Nuovo Coronavirus: chi ha avuto il COVID-19 si deve vaccinare?

I soggetti già infettati dal virus del Covid-19 devono comunque vaccinarsi ma con meno dosi di vaccino 

I dati di molti studi clinici indicano che i vaccini anti COVID-19 autorizzati e attualmente disponibili possono essere somministrati in sicurezza alle persone con una precedente infezione da SARS-CoV-2. A tutti dovrebbe essere offerta la vaccinazione, indipendentemente dalla storia di una precedente infezione da SARS-CoV-2, sia che abbia dato sintomi (infezione sintomatica) sia che non abbia dato alcun sintomo (infezione asintomatica). Non è necessario né richiesto alcun test per la ricerca di anticorpi.

Solo nel caso di una infezione da SARS-CoV-2 in corso, la vaccinazione deve essere rimandata fino a quando la persona non si sia ripresa dalla malattia acuta (se la persona ha avuto sintomi) e abbia soddisfatto i criteri per interrompere l'isolamento.
Questa raccomandazione si applica alle persone che hanno contratto l'infezione da SARS-CoV-2 prima di ricevere una qualsiasi dose di vaccino, e anche a coloro che hanno contratto l'infezione dopo una prima dose di vaccino, prima di ricevere la seconda dose.

Poiché una pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica) già determina una risposta immunologica protettiva, nella circolare del Ministero della Sanità (3 marzo 2021) si consiglia di considerare l'infezione come un equivalente della somministrazione di vaccino anti-SARSCoV-2/COVID-19, purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa.

Infatti, anche se non esiste un intervallo minimo raccomandato tra l'infezione e la vaccinazione, i dati attualmente disponibili indicano un basso rischio di reinfezione da SARS-CoV-2 nei mesi successivi all'infezione iniziale, che può aumentare con il tempo a causa del declino dell'immunità. Pertanto le persone con una recente infezione acuta e documentata devono ritardare il tempo di inizio della vaccinazione di almeno 3 mesi. 

Per tutti la dose booster (o terza dose) deve essere effettuata dopo 4 mesi dal completamento del ciclo primario (di due dosi) sia che si tratti di vaccini che di un vaccino e una infezione.
Solo dopo 12 mesi dall'infezione avuta prima del vaccino si deve effettuare il ciclo completo di tre dosi. Dopo una infezione e una dose singola di vaccino deve essere effettuata la seconda dose e dopo 4 mesi la dose booster.

Anche le persone che hanno precedentemente ricevuto una terapia anticorpale passiva, cioè che hanno ricevuto anticorpi monoclonali o plasma convalescente come parte del trattamento del COVID-19, hanno una probabilità di reinfezione bassa, per cui anche per loro la vaccinazione dovrebbe essere rinviata di almeno 3 mesi. Questa misura precauzionale è volta a evitare una potenziale interferenza della terapia anticorpale con le risposte immunitarie indotte dal vaccino.

La raccomandazione si applica sia alle persone che ricevono una terapia anticorpale passiva prima della prima dose di vaccino sia a quelle che sono state trattate con anticorpi dopo la prima dose di un vaccino anti COVID-19. Tuttavia il ricevimento di una terapia anticorpale passiva negli ultimi 90 giorni non è una controindicazione al ricevimento del vaccino COVID-19. Le dosi di vaccino COVID-19 ricevute entro 90 giorni dal ricevimento della terapia anticorpale passiva non devono essere ripetute.

Invece coloro che ricevono un prodotto contenente anticorpi (ad esempio, immunoglobuline endovenose, RhoGAM), cioè immunoglobuline non specifiche per il trattamento del COVID-19, possono ricevere i vaccini COVID-19 contemporaneamente o a qualsiasi intervallo prima o dopo essere stati curati con immunoglobuline.

Per le persone vaccinate che successivamente sviluppano il COVID-19, l’essere stati precedentemente vaccinati contro il COVID-19 non deve influenzare le decisioni di trattamento (compreso l'uso di anticorpi monoclonali, plasma convalescente, trattamento antivirale o somministrazione di corticosteroidi) o la tempistica di tali trattamenti.

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ATTENZIONE
Se tu o i tuoi conviventi avete sintomi del COVID-19, resta in casa e chiama subito il tuo pediatra di libera scelta o il tuo medico di medicina generale. Altrimenti, chiama uno dei numeri di emergenza regionali indicati sul sito del Ministero della Salute.

 

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  • A cura di: Guido Castelli Gattinara
    Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell'Adolescente
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 12  Maggio 2022 


 
 

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