Listeria monocytogenes: attenzione all'alimentazione in gravidanza

La listeriosi è un'infezione batterica che in gravidanza può avere conseguenze molto gravi per il feto e il neonato  

La Listeriosi è una malattia piuttosto rara causata da cibi contaminati e può essere prevenuta efficacemente con precauzioni semplici nella scelta e nella preparazione dell’alimentazione. È causata dalla Listeria monocytogenes, un batterio scoperto per la prima volta in Australia nel 1924 e molto diffuso nell’ambiente: il suolo, il foraggio, i vegetali, l’acqua e il fango sono i suoi principali serbatoi.

Questo batterio possiede dei lunghi flagelli che la rendono molto mobile. Il germe è presente anche nell’intestino di molte specie animali e dell’uomo, può contaminare tutti gli alimenti crudi e riesce a crescere perfino nei cibi refrigerati. 
L’infezione viene contratta con l’ingestione di alimenti contaminati dal batterio, che grazie alla sua mobilità, passa attraverso l’intestino.

È quindi importante cuocere per bene gli alimenti, soprattutto le carni, perché questo germe viene rapidamente distrutto dal calore. Gli alimenti pronti al consumo sono quelli che presentano i rischi maggiori, in quanto consumati senza ulteriori trattamenti (cottura, riscaldamento) e conservati a temperatura di refrigerazione che comunque non impedisce al batterio di sopravvivere e moltiplicarsi. È indispensabile inoltre lavare e sciacquare accuratamente i vegetali crudi e la frutta prima di mangiarli.

La Listeriosi si manifesta piuttosto raramente nella popolazione generale (1-2 casi per milione di abitanti), ma la malattia è importante per l’alta mortalità (20-30%) e di ospedalizzazione (superiore al 90%) in alcune categorie di pazienti. Nei neonati, nelle persone di oltre sessant'anni e nelle donne in gravidanza, la malattia assume un decorso grave, dovuto a una minore efficienza del sistema immunitario.

Questo nel neonato non è completamente maturo, mentre negli anziani manifesta segni di invecchiamento. Anche durante la gravidanza il sistema immunitario è normalmente depresso, per permettere che la presenza di un “organismo estraneo”, il feto, venga ben “tollerato” dal corpo della mamma senza essere “rigettato”.

Questo espone  la mamma a una maggiore facilità di contrarre infezioni, per cui è necessaria una maggiore prudenza rispetto ad altri momenti della vita. Alcune ricerche dimostrano infatti che il rischio di contrarre la Listeriosi in gravidanza è addirittura 20 volte superiore a quello della popolazione generale. 

Quando colpisce una donna in gravidanza la Listeria provoca dei sintomi lievi: febbricola, tremori, dolori muscolari e lombari, lieve diarrea, sintomi simili all'influenza e ai quali a volte non si fa neanche caso. Tuttavia, il germe arriva rapidamente alla placenta e provoca una infiammazione (placentite), e può passare al feto determinando una infezione generalizzata, con conseguenze gravi, come l’aborto spontaneo - se l’infezione è contratta nel primo trimestre di gravidanza - la nascita prematura o una infezione pericolosa per la vita del neonato, se contratta nei trimestri successivi. Anche il momento della nascita del bambino è rischioso, perché l’infezione può essere contratta anche attraverso il canale del parto. 

La diagnosi si fa con un prelievo di sangue o di liquido amniotico, che posti in terreni di coltura particolari, danno luogo allo sviluppo della Listeria monocytogenes. 
Nel sospetto di infezione è opportuno rivolgersi subito al proprio ginecologo, tenendo in mente che il tempo di incubazione della malattia può variare dalle 72 ore delle forme gastroenteriche ai 20-70 giorni delle forme con altra localizzazione. Quindi bisognerà risalire almeno a circa tre settimane prima dell’inizio dei sintomi nel ricordare eventuali alimenti ingeriti, contatto con animali o attività di giardinaggio.

La Listeria è molto sensibile all’Ampicillina, un antibiotico che  nella maggior parte dei casi  uccide il germe, e che non è dannoso per il feto o il neonato e può essere assunto in tranquillità durante l’intera gravidanza. Altri farmaci da combinare con l’Ampicillina devono essere considerati solo se il ginecologo lo ritiene necessario e la situazione è molto seria.  

La prevenzione si basa sull’igiene alimentare durante la gestazione: 

  • Evitare di assumere carne cruda, pesce crudo o affumicato, latte non pastorizzato, formaggi a pasta morbida come la Feta, il Brie, il Camembert ed il Gorgonzola. Meglio assumere  Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gruyère, Emmentaler e Mozzarella;
  • Evitare cibi non controllati nella preparazione o nella conservazione (cibi pre-confezionati o pre-cotti), o conservati a lungo, in frigorifero o in freezer, verdure non lavate più volte e frutta con la buccia non lavata;
  • Evitare di lasciare gli alimenti a temperatura ambiente per più di una – due ore se la temperatura è elevata, ad esempio in estate;
  • Evitare di assumere salse fresche a base di carne o paté acquistati nei supermercati;
  • Ricordare di indossare guanti per praticare giardinaggio e di lavarsi bene le mani dopo aver finito o dopo aver lavato verdure piene di terra;

Inoltre dato che la Listeria può svilupparsi anche nel frigorifero è prudente:

  • Controllare che il frigorifero sia sempre almeno a 4°C  ed il freezer a – 17°C;
  • Pulire bene le pareti e i ripiani con acqua calda e sapone liquido risciacquando bene se sono stati conservati cibi come carni macinate che hanno provocato scolo siero-ematico, pollame crudo, hot dog e cibi pre-confezionati. 

È prudente che i neonati di donne con infezione da Listeria monocytogenes in gravidanza siano esaminati al momento della nascita e se non ci sono sintomi di infezione acuta che   vengano seguiti dopo la dimissione dall’Ospedale presso ambulatori specializzati. 

Presso l’Ospedale Bambino Gesù è attivo un Servizio per le mamme in attesa e per i neonati di mamme seguite e curate durante la gravidanza per una infezione. Le visite sono svolte da uno o più specialisti: ostetrico per la mamma, neonatologo, infettivologo e psicologo - che intervengono in relazione alle problematiche della mamma e del bambino in grembo o del neonato dopo la nascita.

I recapiti sono i seguenti:

Telefono della segreteria: +390668592523

Fax:+390668593916

Mail: marica.lagana@opbg.net medicinafetale@opbg.net

Se il problema riguarda solo il neonato basterà prendere un appuntamento presso il CUP dell’Ospedale Bambino Gesù, telefono 0668181 chiedendo una visita presso l’ambulatorio di Neonatologia del Martedì pomeriggio, dedicato alle infezioni del neonato. La richiesta di visita potrà essere fatta dal medico di famiglia sul ricettario del Sistema Sanitario Nazionale come Visita Neonatologica. Il neonato verrà valutato dal Neonatologo e se necessario inserito in un percorso successivo multi-specialistico di controlli in regime di Day Hospital, cioè di ricovero diurno dalle 8 alle 15 circa, fino all’anno di vita, mostrando semplicemente la tessera Sanitaria e senza necessità di richieste del Pediatra.


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  • A cura di: Cinzia Auriti
    Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 07 settembre 2021


 
 

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