Nuovo Coronavirus: come funzionano i test rapidi per la diagnosi di COVID-19

Se utilizzati come strumento di screening, i test rapidi sull'antigene potrebbero essere determinanti nel controllo della pandemia 

I test per la diagnosi di COVID-19 si dividono in tre categorie:

1- I test diagnostici che utilizzano la PCR (polimerase chain reaction) sofisticati e assolutamente attendibili, necessitano di un laboratorio e di apparecchiature specifiche, bisogna attendere alcune ore per il risultato;
2- I test di ricerca dell'antigene, che rilevano parti del virus SARS-CoV-2, ancor oggi poco usati e meno attendibili (livelli del 85%) sono però molto più rapidi (15-30 minuti) e di facile esecuzione;
3 - I test degli anticorpi che rilevano le molecole che le persone producono quando sono state infettate dal virus. Gli anticorpi possono richiedere diversi giorni per svilupparsi dopo un'infezione e spesso rimangono nel sangue per molto tempo, quindi i test anticorpali hanno un uso limitato nella diagnosi dell'infezione.

Nei mesi scorsi sono stati approvati test rapidi per il Coronavirus, di facile utilizzo e piccole dimensioni, che forniscono risultati in 15 minuti, sono più economici e non richiedono un laboratorio. Questi test rilevano le proteine specifiche – antigeni – della superficie del virus, e possono identificare le persone che sono al picco dell'infezione, quando i livelli di virus nel corpo sono elevati.


I test antigenici potrebbero aiutare a identificare coloro che sono nella fase acuta dell'infezione e – indipendentemente dai sintomi – sono a maggior rischio di diffondere la malattia. Questi test possono quindi essere un elemento chiave nelle strategie di controllo della pandemia.
Infatti le analisi su antigeni sono molto più veloci e meno costose rispetto ai test classici, che rilevano l'RNA virale utilizzando la più sofisticata tecnica della reazione a catena della polimerasi (PCR). Questi test su antigeni tuttavia sembrano meno sensibili della PCR, che è in grado di rilevare quantità minuscole del virus che causa COVID-19.


Questa differenza solleva alcune preoccupazioni perché essendo meno sensibile, certifica come negativi individui infetti con poco virus nelle secrezioni, cioè falsi negativi.
Tuttavia secondo alcuni questo costituisce una opportunità: i test antigenici, anche se meno sensibili, potrebbero identificare più facilmente e con rapidità coloro che hanno una elevata quantità di antigeni e cioè un'alta replicazione virale: sono i più contagiosi, cioè coloro che più facilmente diffonderanno il virus.


Il test in PCR, per l'alta sensibilità, rischia invece di identificare come ancora positivi coloro che non sono più in grado di diffondere il virus ad altri.
Rendere i test più veloci, meno costosi, di più facile esecuzione è sicuramente il prossimo obiettivo. Se usati come strumento di screening per valutare frequentemente il maggior numero possibile di persone, i test rapidi sull'antigene potrebbero essere determinanti nel controllo della pandemia.

Sfoglia online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato al Nuovo Coronavirus:

 

ATTENZIONE
Se tu o i tuoi conviventi avete sintomi del COVID-19, resta in casa e chiama subito il tuo pediatra di libera scelta o il tuo medico di medicina generale. Altrimenti, chiama uno dei numeri di emergenza regionali indicati sul sito del Ministero della Salute.

 

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  • A cura di: Guido Castelli Gattinara
    Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell'Adolescente
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 26 marzo 2021


 
 

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