Nuovo Coronavirus: cosa succederà nei prossimi mesi

Con i giusti comportamenti, il rispetto delle misure di prevenzione, e grazie ai vaccini potremo uscire dalla pandemia e tornare a una vita normale 

In questi giorni ci stiamo tutti interrogando su come evolverà la pandemia da COVID-19 nei prossimi mesi. In tutto il mondo i Governi stanno iniziando a comunicare che se si riuscirà a procedere rapidamente con la vaccinazione si potrà pensare di raggiungere una quota rilevante di popolazione di età superiore ai 16 anni vaccinata entro la prossima estate. Stanno quindi tutti lavorando su proiezioni a breve e lungo termine per definire dei Piani basati sugli scenari più probabili per prepararsi e per mitigare, nei limiti del possibile, la diffusione e l'impatto del virus SARS-CoV-2 in attesa che si riesca a vaccinare la maggior parte della popolazione di età superiore ai 16 anni. Almeno fino a che non saranno disponibili i risultati degli studi che si stanno portando avanti sulla vaccinazione degli adolescenti (12-15 anni) e per i bambini più piccoli. 
Anche se le previsioni e le tempistiche variano, tutti i piani fino ad ora sviluppati concordano su due cose, che COVID-19 è qui per restare e che il futuro dipende da molte incognite:

  • Se le persone che si sono infettate sviluppano un'immunità duratura al virus;
  • Quanti contatti avremo con gli altri;
  • Quanto saremo bravi a rispettare le regole per la prevenzione;
  • Quando riusciremo a vaccinare una quota sufficiente di popolazione per ridurre o interrompere la circolazione del SARS-CoV-2;
  • Se le persone che si sono vaccinate sviluppano un'immunità duratura al virus.

I dati disponibili fino ad ora ci dicono che i cambiamenti comportamentali, avvenuti in seguito ai vari "lockdown" sperimentati possono ridurre la diffusione di COVID-19 se la maggior parte delle persone) rispettano le regole.

Dopo aver affrontato un’ulteriore fase acuta in cui i casi erano in aumento evidente, da ottobre ad aprile, con numeri elevati e un evidente sovraccarico dei servizi sanitari, ci aspettiamo, sia grazie all’aumento delle coperture vaccinali sia al mantenimento di comportamenti responsabili, ma anche grazie al fatto che stiamo andando incontro ai mesi più caldi, un sostanziale controllo a livello nazionale della pandemia.
È quindi essenziale che tutti facciano del loro meglio per rallentare la diffusione del virus con le misure di prevenzione disponibili (mascherina, lavaggio delle mani) per rallentare la diffusione dell'infezione permettendo, così, la gestione di un numero inferiore di malati per un periodo di tempo più lungo e permettere alla campagna vaccinale di procedere spedita per i prossimi mesi.

Molto dipenderà dalla campagna vaccinale. I dati che, nonostante tutti i limiti e le imperfezioni, sono l'unica fonte utile per capire in quale fase della pandemia ci troviamo, ci stanno dicendo che si osserva una riduzione del numero dei casi sia lievi sia gravi nelle fasce di età e nelle categorie professionali (ad esempio negli operatori sanitari) che hanno raggiunto una copertura vaccinale soddisfacente.
Purtroppo fino a che non raggiungeremo coperture vaccinali adeguate (minimo 70%) nella popolazione generale non potremo abbassare la guardia e oggi, anche con l'esperienza maturata nello scorso anno, sappiamo che:

  • Con valori regionali di Rt (tasso di contagiosità in presenza di misure di prevenzione) sopra il valore di 1 per periodi limitati (meno di un mese) e bassa frequenza di infetti con pochi focolai localizzati, potremo avere una vita quasi normale. Ed è quello che sostanzialmente abbiamo vissuto nella scorsa estate;
  • Con valori di Rt regionali compresi fra 1 e 1,25 potremo vedere un importante aumento della diffusione della malattia con la conseguenza che non riusciremo a contenere tutti i focolai con il tracciamento e le indagini epidemiologiche e inizieremo a vedere l'aumento dei casi ospedalizzati e in terapia intensiva. Tuttavia, grazie alle misure di mitigazione ordinarie e straordinarie (distanziamento sociale e fisico, lavaggio delle mani e uso delle mascherine, smart-working, isolamento dei pazienti infetti e quarantena dei loro contatti stretti) la crescita del numero di infetti potrebbe essere lenta, senza comportare un rilevante sovraccarico dei servizi sanitari per almeno 2-4 mesi;
  • Con valori di Rt regionali compresi tra 1,25 e 1,5 ci troveremo di fronte a una rapida crescita della diffusione della malattia con segnali di sovraccarico dei servizi sanitari per l'aumento dei casi a elevata gravità clinica. La crescita del numero di malati potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi sanitari entro 2-3 mesi mantenendo comunque le misure di mitigazione ordinarie e straordinarie (distanziamento sociale e fisico, lavaggio delle mani e uso delle mascherine, smart-working, isolamento dei pazienti infetti e quarantena dei loro contatti stretti);
  • Con valori di Rt regionali maggiori di 1,5 si potrebbe arrivare rapidamente a una numerosità di casi elevata con sovraccarico dei servizi sanitari, senza la possibilità di tracciare l'origine dei nuovi casi anche in presenza di misure di mitigazione e contenimento più aggressive nei territori interessati. La crescita del numero di casi di COVID-19 potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi.

Ma ci sono buone notizie: i primi dati suggeriscono che gli effetti dei cambiamenti comportamentali delle persone, come lo stare distanti, il lavarsi le mani e indossare mascherine, durano oltre i lockdown, stanno contribuendo ad arginare la marea di infezioni anche dopo che le restrizioni vengono eliminate. Inoltre, grazie alla vaccinazione riusciremo a prevenire le morti da COVID-19 e grazie al raggiungimento di una percentuale elevata della popolazione generale potremo ottenere l'immunità necessaria per interrompere o ridurre la circolazione del SARS-CoV2 nella popolazione e tornare così ad una vita normale.
Ma se non si rispettano le regole e non ci vacciniamo (con qualunque dei vaccini disponibili), non riusciremo a bloccare il nuovo Coronavirus che tornerà a circolare come e più di prima. Quindi moltissimo dipenderà dal nostro senso di responsabilità.
Saremo in grado di adeguare il nostro comportamento alla consapevolezza che tutti noi, con i nostri comportamenti, e vaccinandoci possiamo modificare l'andamento di questa pandemia?

Sfoglia online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato al Nuovo Coronavirus:

 

ATTENZIONE
Se tu o i tuoi conviventi avete sintomi del COVID-19, resta in casa e chiama subito il tuo pediatra di libera scelta o il tuo medico di medicina generale. Altrimenti, chiama uno dei numeri di emergenza regionali indicati sul sito del Ministero della Salute.

 

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  • A cura di: Caterina Rizzo
    Area Funzionale di Percorsi Clinici ed Epidemiologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 06 maggio 2021


 
 

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