Mio figlio cammina sulle punte

Atteggiamento normale fino ai 2-3 anni. Se continua, meglio un controllo pediatrico per escludere i rarissimi casi che meritano un approfondimento 

Il cammino sulle punte è un modo con cui il bambino cammina tenendo alti i talloni e poggiandosi sulle punte dei piedi. È un atteggiamento che può essere normalmente osservato nei bambini, soprattutto al di sotto dei due-tre anni di vita.
Camminare sulle punte è una modalità di cammino normale, anche se non comune e viene usata dal bambino per muoversi più facilmente, facendo meno fatica.

Il bambino, spostando il peso del proprio corpo in avanti acquista infatti velocità (un po' come se si desse una piccola spinta da solo) e ha meno necessità di piegare e sollevare le gambe. Inoltre, il cammino sulle punte rende il bambino più stabile e gli permette di mantenere meglio l'equilibrio.
Il cammino sulle punte è più frequente nei maschietti che nelle bambine.

Quando il bambino cammina sulle punte assume una posizione particolare, che somiglia un po' a quella di un'anatra: 

  • Sta sulle punte dei piedi;
  • Mantiene il sederino all'indietro;
  • Accentua la curva della schiena sopra il sederino;
  • Tiene le gambe un po' allargate.

Se il bambino rimane in punta di piedi anche quando è fermo, soprattutto dopo i due-tre anni di vita, sarà utile una valutazione da parte del pediatra. Al contrario, se il bambino cammina o corre a piedi nudi stando sulle punte e poggia il tallone a terra quando è fermo, vuol dire che è tutto nella norma.

La cosa più utile che possa fare un genitore è continuare a osservare nel tempo come il proprio bambino cammina durante le attività di tutti i giorni, per esempio durante il gioco.
Osservare con particolare attenzione il bambino nelle situazioni in cui tende ad abbassare maggiormente i talloni per ottenere una maggiore superficie d'appoggio. Ad esempio quando:

  • Cammina sulla sabbia;
  • Salta sui gonfiabili;
  • Cammina sul pavimento ricoperto di cuscini o materassini del mare poco gonfi;
  • Cammina su percorsi in salita e discesa.

Se ci si accorge che il bambino continua a camminare sulle punte anche in queste situazioni e che continua a farlo dopo i due-tre anni di vita, è importante rivolgersi al pediatra di famiglia.
Utilizzare le ciabatte della mamma per camminare, sotto l'attenta supervisione di un adulto, è un ottimo modo per spingere il bambino a mantenere il tallone poggiato a terra.
Un altro esercizio utile e divertente consiste nel far camminare il bambino con i piedini sopra quelli del genitore, come illustrato in Figura 1.

Figura 1. Camminare con i piedini su quelli di un adulto è un utile esercizio.

L'utilizzo del girello non aiuta il bambino a imparare a camminare correttamente, anzi può ritardare il momento in cui comincerà a camminare da solo. Inoltre non è sicuro, poiché permette al bambino di arrivare più in alto e di spostarsi più velocemente, mettendo a rischio la sua incolumità anche in presenza di adulti. Permette al bambino di raggiungere luoghi e situazioni pericolose: facilita le ustioni, gli avvelenamenti e le cadute pericolose dalle scale. 

 

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  • A cura di: Alessandra Maggi, Paola Luttazi, Luisa Russo
    Dipartimento di Neuro Riabilitazione Pediatrica
    Area Ricerca Malattie Multifattoriali e Malattie Complesse
    Illustrazioni a cura di: Claudia Carlin
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 07 gennaio 2021


 
 

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