Nuovo Coronavirus e bambini: cosa c'è da sapere

I bambini sembrano essere molto meno vulnerabili al nuovo Coronavirus rispetto ai grandi 

I Coronavirus (CoV) sono un'ampia famiglia di virus respiratori responsabili di sintomi che vanno dal comune raffreddore a malattie respiratorie gravi come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East Respiratory Syndrome) e la SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave, Severe Acute Respiratory Syndrome). Il SARS-CoV-2 è un nuovo ceppo di Coronavirus, mai trovato nell'uomo prima delle segnalazioni a Wuhan in Cina, iniziate nel dicembre 2019.
Il SARS-CoV-2 è responsabile dell'attuale epidemia da COVID-19 (la malattia causata dal nuovo Coronavirus, nome scelto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità) e rappresenta oggi una grande sfida per la sanità pubblica globale.

I bambini sembrano essere meno colpiti dall'infezione e mostrano un andamento meno grave rispetto all'adulto, anche se non è ancora chiaro il perché. Tuttavia, sappiamo che i Coronavirus sono la causa più frequente di raffreddore e i bambini vanno incontro ripetutamente a infezioni da coronavirus: è possibile che la risposta immunitaria a infezioni recenti da Coronavirus aiuti i bambini a difendersi meglio anche dal nuovo Coronavirus. Inoltre, il sistema immunitario dei bambini potrebbe rispondere meglio all'infezione perché più reattivo.


Da ultimo, i comportamenti di prevenzione adottati dagli adulti potrebbero funzionare da barriera protettiva nei confronti dei piccoli. È infatti più frequente che gli adulti si lavino spesso le mani, starnutiscano coprendosi la bocca e il naso e indossino le mascherine, comportamenti che i bambini non riescono ad osservare in modo così costante.
In passato, i bambini sono sembrati meno vulnerabili anche da altri Coronavirus rispetto agli adulti. Durante l'epidemia di SARS del 2003, i casi di contagio certificati tra i bambini furono solo 80, mentre quelli sospetti 55. Nessun bambino o adolescente morì a causa della SARS. Durante l'epidemia di MERS nel 2012 in Medio Oriente, la maggior parte dei bambini contagiati non ha manifestato sintomi.


Il fatto che i bambini sembrino così poco sensibili all'infezione da SARS-CoV-2 è una buona notizia non soltanto per i piccoli ma per tutti quanti. I più piccini, infatti, sono in grado di diffondere i germi molto più facilmente sia attraverso il contatto con i grandi, come i loro familiari, sia attraverso i coetanei, ad esempio a scuola o durante altre attività come il gioco e lo sport.
Nelle ultime settimane si è osservato a livello nazionale, in particolare nelle regioni più colpite da COVID-19, un aumento di bambini che hanno presentato sintomi di iper-infiammazione quasi sempre collegati all'infezione da nuovo Coronavirus.


Questa malattia si può manifestare in due gruppi diversi di bambini: uno di età inferiore, sotto ai 3 anni, ed uno di età maggiore, dai 7 anni circa in su e può presentarsi anche a distanza di un paio di settimane dall'infezione da Sars-CoV-2.
Queste manifestazioni possono essere curate e i bambini guariscono senza problemi, tuttavia in presenza di sintomi che peggiorano rapidamente è necessario chiamare il pediatra e valutare il ricovero in ospedale.

I Coronavirus sono comuni in molte specie animali (come i cammelli e i pipistrelli), ma in rari casi possono infettare l'uomo. Una volta trasferita all'uomo, l'infezione può essere trasmessa da persona a persona. La via di trasmissione più frequente è quella respiratoria. La trasmissione da superfici contaminate è rara, poiché il virus sembra degradarsi rapidamente, soprattutto se si igienizzano le superfici con i comuni disinfettanti: il SARS-CoV-2 si degrada nel giro di mezz'ora.


Le malattie respiratorie normalmente non si trasmettono con gli alimenti, se si rispettano le comuni norme igieniche.
Secondo i dati attualmente disponibili, le persone che hanno sintomi sono la causa più frequente di diffusione del virus. L'Organizzazione Mondiale della Sanità considera non frequente la trasmissione del SARS-CoV-2 prima che si sviluppino sintomi.
Il periodo di incubazione varia tra 1 e 12 giorni con una media di 5-6 giorni. 14 giorni rappresentano il limite massimo di precauzione.

Non esiste una cura specifica per l'infezione e al momento non sono disponibili vaccini. Il trattamento è mirato a controllare i sintomi del paziente e la terapia di supporto può essere molto efficace. Terapie e vaccini specifici sono in fase di studio.

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ATTENZIONE
Se tu o i tuoi conviventi avete sintomi del COVID-19, resta in casa e chiama subito il tuo pediatra di libera scelta o il tuo medico di medicina generale. Altrimenti, chiama uno dei numeri di emergenza regionali indicati sul sito del Ministero della Salute.

 

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  • A cura di: Patrizia D'Argenio, Maia De Luca
    Unità Operativa di Immunoinfettivologia Pediatrica
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 26 marzo 2021


 
 

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