Paralisi cerebrale infantile: i disturbi dell'anca

Sono causati dalla spasticità che colpisce alcuni muscoli del corpo. La conseguenza è l'allontanamento del femore dalla sua sede fino alla lussazione completa 

Una delle caratteristiche della paralisi cerebrale infantile è rappresentata dalla spasticità che colpisce preferenzialmente alcuni muscoli del corpo. La spasticità non colpisce in ugual misura tutti i muscoli. Le ossa e i legamenti dei bambini con paralisi cerebrale sono quindi soggetti a una trazione muscolare diversa da quella esercitata dalla muscolatura non spastica e possono andare incontro a deformità causate da questa abnorme trazione. In particolare, possono sviluppare disturbi dell'anca in fase di crescita.

La spasticità, le retrazioni muscolari, un controllo muscolare inadeguato, la mancanza di carico e le posizioni scorrette possono innescare l'allontanamento progressivo del femore dalla sua sede, fino alla lussazione completa. Questa si verifica quando la testa del femore è completamente fuori dall'acetabolo (l'incavo dell'osso del bacino che ospita la testa del femore) e i due capi articolari non sono più a contatto tra loro.

Il rischio di lussazione dell'anca nei bambini con paralisi cerebrale varia dal 20% fino al 75%. Si tratta di una lussazione che non è presente alla nascita ma che può svilupparsi nel corso degli anni. Tale variabilità dipende dal tipo di paralisi cerebrale: il rischio è più elevato nelle forme spastiche, soprattutto quando è gravemente compromessa la funzione dell'articolazione. 
Infatti, il rischio effettivo di lussazione è minimo nei bambini che riescono a camminare senza alcun problema (livello I di GMFCS, vedi tabella) mentre è elevato nei bambini che non possono camminare e che non sono autonomi negli spostamenti con carrozzina manuale (livello V di GMFCS, vedi tabella).

Tabella. Classificazione della funzione motoria per le paralisi cerebrali (GMFCS*) 
LIVELLO I - Cammino senza limitazioni;
LIVELLO II - Cammino con limitazioni;
LIVELLO III - Cammino con dispositivo manuale per la mobilità (deambulatore);
LIVELLO IV - Spostamento autonomo con limitazioni (deambulatore e carrozzina manuale);
LIVELLO V - Possibile spostamento con ausilio a motore per la mobilità (carrozzina a motore).

*GMFCS dall'inglese Gross Motor Function Classification System.

Le conseguenze della lussazione dell'anca possono essere gravi. Se il bambino è in grado di camminare, può andare incontro alla perdita della capacità di camminare. I bambini più gravi, invece, possono trovare difficoltà nell'igiene quotidiana e nello stare seduti. Inoltre, in questi casi, può comparire scoliosi e soprattutto dolore quando si prova a muovere l'arto.

La visita, da sola, non è sufficiente per scoprire in fase precoce le alterazioni a carico dell'anca. L'esame standard, in questi casi, è la radiografia del bacino eseguita in posizione supina. La radiografia va effettuata precocemente. La frequenza con cui va eseguita la radiografia varia a seconda del livello di funzionalità dell'articolazione; va ovviamente eseguita se compaiono limitazioni del movimento dell'anca e dolore. Di solito la radiografia viene effettuata da una a due volte l'anno.

Anche la cura varia in base alla gravità del disturbo e del livello funzionale. La terapia può avvalersi di:

  • Fisioterapia;
  • Trattamento con tossina botulinica iniettata in alcuni muscoli del bacino;
  • Rizotomia dorsale selettiva, intervento chirurgico in cui vengono interrotte le radici dei nervi che avvertono il dolore;
  • Pompa al baclofene.

Questi trattamenti possono contribuire a ridurre il dolore e a mantenere la funzionalità dell'articolazione dell'anca. L'intervento chirurgico è limitato a casi selezionati in cui il dolore aumenta rapidamente e comporta una grave alterazione dello stato di salute del bambino. Di norma, non viene eseguito prima degli otto anni di età per evitare il rischio che la crescita provochi problemi scheletrici. L'intervento viene eseguito sui tessuti molli (allungamento dei muscoli e dei tendini), per riequilibrare le forze di tensione muscolare e sull'osso, per ripristinare i corretti rapporti articolari tra il femore e l'acetabolo.

Una correzione adeguata delle deformità ossee dell'articolazione dell'anca favorisce la riabilitazione del bambino, combinando mobilità e stabilità. Ha come obiettivo principale la riduzione del dolore e il miglioramento della qualità della vita. 


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  • A cura di: Emanuela Tavernese
    Unità Operativa di Neuroriabilitazione e UDGEE
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 17 gennaio 2021


 
 

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