Non idoneità del campione biologico: il campione coagulato

Un campione di sangue coagulato può alterare i risultati di numerose analisi di laboratorio 

La fase pre-analitica – quella che precede la vera e propria analisi di laboratorio – comprende:

- La raccolta del campione biologico;
- Il trasporto del campione;
- L'identificazione del campione biologico.

Ognuno di questi passaggi è suscettibile di errori che possono rendere il campione non idoneo per l'analisi. Le non conformità del campione rappresentano una parte importante degli errori che possono verificarsi nella fase pre-analitica e comportano come conseguenza la mancata esecuzione degli esami richiesti su quella provetta.
Uno dei motivi per cui un campione può essere considerato non conforme è la presenza di un coagulo, cioè una formazione semisolida che si forma quando il sangue coagula, costituita da cellule del sangue (globuli rossi e piastrine) e da fibrina.
In laboratorio si definisce "campione coagulato" il campione di sangue raccolto in provetta con anticoagulanti che presenta coaguli visibili di piccole o grandi dimensioni. Proprio allo scopo di evitare la coagulazione del sangue, le provette destinate alla raccolta del campione da analizzare contengono una quantità idonea di sostanze anticoagulanti.

Non idoneità del campione biologico: il campione coagulato
Figura 1 - Nella foto a sinistra, una provetta per Emocromo con campione coagulato. Nella foto a destra, una provetta per test di coagulazione con campione coagulato.

L'inappropriata coagulazione del sangue ha due cause principali:

- La prima si verifica quando il prelievo è difficoltoso e prolungato nel tempo (problema che affligge in particolar modo i prelievi dei neonati e dei piccoli bambini);
- La seconda si verifica quando, al momento del prelievo, la provetta non viene adeguatamente miscelata capovolgendola ripetutamente.
Questa miscelazione rappresenta infatti un passaggio fondamentale per assicurare che sangue e anticoagulanti vengano mescolati adeguatamente, in modo da evitare la coagulazione e da mantenere l'integrità del campione.

Il campione coagulato impedisce in particolar modo le analisi necessarie per determinare i valori dell'emocromo e dei test di coagulazione.
La coagulazione del campione altera in maniera significativa la misurazione di alcuni parametri e porta a una conta falsamente bassa del numero delle piastrine nell'emocromo e a un falso accorciamento dei tempi di coagulazione nei test di coagulazione.
In ultima analisi, se il campione coagulato venisse analizzato, i risultati degli esami sarebbero falsamente alterati. La presenza di coaguli può inoltre interferire con altri tipi di esami che richiedono l'utilizzo di sangue non coagulato come la VES, l'ammonio e l'emogasanalisi.

Per la rilevazione della presenza di coaguli nella provetta gli analizzatori in dotazione al Laboratorio Analisi possiedono un sistema di controllo ottico del campione che, in caso di presenza di coaguli, genera un segnale di errore. In questa situazione l'operatore tecnico verifica visivamente la reale presenza del coagulo e in tal caso non esegue l'esame ma inserisceil testo precodificato "campione coagulato" nel campo relativo al risultato dell'esame richiesto.

 

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  • A cura di: Marcello Cinti, Stefania Maracci
    Unità Operativa di Laboratorio Analisi
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 16 novembre 2020


 
 

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