Malattia del sonno o tripanosomiasi africana

Parassitosi causata da un protozoo del genere Trypanosoma e trasmessa all'uomo attraverso il morso della mosca tse-tse diffusa nell'Africa sub-sahariana 

La malattia del sonno, detta anche tripanosomiasi, è una parassitosi che può essere causata da due diverse specie di Trypanosoma, rispettivamente Trypanosoma brucei gambiense e Trypanosoma brucei rodhiense, che infettano l'uomo grazie a una mosca vettore, la mosca tse-tse (genere Glossina). La malattia è presente solo nell'Africa sub-equatoriale ed è maggiormente diffusa nelle comunità rurali. 

Trypanosoma brucei gambiense è presente in 24 paesi dell'Africa Occidentale ed è responsabile della malattia del sonno africana del Gambia (tripanosomiasi cronica). Trypanosoma brucei rhodiense, presente in 13 paesi dell'Africa orientale e meridionale, è responsabile della tripanosomiasi africana orientale (malattia del sonno subacuta, che presenta un decorso violento e breve). I parassiti che causano la malattia del sonno, in particolare il Trypanosoma brucei rodhiense, possono infettare anche bovini e animali selvatici.

In seguito alla puntura della mosca infetta, i parassiti entrano nel circolo sanguigno dell'ospite e iniziano a moltiplicarsi. Sebbene l'organismo produca anticorpi specifici contro i parassiti, una parte di questi riesce a sopravvivere e continua a riprodursi. In seguito all'invasione del sistema linfatico, i tripanosomi riescono a raggiungere molti distretti dell'organismo, tra cui il cuore e il sistema nervoso centrale. Quando una mosca punge un individuo infetto il parassita passa nella mosca attraverso il pasto di sangue e il ciclo ricomincia. In rari casi, la malattia del sonno può anche essere diffusa

  • Attraverso una trasfusione di sangue o un trapianto di organi da un donatore infetto;
  • Da una madre infetta al suo bambino durante la gravidanza o il parto.

Nella prima fase, i tripanosomi si moltiplicano nei tessuti sottocutanei, nel sangue e nella linfa. Questo è anche chiamato stadio emolinfatico, che comporta attacchi di febbre, mal di testa, ingrossamento dei linfonodi, dolori articolari e prurito. Nella zona in cui è avvenuta la puntura della mosca si presenta un rigonfiamento (papula) che si trasforma in un nodulo rosso scuro e dolente (sifiloma tripanosomico), più diffuso nelle infezioni da Trypanosoma rodhiense che in quelle dovute a Trypanosoma gambiense.

Successivamente si possono presentare febbre intermittente, mal di testa, brividi e dolori ai muscoli e alle articolazioni. Questi sintomi possono comparire nell'arco di settimane (Trypanosoma rhodiense) o di mesi (Trypanosoma gambiense). È possibile anche che si verifichi gonfiore e indolenzimento dei linfonodi cervicali posteriori. Nella seconda fase i parassiti attraversano la barriera emato-encefalica per infettare il sistema nervoso centrale. Questo è noto come stadio neurologico o meningo-encefalico. In generale è in questo stadio che compaiono i sintomi più evidenti della malattia: cambiamenti di comportamento, confusione, disturbi sensoriali e scarsa coordinazione. Il disturbo del ciclo del sonno, che dà il nome alla malattia, è una caratteristica importante. 

La diagnosi di tripanosomiasi si fa osservando al microscopio la presenza del parassita nel sangue dell'individuo infetto (striscio di sangue su vetrino) nel caso di Trypanosoma rhodiense, mentre l'agoaspirato linfonodale è più indicato per individuare Trypanosoma gambiense

Il tipo di trattamento dipende dalla forma della malattia e dallo stadio della malattia. I farmaci utilizzati nella prima fase sono più sicuri e più facili da somministrare rispetto a quelli per la seconda fase. Inoltre, quanto prima viene identificata la malattia, tanto migliore è la prospettiva di cura. In totale vengono utilizzati sei farmaci per il trattamento della malattia del sonno.
Nella prima fase della malattia si usano:

  • Pentamidina per il Trypanosoma gambiense;
  • Suramin per il Trypanosoma rhodiense

Nella seconda fase si usano:

  • Melarsoprol raccomandato come trattamento di prima linea per la forma rhodesiense, ma usato raramente nella forma gambiense;
  • Eflornitina efficace solo contro Trypanosoma brucei gambiense. Viene generalmente utilizzato in combinazione con Nifurtimox (come parte della terapia di combinazione Nifurtimox-eflornitina, NECT), ma può essere utilizzato anche da solo;
  • Nifurtimox.

Nel trattamento di entrambe le fasi della tripanosomiasi africana umana gambiense, recentemente, è stato introdotto il Fexinidazolo

Nel caso si decidesse di visitare una zona in cui la malattia è endemica è importante proteggersi dalle mosche tse-tse, indossando abiti a maniche lunghe e pantaloni che coprono le caviglie. È consigliato utilizzare repellenti per insetti, anche se hanno efficacia limitata contro le mosche tse-tse. 

Se non trattata, l'infezione da Trypanosoma rhodiense è solitamente fatale entro settimane o mesi mentre l'infezione da Trypanosoma gambiense è generalmente fatale entro diversi anni sebbene siano stati segnalati casi di portatori sani.

 

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  • A cura di: Caterina Rizzo
    Area Funzionale di Percorsi Clinici ed Epidemiologia
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Ultimo Aggiornamento: 26 marzo 2021


 
 

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