Mare: meduse e altri incontri pericolosi

Tutto quello che dobbiamo sapere per proteggere i nostri bimbi dagli animali con i tentacoli urticanti 

Sembrano dei polipi rovesciati. Hanno un aspetto gelatinoso, colori scintillanti, filamenti fluorescenti. È un piacere osservare l'agilità delle contrazioni che le fa muovere per propulsione.

Eppure, a dispetto del loro aspetto elegante e sinuoso, le meduse possono rappresentare un fastidioso pericolo per i nostri bimbi.

Ecco qualche consiglio su cosa fare in caso di contatto con questi affascinanti animali marini, composti per lo più di acqua e capaci di irritare la nostra pelle.

No, la medusa non punge propriamente e ne morde però i suoi tentacoli sono muniti di vescicole chiamate nematocisti che a contatto con la cute della vittima emette un uncino che trasferisce il veleno nei tessuti, che causa dolore, gonfiore e arrossamento, in rari casi e in paziente ipersensibili è possibile avere sintomi più gravi.

Al primo contatto tra la pelle e la medusa, il bambino percepisce un forte bruciore e dolore. Subito dopo la cute si irrita, diventa iperemica e nel punto di contatto con il tentacolo si disegnano delle vescicole lineari rilevate.

Se non trattata la sensazione di bruciore e dolore comincia ad attenuarsi dopo 60 – 90 minuti. Se viene colpita un'area più estesa della superficie corporea la sintomatologia può risultare più intensa e richiede un intervento in una struttura sanitaria.

La prima cosa da fare è parlare con il bambino e tranquillizzarlo, evitando di toccare con le mani la zona colpita per evitare che altre nematocisti possano rompersi provocando un peggioramento dei sintomi. Se si è vicini alla riva, farlo uscire dall'acqua.

Se ci si trova al largo, sorreggere il bambino e richiamare l'attenzione per farsi aiutare, specie se anche l'accompagnatore è venuto a contatto con la medusa. Usciti dall’acqua, verificare che non vi siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e, nel caso, eliminarle raschiando delicatamente con una carta plastificata (tipo carta di credito).

Successivamente applicare sulla cute acqua calda (la temperatura più alta tollerabile dal bambino) per almeno 20-30 minuti oppure abbondante acido acetico al 5% (aceto da cucina).

La medicazione corretta consiste nell'applicazione di gel astringente al solfato di alluminio al 20% o al cloruro di alluminio al 5% facilmente reperibile in farmacia. Il Gel astringente ha un'immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine.

Purtroppo non è ancora diffusa in Italia l'abitudine di portare con sé questo gel, che è utile anche per le punture di insetti. In mancanza di questa pomata, si può usare una crema al cortisone anche se ha un effetto più ritardato: entra in azione dopo 20-30 minuti dall'applicazione, cioè quando la reazione dovrebbe aver già superato il suo picco.

Evitare di grattarsi sulla parte colpita. Non sono indicate medicazioni estemporanee con acqua dolce, ammoniaca, alcool o succo di limone.

Se immediatamente dopo il contatto, la reazione cutanea si diffonde e compaiono difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione e disorientamento, chiamare il 118 e spiegare di cosa si tratta: si riceveranno le istruzioni sul da farsi in attesa che arrivi il personale di Pronto Soccorso.

L'area di cute colpita dalle meduse è sensibile al sole, può assumere una colorazione brunastra lasciando una cicatrice, è quindi controindicato esporla alla luce solare, per questo può essere utile applicare una crema ad alta protezione fino a quando la reazione infiammatoria non si risolve.   

Nel periodo estivo aumenta la possibilità di avere contatti sgradevoli con alcuni organismi marini che possono indurre sintomi molto fastidiosi. 

La tracina è un piccolo pesce che vive sui fondali sabbiosi, mentre lo scorfano predilige zone più dure e rocciose. 

L’esposizione cutanea alle spine di questi pesci provoca un dolore acuto e intenso associato a gonfiore più o meno diffuso, di solito agli arti, indotto da tossine termolabili, cioè, sensibili al calore.

Il dolore che si estingue in 24 ore, ma in alcuni casi può perdurare anche giorni, gonfiore, arrossamento, calore locale e formicolio o intorpidimento. È possibile avere anche in questi casi, per fortuna poco frequenti, delle reazioni più gravi con sintomi che richiedono l’ospedalizzazione.

La terapia è la stessa suggerita per le meduse, con applicazione di acqua calda per disattivare le tossine termolabili.

Il bimbo può immergere il piede o la mano nell’acqua calda per il tempo necessario a far diminuire il dolore. In alternativa si possono fare degli impacchi con aceto o applicare sabbia calda.

Nella fase successiva disinfettare la zona e rimuovere l’eventuale frammento di spina con una pinzetta pulita.

 

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  • A cura di: Sebastian Cristaldi
    Unità Operativa di Pediatria dell'Emergenza
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 10  Settembre 2025 


 
 

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