Petto carenato

Malformazione caratterizzata dalla sporgenza in avanti delle costole e dello sterno che si accentua durante l'adolescenza 

È una malformazione della parete toracica anteriore, caratterizzata dalla sporgenza anomala di sterno e coste, che si accentua durante l’adolescenza. Segue per frequenza il più comune petto escavato, costituisce circa il 7% delle deformità della parete toracica anteriore, con una frequenza di 1/2500 nati, e una prevalenza nel sesso maschile (rapprorto tra M e F = 4:1). Più o meno evidente alla nascita, tende a peggiorare con la crescita soprattutto nel periodo della pubertà. Il termine “petto carenato” comprende non solo la semplice protrusione della parete toracica anteriore, come indica il nome stesso, ma uno spettro di malformazioni che coinvolgono in modo variabile le articolazioni tra le coste e la loro cartilagine (il tessuto elastico e molto resistente dell’estremità delle ossa) e lo sterno. Caratterizzato da una grande variabilità di presentazione clinica, dovuta al coinvolgimento mono o bilaterale della cartilagine, all'interessamento superiore o inferiore dello sterno e al suo eventuale grado di rotazione sul suo asse maggiore, che provoca deformazioni asimmetriche con depressione su un lato e sporgenza dall'altro.

Non è noto come si formi il petto carenato: l'ipotesi più accreditata si basa su una crescita alterata della cartilagine sternale associata o meno a difetti di fusione dello sterno. Esiste una predisposizione genetica, dato che un quarto circa dei pazienti ha familiari con deformità della parete toracica, e nel 15% dei casi una correlazione con malattie del tessuto connettivo.

Da un punto di vista estetico il tipo più frequente (circa il 90 %) è dato da una protuberanza caratterizzata dalla sporgenza simmetrica del corpo dello sterno (gladiolo) e delle cartilagini costali associata a depressione laterale delle coste (protrusione condro-gladiolare simmetrica o deformità a chiglia), La sporgenza costale può essere anche asimmetrica, per la prevalenza da un lato, ma vi possono essere forme miste con protusioni e depressioni da rotazione sternale. Il difetto condro-manubriale, meno frequente, è caratterizzato dalla sporgenza del manubrio sternale (parte più alta) e delle cartilagini costali superiori con una relativa depressione del corpo dello sterno.

Generalmente è asintomatico, ma nei casi più gravi e spesso in età adolescenziale può causare una dolorabilità muscolo scheletrica a livello toracico o epigastrico nella posizione distesa a pancia sotto; raramente provoca insufficienza respiratoria, ridotta resistenza agli sforzi, asma indotta da esercizio fisico, che sono dovute alla limitazione della dilatazione del torace, con una conseguente alta frequenza respiratoria per compensarla. Oltre alla sintomatologia fisica, non si può trascurare l'aspetto psicologico che, come nel petto escavato, può determinare disturbi nei rapporti con i coetanei.

Il trattamento di prima linea del petto carenato è conservativo (non chirurgico), e considera l'utilizzo di busti ortopedici che determinano una compressione anteroposteriore del torace, con graduale rimodellamento del torace stesso. Il successo raggiunge il 65-80% nei ragazzi al di sotto dei 18 anni, che hanno una parete toracica malleabile, quando sono fortemente motivati, visto che il busto va indossato per circa 14 ore al giorno per circa 2 anni.

Il trattamento chirurgico è riservato ai pazienti che non sono disposti ad accettare il trattamento con il busto o quando sia fallita questa terapia conservativa, e agli adulti. È simile, anche come evoluzione della tecnica, a quello del petto escavato.
La tecnica mini invasiva odierna consiste nel posizionamento della barra di Nuss (barra metallica piegata a forma di "C" sul torace del paziente) che viene introdotta nello spazio sottocutaneo al di sopra del difetto sternale, tramite incisioni toraciche laterali, e ancorata bilateralmente tramite stabilizzatori alla parete toracica stessa. La barra, come nel petto escavato, funge da tutore dello sterno e delle cartilagini costali che sono quindi "obbligati" alla posizione corretta. Anche nei casi in cui si rende necessaria la resezione cartilaginea (taglio delle cartilagini) per la correzione del difetto, si può attualmente procedere in modo mini invasivo con una resezione delle cartilagini per via toracoscopica, introducendo un endoscopio tramite un piccolo taglio della pelle.  

In generale, le complicanze sono rare sia per la tecnica chirurgica classica che per la mini invasiva, con un vantaggio indiscutibile della seconda in termini di dolore post operatorio, tempo di ospedalizzazione e cicatrice post operatoria. Tra le complicanze più frequenti si deve considerare la possibilità di una recidiva (ricomparsa) della malformazione, per incompleta resezione delle cartilagini interessate e la correzione estetica parziale.


  • A cura di: Alessandro Inserra
    Unità Operativa di Chirurgia Generale e Toracica
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 03  Marzo 2022 


 
 

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