Neutropenia ciclica

È una malattia genetica ereditaria dell'emopoiesi caratterizzata da oscillazioni del numero di granulociti neutrofili. I sintomi si manifestano dal primo anno di vita 

La neutropenia ciclica è una malattia dell'emopoiesi, il processo di produzione e maturazione di tutte le cellule del sangue (globuli bianchi, globuli rossi, piastrine) a partire da cellule immature (precursori). È una malattia genetica ereditaria caratterizzata da rilevanti e regolari oscillazioni del numero di granulociti neutrofili, che possono variare da livelli quasi normali a livelli estremamente bassi (<200 elementi/microlitro). I granulociti neutrofili sono globuli bianchi che hanno il compito di difenderci dalle infezioni. Si tratta di una malattia molto rara con una prevalenza di 2 casi su 1.000.000 di bambini. 

La neutropenia ciclica è causata da un'alterazione (mutazione) del gene ELANE. La neutropenia ciclica viene ereditata con modalità autosomico dominante. Ereditiamo due geni Elane, uno dal padre e l'altro dalla madre. In questo caso è alterato uno solo dei due geni. È quindi presente una copia normale del gene che tuttavia non è sufficiente per ricostruire il messaggio che è stato alterato dal gene mutato. Di conseguenza, un genitore che porta una copia mutata di uno dei due geni ELANE ha un rischio del 50%, a ogni concepimento, di avere un figlio con la stessa mutazione.
Questa mutazione, tuttavia, ha un'espressività variabile, vale a dire che in alcuni casi provoca una neutropenia ciclica grave mentre in altri casi si manifesta con sintomi lievi e in altri ancora non si manifesta affatto: il bambino non ha nessun sintomo.

Gli episodi di neutropenia si manifestano a intervalli regolari di circa 20 giorni. Talvolta i cicli sono più brevi (14 giorni) e altri sono più lunghi (più di 30 giorni). Le manifestazioni cliniche, dunque, sono caratterizzate da oscillazioni ricorrenti, con fasi sintomatiche alternate a periodi di benessere.

I sintomi usualmente si manifestano a partire dal primo anno di vita con febbre ricorrente, gengivite, faringo-tonsillite, sinusite, otite, ascessi dentari, ulcere orali e cellulite. Caratteristicamente le ulcere orali sono profonde e dolorose e spesso durano una settimana o più. L'infiammazione gengivale cronica può portare a una precoce perdita dei denti. Le celluliti si presentano di frequente a livello delle falangette delle mani e nella regione intorno all'ano.
I pazienti con neutropenia ciclica possono presentare anche infezioni gravi, come peritonite acuta ed ileocolite che possono evolvere in batteriemie e sepsi da clostridi e da batteri gram-negativi.

La diagnosi di neutropenia ciclica può essere sospettata sulla base di una storia individuale e familiare di infezioni ricorrenti ed è confermata da una conta assoluta di granulociti neutrofili inferiore a 200/microlitro in almeno 3-5 giorni consecutivi per ciclo, per tre cicli a intervalli di tempo regolari, lungo un periodo di osservazione di circa 6-8 settimane. Per confermare la diagnosi è necessaria l'analisi del DNA per il gene ELANE, che risulta positiva nel 90-100% dei pazienti con neutropenia ciclica.

Terapia sintomatica
È necessario trattare in modo rapido e aggressivo tutti gli episodi infettivi, in particolare quelli associati a dolore addominale, con antibiotici ad ampio spettro e con il fattore di crescita per i granulociti neutrofili (Granulocyte-Colony Stimulating Factor, G-CSF), che può venir utilizzato come farmaco per aumentare il numero di granulociti neutrofili circolanti.

Prevenzione
La profilassi con G-CSF determina un miglioramento dei sintomi e riduce gli episodi infettivi. Il trapianto di cellule staminali emopoietiche (TCSE), rappresenta tuttavia l'unica forma di cura definitiva per questa patologia, e in particolare costituisce l'unica opzione terapeutica per i pazienti che non rispondono alla terapia con G-CSF.

Prevenzione delle complicanze
È importante un'accurata igiene orale e una corretta applicazione del piano vaccinale.

La prognosi dipende dalla gravità dei segni e sintomi della patologia. Per le forme più gravi, c'è l'indicazione al trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

 

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  • A cura di: Giuseppe Palumbo
    Unità Operativa di Oncoematologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 05 gennaio 2021


 
 

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