Neurite ottica

Malattia infiammatoria del nervo ottico. Questa condizione, che può comportare la perdita parziale o completa della vista, è generalmente causata da infezioni, patologie autoimmuni o danni al nervo ottico 

La neurite ottica è una malattia infiammatoria del nervo ottico che può dipendere da numerose cause. È caratterizzata da una rapida perdita della funzione visiva. La malattia si manifesta principalmente nei giovani adulti, in un'età compresa tra 18 e 50 anni. 

La maggior parte dei casi deriva da una degenerazione del rivestimento di mielina (guaina mielinica) che protegge il nervo ottico, in particolare quella che caratterizza la sclerosi multipla. La neurite ottica rappresenta spesso il sintomo iniziale della sclerosi multipla. Altre cause comprendono:

  • Malattie infettive (per esempio, encefalite virale - in particolare nei bambini- sinusite, meningite, tubercolosi, sifilide, HIV);
  • Metastasi neoplastiche lungo le fibre del nervo ottico;
  • Prodotti chimici e farmaci (per esempio, piombo, metanolo, chinino, arsenico e antibiotici);
  • Neuromielite ottica, caratterizzata dalla presenza nel sangue di autoanticorpi diretti contro l'aquaporina 4, una proteina che gioca un ruolo importante nella stabilizzazione della guaina mielinica.

Le cause rare comprendono diabete, anemia perniciosa, malattie autoimmuni sistemiche, oftalmopatia di Graves, punture d'ape e traumi. Spesso la causa rimane sconosciuta nonostante un'approfondita valutazione. 

Il sintomo principale della neurite ottica è la perdita della vista, che varia da una piccola area di cecità nella parte centrale o vicina al centro del campo visivo (scotoma) fino alla completa cecità. La maggior parte dei pazienti ha un dolore oculare lieve, spesso associato al movimento degli occhi. Sintomi associati sono anche i difetti del campo visivo e i disturbi della visione a colori (spesso sproporzionati rispetto alla perdita di acuità visiva).

La diagnosi è clinica e strumentale. Bisogna sospettare una neurite ottica nei soggetti che presentano caratteristico dolore associato a perdita della vista, soprattutto se questi sono giovani. Osservando il fondo dell'occhio (Esami oculari e screening visivo), il disco ottico, che corrisponde alla testa del nervo ottico, appare edematoso e la condizione è detta papillite. Se il disco ottico appare normale, la condizione è detta neurite retrobulbare (circa i due terzi dei casi). Ha particolare importanza ai fini della diagnosi l'esame del campo visivo (in pazienti che collaborano) e il potenziale evocato visivo che possono presentare alterazioni molto utili ai fini della diagnosi.

Una differenza tra i due occhi nel riflesso pupillare, ossia nella capacità della pupilla di restringersi quando aumenta l'intensità della luce, è solitamente rilevabile se l'occhio dell'altro lato è sano o coinvolto in misura minore. Utile per la diagnosi è il test della visione dei colori che può risultare alterato nell'occhio malato. Di fondamentale importanza è la risonanza magnetica cerebrale con mezzo di contrasto. La risonanza magnetica può anche aiutare nella diagnosi di sclerosi multipla e neuromielite ottica. 

La terapia principale è costituita dai cortisonici per bocca o per iniezione, soprattutto se si sospettano sclerosi multipla o neuromielite ottica. Possono risultare utili al paziente piccoli accorgimenti (per esempio, l'utilizzo di lenti di ingrandimento, caratteri di stampa di grandi dimensioni, orologi parlanti). Possono essere intrapresi altri trattamenti se si sospetta la presenza di sclerosi multipla.

La prognosi dipende dalla eventuale malattia associata. La maggior parte degli episodi si risolve spontaneamente, con recupero della vista in 2-3 mesi. È frequente, tuttavia, una minor sensibilità visiva dell'occhio colpito rispetto a quello dell'altro lato. Nei casi di neurite ottica associata a patologia demielinizzante si possono verificare ricadute allo stesso occhio o a quello dell'altro lato con conseguente danno funzionale variabile. La risonanza magnetica encefalica viene utilizzata per determinare il rischio futuro di malattie demielinizzanti.

 

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  • A cura di: Giancarlo Iarossi
    Unità Operativa di Oculistica
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 11 gennaio 2021


 
 

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