Megauretere ostruttivo primitivo (MUC): il trattamento endoscopico mininvasivo

La gestione è generalmente attendistica perché nella maggioranza dei casi si risolve in modo spontaneo 

Gli ureteri sono i sottili condotti che trasportano l'urina dai reni alla vescica. Non sono dei semplici tubicini perché nella loro parete sono presenti muscoli che si contraggono al passaggio dell'urina e che ne favoriscono il deflusso verso la vescica (peristalsi). Per megauretere si intende una dilatazione di uno o entrambi gli ureteri. Nei bambini questa condizione è congenita. Si distinguono quattro tipi di megauretere: ostruttivo, refluente, non ostruttivo e non refluente, ostruttivo e refluente.

Il megauretere ostruttivo primitivo è definito come un'ostruzione congenita della porzione terminale dell'uretere. La causa è da ricondurre, in alcuni casi, ad un'ostruzione funzionale, dovuta al fatto che un segmento dell'uretere è privo di muscoli e non può quindi accompagnare e favorire il deflusso dell'urina verso la vescica (segmento aperistaltico). In altri casi l'ostruzione è dovuta a un restringimento anatomico (stenosi) dell'uretere  in prossimità della vescica.

Spesso il megauretere viene diagnosticato con l'ecografia prima della nascita. In seguito può rimanere a lungo silente senza dare alcun sintomo oppure può causare infezioni urinarie. Nel lungo periodo, se non trattato, può comunque portare ad un danno renale e può causare un'insufficienza renale cronica.

Il megauretere ostruttivo primitivo, nella maggioranza dei casi, ha un'alta percentuale di risoluzione spontanea, per cui solitamente la gestione è attendistica.
La chirurgia è riservata ai casi in cui il megauretere ostruttivo primitivo è associato ad un progressivo incremento della dilatazione ureterale, a sintomi o a una perdita progressiva della funzionalità renale.
Solitamente l'intervento chirurgico più utilizzato nel trattamento del megauretere è la resezione – asportazione - della porzione dell'uretere situata in prossimità della vescica e il suo reimpianto in vescica, con o senza rimodellamento ureterale a seconda del diametro dell'uretere stesso.

Nel primo anno di vita, però, il reimpianto di un grosso uretere in una piccola vescica può essere tecnicamente difficile e potenzialmente pericoloso per il normale sviluppo funzionale dell'apparato urinario. Pertanto, per il trattamento nel primo anno di vita del megauretere ostruttivo primitivo, è stata proposta una derivazione ureterale temporanea, esterna o interna. Con tecnica chirurgica classica a cielo aperto oppure mediante endoscopia, si può inserire all'interno dell'uretere uno stent, vale a dire un sottile tubicino che trasporta l'urina dal rene alla vescica. In alternativa si può portare chirurgicamente l'uretere alla superficie cutanea dell'addome in modo che l'urina fluisca direttamente nel pannolino. Più tardi, verso la fine del secondo anno di vita, si procederà al reimpianto dell'uretere nella vescica.

Negli ultimi anni, a queste tecniche chirurgiche, si è aggiunto un approccio mininvasivo, che consiste nella dilatazione endoscopica ad alta pressione della porzione dell'uretere più prossima all'imbocco nella vescica.
Questo trattamento si effettua mediante un catetere la cui porzione terminale è formata da un palloncino che viene gonfiato ad alta pressione (circa 12 atmosfere - Fig. 1), ottenendo in tal modo la dilatazione del tratto ristretto dell'uretere.

Megauretere ostruttivo primitivo (MUC): il trattamento endoscopico mininvasivo

Figura 1 - Catetere a palloncino per la dilatazione ad alta pressione della stenosi ureterale.

Tutta la procedura viene eseguita sotto controllo radiologico per verificare il corretto funzionamento del catetere e soprattutto la risoluzione della stenosi alla fine della dilatazione (Fig. 2). Se al termine di questa procedura la stenosi non si è risolta, nello stesso momento può essere introdotto un secondo catetere, cutting balloon, che permette di risolvere le stenosi più tenaci dell'uretere.

Megauretere ostruttivo primitivo (MUC): il trattamento endoscopico mininvasivo

Figura 2 - Stenosi ureterale (indicata dalle frecce) durante la procedura di dilatazione ad alta pressione.

Il trattamento viene eseguito mediante una cistoscopia che non comporta alcuna cicatrice chirurgica (il passaggio del cistoscopio avviene per via naturale), richiede un'anestesia generale blanda, della durata di pochi minuti e il bambino può tornare a casa il giorno successivo al trattamento.
In definitiva, questa procedura endoscopica ha il vantaggio di essere mininvasiva e, nella maggior parte dei casi, risolutiva.


Iscriviti alla newsletter per ricevere i consigli degli specialisti del Bambino Gesù.


  • A cura di: Ermelinda Mele, Nicola Capozza
    Unità Operativa di Chirurgia Urologica
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 25 aprile 2021


 
 

COME POSSIAMO AIUTARTI?

 

CENTRALINO

  (+39) 06 6859 1

PRENOTAZIONI (CUP)

 (+39) 06 6818 1
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
Sabato, 8.00 - 12.45

PRENOTAZIONI ONLINE


URP

Informazioni, segnalazioni e reclami  (+39) 06 6859 4888
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
  urp@opbg.net


UFFICIO STAMPA

 (+39) 06 6859 2612   ufficiostampa@opbg.net

REDAZIONE ONLINE

  redazione@opbg.net

DONAZIONI

  (+39) 06 6859 2946   info.fond@opbg.net

LAVORA CON NOI

  risorseumane@opbg.net