadeniti si distinguono in:

  • Acute: quando sono comparse da meno di 2 settimane;
  • Subacute: quando sono comparse da più di 2 settimane, ma da meno di 6 settimane;
  • Croniche: quando persistono oltre le 6 settimane.

Sulla base del meccanismo che ha causato la linfadenite, si distinguono in:

  • Linfadeniti reattive quando si tratta di linfonodi che si sono ingrossati per via dell'infiammazione di zone vicine;
  • Linfadeniti di natura da determinare qualora l'ingrossamento di uno o più linfonodi non sia di origine reattiva.

Le linfadeniti nella forma acuta si presentano con una tumefazione nella zona interessata dal processo infiammatorio, che presenta i segni dell'infiammazione: arrossamento, calore, tumefazione e dolore (esacerbato dalla palpazione).
In età pediatrica le sedi interessate più frequentemente sono i linfonodi posti ai lati del collo (laterocervicali) e quelli posti sotto l'angolo della mandibola (sottoangolo-mandibolari) coinvolti nei processi infettivi a carico delle alte vie respiratorie.

Seguono il coinvolgimento dei linfonodi del cavo ascellare e dell'inguine, coinvolti dall'infiammazione degli arti superiori e inferiori e causata in genere da un'infezione. Solitamente, trattando la causa dell'infiammazione si risolve anche l'ingrossamento dei linfonodi.
L'assenza dei segni dell'infiammazione (arrossamento, calore, tumefazione e dolore), in presenza di un ingrossamento linfonodale, può essere causata da diversi processi morbosi, anche neoplastici.

Le dimensioni del linfonodo possono aiutare nella scelta degli accertamenti da eseguire:

  • Linfonodi con diametro inferiore a 1 cm solitamente non necessitano di controlli;
  • Linfonodi con diametro compreso tra 1 e 2 cm sono meritevoli di sorveglianza;
  • Linfonodi con diametro maggiore di 3 cm sono sempre da indagare.

Il primo passo per fare la diagnosi è la valutazione medica pediatrica. Il pediatra dovrà raccogliere informazioni sulla storia della linfadenite e visitare accuratamente il bambino. Su questa base potrà decidere se e quali accertamenti sono opportuni.

Gli esami di primo livello sono emocromo, PCR, funzionalità epatica e le indagini sierologiche, cioè la ricerca degli anticorpi specifici contro le infezioni che possono aver causato la linfadenite. In base alle caratteristiche della tumefazione, può venir consigliato il test cutaneo alla tubercolina.

La diagnostica strumentale ecografica è un esame non invasivo di semplice esecuzione, molto utile per darci informazioni sulle caratteristiche del linfonodo (forma, struttura, vascolarizzazione).
Eventuali accertamenti di II livello sono indicati dallo specialista ed è per lo più consigliabile eseguirli in strutture ospedaliere. Possono comprendere una biopsia del linfonodo ingrossato: un campione di tessuto viene asportato dal linfonodo ed esaminato al microscopio.

Il trattamento dipende dal microorganismo responsabile dell'infezione. Per un'infezione batterica, viene somministrato generalmente un antibiotico per via orale o endovenosa in base alla gravità della linfadenite.
A volte sonoti impacchi caldi e bagnati : possono affettare il dolore consigliabile e facilita il processo di guarigione. Spesso, una volta trattata l'infezione, i linfonodi diminuiscono di volume e il dolore si attenua.
Nelle forme che hanno provocato un ascesso potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.

 

Iscriviti alla newsletter  per ricevere i consigli degli specialisti del Bambino Gesù.


  • A cura di: Annalisa Grandin
    Unità Operativa di Pediatria Generale
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 27 luglio 2021


 
 

COME POSSIAMO AIUTARTI?

 

CENTRALINO

  (+39) 06 6859 1

PRENOTAZIONI (CUP)

 (+39) 06 6818 1
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
Sabato, 8.00 - 12.45

PRENOTAZIONI ONLINE


URP

Informazioni, segnalazioni e reclami  (+39) 06 6859 4888
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
  urp@opbg.net


UFFICIO STAMPA

 (+39) 06 6859 2612   ufficiostampa@opbg.net

REDAZIONE ONLINE

  redazione@opbg.net

DONAZIONI

  (+39) 06 6859 2946   info.fond@opbg.net

LAVORA CON NOI

  risorseumane@opbg.net