Morsi di animali

I morsi di animali possono, sebbene piuttosto raramente, causare infezioni anche gravi. È necessario pulire bene la ferita e portare il bambino dal medico o in Pronto Soccorso 

Circa l'1% dei bambini vengono condotti in Pronto Soccorso per un morso d'animale mentre, più raramente, il morso può essere causato da un altro essere umano.

I morsi di cane rappresentano oltre il 90% di questo tipo di ferite e in circa il 10% dei casi si possono complicare con infezioni. Seguono, in frequenza, i morsi di gatto che, tuttavia, si infettano in circa la metà dei casi. I morsi di altri animali quali il cavallo, la mucca, il maiale, sono molto più rari ma possono provocare lesioni più gravi.

Anche altri piccoli animali domestici da compagnia, quali il criceto o il coniglio, possono causare piccoli morsi. Rarissimi, in Italia, i morsi di animali selvatici quali le volpi, i pipistrelli, gli scoiattoli, i topi.

Sebbene, nella grande maggioranza dei casi, un trattamento adeguato delle ferite riduca al minimo le possibilità di complicazioni infettive, ogni morso deve essere considerato fonte potenziale di malattie gravi.

Ecco quel che occorre fare a casa, se il bambino è stato morso da un animale:

  • Rimuovere qualsiasi materiale estraneo, se presente e visibile;
  • Pulire la ferita con acqua corrente e sapone;
  • Applicare una soluzione antisettica;
  • Contattare il proprio pediatra curante.

Per lesioni più importanti è sempre preferibile recarsi in Pronto Soccorso per una accurata valutazione della ferita e per ricevere le indicazioni sulla prevenzione delle complicazioni infettive.

Valutazione e trattamento della ferita
I morsi dei cani si presentano con un tipico aspetto lacerato e frastagliato, mentre quelli di gatto appaiono come punture profonde che spesso si infettano nei giorni successivi.
Il medico di Pronto Soccorso, dovrà rimuovere con cura ogni materiale estraneo nella ferita e togliere il tessuto devitalizzato. Potrà essere fatto un tampone cutaneo della ferita per la ricerca di un germe specifico, qualora questa appaia infetta.
Di norma, la chiusura chirurgica delle ferite da morso d'animale non è raccomandata, con l'eccezione di quelle del viso.

Esami radiologici
È indicato eseguirli per lesioni penetranti nelle ossa o nelle articolazioni, in caso di sospetta frattura o per cercare l'inoculazione di corpi estranei, come un dente dell'animale.

Valutazione dello stato di immunizzazione antitetanica
Recandosi al Pronto Soccorso, è opportuno che i genitori abbiano con sé lo stato di immunizzazione del bambino (è consigliabile avere sempre con sé, nel cellulare, una foto delle vaccinazioni eseguite), affinché il medico possa valutare la necessità o meno di effettuare, in caso di non adeguata copertura, un richiamo vaccinale o la somministrazione di immunoglobuline specifiche.

Valutazione del rischio di rabbia
L'Italia viene considerata, dal 2013, libera dalla rabbia e pertanto è stata sospesa l'obbligatorietà della vaccinazione dei cani. Rimane tuttavia un potenziale rischio legato all'importazione illegale di animali (anche durante viaggi o vacanze) da Paesi dove la malattia è ancora endemica.
In caso di morso di cane, potenzialmente rabbico, l'animale deve essere preso in custodia dal proprietario. Se l'animale fugge, non tentare di catturarlo, ma avvisare le autorità competenti che provvederanno a mettere sotto osservazione l'animale per poter rilevare eventuali sintomi precoci di rabbia.

Valutazione del rischio di infezione da virus dell'epatite B e HIV
Deve essere fatta esclusivamente in caso di morso umano.

Sarà il medico a valutare la necessità o meno di prescrivere un trattamento antibiotico, a seconda del tipo di morso. Se il trattamento antibiotico viene considerato opportuno, di norma il farmaco di scelta è l'amoxicillina in associazione con acido clavulanico.
Tra le ferite senz'altro meritevoli di essere trattate con terapia antibiotica vi sono:

  • Quelle profonde o con schiacciamento;
  • Quelle facciali specie se chiuse chirurgicamente;
  • Quelle con visibili segni di infezione;
  • Quelle da morso di gatto;
  • In tutti i casi se il bambino presenta problemi di immunodepressione causata da malattie con deficit dell'immunità o dalla somministrazione di farmaci immunosoppressivi o antitumorali.

Negli giorni immediatamente successivi, le sedi dei morsi possono apparire dolenti, gonfie e arrossate, chiari segni di una sovrainfezione. Talora vi può essere anche fuoriuscita di pus dalla ferita e si possono ingrossare i linfonodi vicini, in particolare quelli del collo, delle ascelle o dell'inguine.

È preferibile che la ferita sia ispezionata a 48 ore di distanza. Se compaiono questi sintomi, associati o meno a febbre, anche a distanza di molti giorni dal morso, andrà sempre contattato il proprio pediatra curante. È infine importante sapere che la rabbia può anche avere un'incubazione di diversi mesi.

I genitori dovrebbero insegnare ai bambini che gli animali selvatici non vanno disturbati e che occorre avere rispetto degli animali domestici, spiegando loro che non sono giocattoli e che possono avere reazioni non prevedibili se vengono disturbati.

 

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  • A cura di: Antonino Reale
    Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell'Adolescente
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Ultimo Aggiornamento: 09  Luglio 2025 


 
 

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