Nuovo Coronavirus: quando e come vaccinare i bambini

Una vaccinazione di massa anche dell'infanzia è indispensabile per proteggere tutta la popolazione e interrompere la catena di contagi all'interno della famiglia  

Con l'aumentare del numero di vaccinazioni negli adulti e con l'accumulo delle dimostrazioni della loro efficacia e sicurezza cresce la domanda su quando potremo vaccinare anche i bambini. Questa esigenza è stata inizialmente meno pressante, perché i bambini si ammalano di meno di COVID-19 rispetto ad anziani e adulti e la mortalità è molto più bassa, inferiore a 1 su mille. Tuttavia le forme gravi sono sempre possibili, come la caratteristica Sindrome infiammatoria Multisistemica COVID-correlata (MIS-C dall'inglese Multi-System Inflammatory Syndrome in bambini).

Ma una vaccinazione di massa dell'infanzia è indispensabile anche per proteggere tutta la popolazione e bloccare la catena di contagi all'interno della famiglia (bambini, genitori e nonni). I risultati delle sperimentazioni in corso sono attesi nei prossimi mesi; questi permetteranno di iniziare a vaccinare i bambini e raggiungere l'auspicata immunità di gruppo, che potrebbe rallentare in modo determinante l'epidemia e farci tornare alla normalità.

Probabilmente i bambini, in particolare quelli più piccoli, non sono “super-diffusori” di SARS-CoV-2 come lo sono invece per altri virus, tra cui quello dell'influenza. Ma la comparsa di varianti che si diffondono più rapidamente, abbinato all'aumento dei tassi di vaccinazione tra gli adulti in alcuni Paesi, significa che presto bambini e adolescenti potrebbero diventare più importanti per la diffusione del contagio.
Gli studi pediatrici sui vaccini non sono ancora completati in quanto servono specifiche per le singole fasce di età. I bambini infatti, non possono essere considerati semplicemente dei piccoli adulti.

La sperimentazione pediatrica è comunque in fase di conclusione, e presto le agenzie internazionali consentiranno l’avvio della vaccinazione sotto i 16 anni. Uno studio su 2200 adolescenti avrebbe infatti dimostrato che il vaccino della Pfizer BioNTech può essere somministrato tra i 12 e i 16 anni senza problemi. In questo studio l’efficacia risulta essere del 100%. Sono anche iniziati studi nei bambini al di sotto dei 12 anni e le farmaceutiche Moderna e Johnson stanno studiando la possibilità di vaccinare anche i più piccoli, fin dai sei mesi di età.

Il sistema immunitario dei bambini è dotato di cellule linfocitarie che non hanno mai visto – o quasi - un microbo che causa malattie, perciò tende a produrre una risposta immunitaria più forte ai vaccini: questo spiega perché i bambini hanno maggiori probabilità di avere la febbre dopo il vaccino. I dati preliminari delle prime sperimentazioni hanno dimostrato che i ragazzi della fascia 12-15 anni che avevano ricevuto due dosi standard del vaccino Pfizer-BioNTech avevano livelli di anticorpi neutralizzanti nettamente più alti rispetto ai soggetti della fascia 16-25 anni. Ci si è chiesti se i bambini ancora più piccoli potessero sviluppare la stessa risposta immunitaria ricevendo una dose più bassa.
Una prima fase degli studi, infatti, è dedicata a valutare dosaggi diversi per stabilire quale sia quello più adatto per stimolare una forte risposta immunitaria senza avere effetti collaterali.

La sicurezza è importantissima nelle sperimentazioni cliniche che riguardano i bambini, e i ricercatori sanno che quelle sui vaccini anti COVID-19 per i bambini saranno controllate in maniera particolarmente attenta. Tutto ciò che mette in dubbio la sicurezza dei vaccini in generale, e che spinge l’opinione pubblica a temere effetti negativi dei vaccini sui loro bambini, rappresenterebbe un passo indietro dal punto di vista della salute pubblica.

Le prime sperimentazioni sugli adulti si sono concentrate sull’obiettivo di far sì che le persone vaccinate non andassero incontro alle forme più gravi di malattia a seguito di un successivo contagio. Poiché nel bambino le forme gravi sono comunque rare, sarà importante verificare che il vaccino eviti del tutto o comunque riduca di molto il rischio di infezione. È necessario che le sperimentazioni pediatriche tengano anche conto di eventuali risposte immunitarie che possano aggravare la malattia. Sappiamo ormai che risposte immunitarie esagerate sono responsabili della MIS-C.

Altrettanta attenzione viene posta alle possibili, rarissime trombosi potenzialmente legate ai vaccini Oxford-AstraZeneca e Johnson & Johnson. Alcune sperimentazioni su adolescenti pianificate da queste farmaceutiche sono state rimandate.
Questo lavoro scrupoloso da parte dei ricercatori e degli enti di controllo ha l'obiettivo di escludere ogni effetto collaterale dei vaccini e mostra l'attenzione per la salute dei bambini è grande.

Sfoglia online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato al Nuovo Coronavirus:

 

ATTENZIONE
Se tu o i tuoi conviventi avete sintomi del COVID-19, resta in casa e chiama subito il tuo pediatra di libera scelta o il tuo medico di medicina generale. Altrimenti, chiama uno dei numeri di emergenza regionali indicati sul sito del Ministero della Salute.

 

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  • A cura di: Guido Castelli Gattinara
    Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell'Adolescente
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 06 agosto 2021


 
 

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